Habemus papissam. Il Pd cede a M5S: no ostacoli a Episcopo candidata Sindaca. Resa dei dem su tutta la linea

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E’ ormai fatta nel fronte giallorosso per la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Maria Aida Episcopo, già assessora alla pubblica istruzione un decennio fa nella giunta di centrosinistra guidata dal sindaco Gianni Mongelli. La strada è ormai tracciata rispetto alle elezioni comunali di Foggia, che si svolgeranno il 22 e 23 ottobre (col probabilissimo turno di ballottaggio due settimane dopo, il 5 e 6 novembre). Non sono state sollevate contrarietà mercoledì sera nel corso del tavolo della coalizione, che si è riunito non come di consueto presso la sede Pd di via Isonzo bensì presso la sede di Spazio Meeting, di fronte alla scuola Alfieri. Il via libera sostanziale al nome espresso dal M5S è avvenuto senza intoppi, con un Pd apparso debole rispetto ai contiani. A riunirsi sono stati i dem (col segretario cittadino Davide Emanuele, Mariano Rauseo e Gianluca Ruotolo), i 5S Mario Furore e Rosa Barone, Lorenzo Frattarolo per Italia Viva e Azione, i Verdi con Fabrizio Cangelli e Vincenzo Rizzi, i socialisti con Mino Di Chiara e Luigi Iorio, Pippo Cavaliere, Pasquale Cataneo, i referenti di Comunità Politica (Luciano Beneduce, Mario Nobile e Fedele Cannerozzi).

Assenti i civici di Rosario Cusmai e Gianni De Rosa, che stando ai rumors sarebbero infuriati per l’evoluzione delle trattative, tanto da rimpiangere Giuseppe Mainiero. 

Furore, come coordinatore provinciale dei 5S, ha subito messo sul piano – per la prima volta in via ufficiale – l’ipotesi Episcopo, come da copione. A quel punto il segretario cittadino dem Emanuele ha replicato che per il Pd le candidature della professoressa e dell’imprenditore delle rinnovabili Marcello Salvatori sono entrambe valide e ha affermato di non conoscere affatto l’ingegnere. Dello stesso avviso il Terzo polo formato da renziani e calendiani. Da Comunità Politica è arrivato un totale sostegno ad Episcopo, al pari dei socialisti. L’unico partito che ha difeso Salvatori, in quanto candidatura più forte, sono stati i Verdi, che hanno evidenziato le comuni radici ambientaliste. “Se siete per la discontinuità netta che senso ha ripescare una ex assessora di Mongelli?”, ha chiesto Rizzi a Furore, provocandone reazioni stizzite. 

L’europarlamentare ha avuto gioco facile col Pd, cui ha fatto notare che Episcopo è stata espressa dal M5S mentre Salvatori appare una autocandidatura, dal momento che il Pd non ha affermato di averne proposto la candidatura. 

“A questo punto, se Salvatori non è da voi candidato, allora prevale l’ipotesi Episcopo, da noi portata al tavolo”, ha sottolineato il contiano, che ha definito l’imprenditore opzione legata al mondo confindustriale. 

Insomma, il Pd è apparso disarmato, spaesato. Una resa totale al M5S, che con un Furore estremamente determinato non ha trovato intralci di alcun tipo, eccezion fatta per quanto detto dai Verdi. 

Mentre l’assessora regionale Barone ha rivendicato la prerogativa del M5S di esprimere il candidato sindaco per Foggia, fatto mai messo in discussione dopo le elezioni politiche del 25 settembre scorso che hanno registrato il primato dei pentastellati nella città capoluogo col 41% dei consensi. 

Dal canto suo, a quanto pare Salvatori aveva capito da giorni di non potersi fidare dei dem e aveva avvisato che senza il M5S non avrebbe accettato di correre a capo di una coalizione disunita. Ma l’imprenditore aveva anche fatto respinto qualunque ipotesi di ticket con Episcopo, che nelle intenzioni degli amici piddini della foggiana (in primis Peppino D’Urso e Mariano Rauseo) avrebbe dovuto vedere lei sindaca e lui vice. 

Per Salvatori facevano (e fanno) il tifo il mondo ambientalista e tutti coloro che reputavano importante la sua competenza per le politiche di sviluppo della città, specie nell’attuale fase legata ai progetti del PNRR e alla transizione ecologica. 

Ma l’ingegnere appariva più forte anche per l’attrattività nei confronti dell’elettorato di centrodestra: non è un caso che pochi mesi fa Fratelli d’Italia, tramite la senatrice Annamaria Fallucchi, ne avesse sondato la disponibilità, come peraltro già era avvenuto alle comunali 2019 quando però Salvatori non aveva alcuna intenzione di scendere in campo.

Inoltre vari imprenditori e sostenitori di Salvatori avevano sollecitato nelle scorse settimane un governo di salute pubblica, capace di andare al di là dei classici confini tra gli schieramenti. Un’operazione tramontata a causa del Pd, che ha accettato in toto il diktat del M5S.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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