Aida Episcopo o Marcello Salvatori? E’ sulla scelta del miglior candidato sindaco per le comunali foggiane del 22 e 23 ottobre prossimi che rischia seriamente di spaccarsi il campo largo progressista. La dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale è la personalità su cui ha deciso di puntare il M5S dell’europarlamentare e coordinatore regionale Mario Furore, che ieri sera ha riunito la base degli iscritti del capoluogo per averne il via libera, alla presenza del numero uno regionale e parlamentare Leonardo Donno. Furore è riuscito in qualche modo a dividere i dem, dove Episcopo –assessora comunale alla pubblica istruzione nell’amministrazione Mongelli, fino al 2014 – ha molti amici, a cominciare dal gruppo legato all’amico di sempre Peppino D’Urso, anch’egli ex assessore nonché ex presidente del Teatro Pubblico Pugliese.
Ma a decidere nel Pd è il vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese, il quale non nutre dubbi sul fatto che rispetto ad Episcopo rappresenti un’opzione più forte l’ingegner Salvatori, big nel settore delle energie rinnovabili capace anche di diversificare con successo i propri investimenti. Questa divergenza apre al concreto pericolo di un muro contro muro tra le due posizioni. Non è affatto un caso che il tavolo del fronte giallorosso non venga convocato da due settimane, a conferma che la mossa del M5S, se arrivasse al prendere o lasciare rispetto ad Episcopo, porterebbe alla difficile decisione di correre separatamente al primo turno.
Poco male per Piemontese, che sa perfettamente come al ballottaggio ci si ritroverebbe uniti. Ma i contiani non vogliono rischiare di non arrivare al secondo turno con la propria candidata e di ritrovarsi a dover solo sostenere Pd&Co., ecco perché possono essere determinanti gli eventuali interventi da parte del leader Giuseppe Conte e del presidente della Regione Michele Emiliano, il quale ha sempre evidenziato la necessità dell’alleanza. Fonti interne alla costituenda coalizione assicurano che Piemontese voglia andare avanti su Salvatori e che quest’ultimo non si faccia scoraggiare dal dover eventualmente capitanare uno schieramento orfano dei 5S (per quanto l’intenzione originaria sia stata, come detto su queste colonne dallo stesso patron di Sistemi energetici spa, cercare di raggiungere un’ampia convergenza intorno al proprio progetto civico, senza etichette legate a specifiche aree politiche, tentando di tenere assieme settori che andassero ben oltre il solo fronte emilianista).
Al contempo è determinata anche Episcopo, che peraltro non è tenuta a dimettersi dal proprio incarico di dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale fino all’eventuale elezione. Per i contiani Salvatori avrebbe sbagliato strategia perché avrebbe dovuto proporsi in primo luogo a loro, visto che non hanno mai inteso rinunciare alla prerogativa di esprimere un proprio candidato sindaco. “Non possiamo sostenere il nome proposto da altri, doveva provenire da noi”, dicono. “In questo momento, purtroppo, nel M5S prevalgono posizioni ideologiche anziché pratiche”, è la replica che arriva da fonti legate a Salvatori, le quali hanno suggerito al Pd una sorta di ticket tra i due papabili candidati sindaci in modo tale da salvaguardare l’alleanza. Intanto nel centrodestra i meloniani hanno consegnato al commissario provinciale Galeazzo Bignami la lista dei propri candidati consiglieri e 4-5 nomi per il possibile candidato sindaco. La quadra non è stata ancora trovata nella coalizione, che ieri è tornata a riunirsi.
C’è chi sta nutrendo grande ottimismo in questi giorni. E’ l’imprenditore della sanità privata ed editore Tito Salatto, già vicesindaco nell’amministrazione di centrosinistra guidata da Orazio Ciliberti. Oltre che garantire un vantaggio non da poco (la capacità di sostenere senza problemi le spese della campagna elettorale) il presidente di AIOP si sente supportato dal numero uno di Confindustria Eliseo Zanasi.
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