“Se vi azzardate a candidare Leo di Gioia scendo in campo e faccio sfracelli contro di voi”. E’ stato questo il tenore della telefonata fatta nelle scorse ore dall’ex sindaco di Foggia Franco Landella ai vertici cittadini della Lega, rei di aver proposto al tavolo della coalizione – d’accordo con pezzi di Forza Italia – il nome, come candidato sindaco, dell’ex assessore regionale e commercialista. I due sono nemici storici, sin dai tempi della rivalità dentro il Pdl quando Landella divenne il candidato unico per la segreteria provinciale con l’accordo con Tarquinio e Morra. Un momento cruciale nella storia del partito azzurro di Capitanata, che segnò il successivo percorso politico e amministrativo del capoluogo. Sono passati molti anni da allora ma l’inimicizia e la mancanza di stima hanno sempre caratterizzato il rapporto tra di Gioia e Landella, da cui il primo ha sempre mantenuto le distanze.
“Se scende in campo di Gioia lo faccio anche io”, ha detto facendo riferimento ovviamente non a una propria candidatura in prima persona (impossibile vista l’incandidabilità post scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose) bensì ad una o più liste civiche guidate da una personalità di sua espressione. Un fatto che conferma come le interlocuzioni tra Landella e pezzi di centrodestra siano sempre continuate. Leo di Gioia rappresenta oggi l’opzione migliore per il centrodestra, ma in Fratelli d’Italia non vogliono sentirne parlare.
Il commissario provinciale dei meloniani, il viceministro Galeazzo Bignami, tornerà lunedì a Foggia dopo lungo tempo per numerosi impegni: i suoi gli sottoporranno i nomi della lista, prima degli incontri con gli altri partiti della coalizione. Dopo il no dell’imprenditore Fabio Porreca, dell’ex procuratore capo di Foggia Vincenzo Russo e del presidente dell’Ordine degli avvocati Gianluca Ursitti, c’è chi caldeggia l’ipotesi della dirigente regionale Silvia Pellegrini.
E’ il consigliere regionale Giannicola De Leonardis, che per il partito rappresenterebbe il giusto punto di equilibrio e sintesi ma che non ha alcuna intenzione di sacrificarsi per la causa.
Per allontanare ogni pressing su di sé, De Leonardis ha dunque lanciato l’idea di Pellegrini, la quale ha dalla propria parte un ottimo curriculum.
E’ una delle migliori dirigenti regionali, stimatissima anche a sinistra (tant’è che fu lodata, ad esempio, dall’eccezionale ex assessora vendoliana Silvia Godelli). E’ diventata capo di dipartimento grazie a Michele Emiliano ma sta in Regione da circa 15 anni con risultati encomiabili. E’ stata donna di partito, con la nota militanza tra i giovani di Forza Italia e il ruolo di braccio destro avuto con Enrico Santaniello e Lucio Tarquinio. E’ moglie dell’avvocato Sergio Cangelli, uno dei pochi amministratori dei due mandati di Landella a non esser mai stato nemmeno lontanamente sfiorato da indagini e dubbi sulla correttezza dell’operato.
I rapporti con Emiliano e col vicepresidente e dominus Pd Raffaele Piemontese sono notoriamente assai buoni e non è mai stato un mistero nemmeno l’amicizia con la famiglia Landella-Di Donna. Questo spiega perché chi, nel centrodestra, guarda in modo critico a tale possibile candidatura sottolinei sia la vicinanza ad Emiliano che il rischio di attacchi legati al rapporto con l’ex sindaco.
“Il nome di Silvia Pellegrini, da quanto ci risulta, era considerato in FdI un’alternativa a quello di Porreca”, dicono a l’Attacco fonti della Lega, che non mostrano entusiasmo al riguardo.
“Tutti stanno rinunciando a candidarsi perché le candidature non nascono in modo unitario. Li stiamo bruciando, uno dopo l’altro. Non va bene così. I partiti della coalizione non possono continuare a relazionarsi per fatti propri coi possibili candidati”.
Altri – ex amministratori con Landella – ritengono che il nome di Pellegrini possa piacere a tanti e unire il centrodestra. Tra i più entusiasti gli ex assessori Antonio Bove e Anna Paola Giuliani.
“Silvia sarebbe un ottimo nome, la persona giusta al momento giusto e al posto giusto”, dice a l’Attacco Giuliani. “E’ brillante, colta, perbene, di ottima famiglia. Ha competenze innegabili, fa benissimo in Regione da lungo tempo. Ne sarei veramente felice, come pure ho registrato con gioia le ipotesi relative a De Leonardis e all’avvocato Tonio Ciarambino”.
I beninformati sostengono che la dirigente sia molto in movimento in queste ultime settimane e che FdI stia valutando una valida exit strategy.
Ma fonti meloniane sostengono che il nome non sia sui tavoli del partito, né a Foggia né tantomeno a Bari e Roma. Resta da capire anche, eventualmente, come reagirebbero Emiliano e Piemontese alla discesa in campo di Pellegrini.
Risultati: Comunali Foggia 2023
Affluenza totale: 60,40% - Sezioni scrutinate: 147 / 147 - Aggiornato al: 24/10/2023 - 05:59
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