“Sarei onorata di poter essere la candidata sindaca per Foggia, ma i tempi stringono ormai”. A parlare a l’Attacco è l’assessora regionale al Welfare Rosa Barone, il nome cui dentro e fuori il M5S tanti guardano come la migliore soluzione per unire il campo largo progressista sin dal primo turno. Nell’ultima riunione del M5S foggiano gli attivisti hanno fatto capire chiaramente di non digerire l’alleanza coi dem ma soprattutto di non ritenere immaginabile che si possa rinunciare alla prerogativa di esprimere un proprio candidato sindaco. Una situazione che rende più difficili le cose all’imprenditore delle rinnovabili Marcello Salvatori, che sta cercando di costruire ampie convergenze intorno a sé.
Dopo l’invito rivolto a Mario Furore e a Barone a visitare la sua impresa e di conoscerne le attività, Salvatori è rimasto in attesa di riscontri da parte dei contiani, ribadendo nel frattempo di seguire “una logica inclusiva” e definendo la propria come “un’operazione civica”. La base 5S ha chiesto a Furore di fare un tentativo col leader Giuseppe Conte al fine di ottenere una deroga per Barone o per il parlamentare Marco Pellegrini. La “minaccia” di diversi pentastellati è stata quella di un disimpegno di fatto nel caso il candidato sindaco non fosse un nome interno.
Da un lato c’è il rischio di veder ridurre i propri consensi anche nel feudo di Conte, dopo la batosta delle amministrative di maggio: uno scenario che preoccupa enormemente e si aggiunge alla previsione di una percentuale minore nel caso di coalizione col Pd rispetto al caso contrario. Dall’altro c’è la consapevolezza di dover evitare di ritrovarsi fuori dal ballottaggio e di poter replicare l’errore commesso nel 2019 a Manfredonia, quando Pd e M5S non si allearono consentendo la vittoria del centrodestra di Gianni Rotice. La più convincente delle soluzioni appare legata alla farmacista, da due mandati in consiglio regionale, alla quale nessuno potrebbe dire di no nel fronte giallorosso. Ma che speranze ci sono che davvero questa deroga- negata alla stessa Virginia Raggi a Roma – arrivi invece, e in tempo utile, per Barone?
“Conte monitora con molta attenzione queste comunali perché ovviamente riguardano una città che a lui è particolarmente cara”, dice a l’Attacco l’assessora. “Io ho una grande passione per la politica da tanti anni, sicuramente per me sarebbe un onore potermi mettere a disposizione e potermi dedicare a Foggia. Al contempo sto portando avanti un assessorato con passione e ci sono cose importanti in ballo. Inoltre, sarebbe problematico rispetto alla deroga, in quanto i tempi sono particolarmente ristretti”, ammette Barone.
“Però, ovviamente, sono onorata dell'affetto e della vicinanza di tanti attivisti ma anche di tanti cittadini che per strada mi fermano sollecitando la mia discesa in campo come candidata sindaca di Foggia. Sicuramente siamo in ritardo ed è un ritardo colpevole, dovuto probabilmente anche a tante difficoltà. Come M5S il nostro lavoro è sempre continuato in modo costante, nell'interesse della città, aprendo una nuova sede e cercando di creare un maggior coinvolgimento da parte dei cittadini. Ma è innegabile che siano tutti abbastanza in affanno”. Solo poche parole sul presidente e su Salvatori.
“Con Emiliano non abbiamo parlato di comunali, né io o Mario abbiamo incontrato Salvatori. Quello che posso dire certamente è che auguro alla mia città la miglior soluzione possibile, sperando di poter essere – io e il M5S – utili per la costruzione di un futuro molto più degno di quanto abbiamo vissuto”. Tutto in alto mare anche rispetto all’alleanza col Pd, i contiani rimandano alla riunione prevista per la prossima settimana. “Per le alleanze siamo in via di definizione, stiamo facendo gli ultimi passaggi per la coalizione più giusta. Stiamo cercando di costruire la migliore delle possibilità per Foggia. il mio impegno sarà massimo, a prescindere dal fatto di poter rappresentare o meno la candidata sindaca”.
I rumors parlano di una frattura, per la prima volta, avvenuta tra Barone e Furore rispetto alla gestione della strategia delle comunali. Una diversa valutazione sarebbe stata fatta, nelle scorse settimane e mesi, anche riguardo al rapporto da tenere con Giuseppe Mainiero, che a lungo ha creduto di poter rappresentare il candidato sindaco anche dei 5S. “Poi le nostre strade si sono separate. Maniero è nome di rottura e gli voglio bene”, si limita a dire Barone.
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