Adesso è ufficiale: il forzista Raffaele di Mauro è il candidato sindaco del centrodestra per Foggia, come era stato anticipato da l’Attacco sin da domenica scorsa. “Fumata bianca: le segreterie regionali dei partiti del centrodestra (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati, UdC, Nuovo PSI e movimenti civici) su indicazione dei dirigenti locali e provinciali delle stesse liste, hanno individuato nella figura politica dell’avvocato di Mauro il candidato sindaco che unisce l’intera coalizione intorno al nuovo progetto di rilancio della città di Foggia. L’intera coalizione ringrazia coloro che sono stati proposti in queste settimane durante i tavoli politici e che, da oggi, correranno in prima linea al fianco del candidato di Mauro per portare il centrodestra alla vittoria”, è stato l’annuncio arrivato nel primo pomeriggio di ieri all’esito della riunione decisiva tenutasi a Bari.
Il 41enne dipendente del Consorzio di bonifica di Capitanata (dove entrò ad appena 23 anni) figlio dell’ex potente segretario di Camera di commercio Matteo di Mauro, è da anni segretario provinciale di Forza Italia ed è stato il capogruppo del partito nel Landella bis. Inutile l'appello dell'europarlamentare Lega Massimo Casanova, dominus del Carroccio in Capitanata, il quale aveva invocato fino all'ultimo una netta discontinuità rispetto alla scorsa amministrazione comunale e che ieri non ha voluto partecipare al vertice barese proprio per rimarcare la propria contrarietà a tale scelta, in contrasto col coordinatore regionale salviniano Marti.
“Mi duole comunicare il mio profondo rammarico per tale esito. Assolutamente niente di personale contro di Mauro, che è certamente persona leale e appassionata. Il tema è politico e riguarda l'istanza di cambiamento fortemente attesa dalla città dopo i noti fatti che hanno riguardato il Comune di Foggia e i ben due lunghi anni di commissariamento che ne sono seguiti. Dai partiti i cittadini si aspettavano e si aspettano più coraggio, un robusto scatto di reni in piena e totale discontinuità con il recente passato amministrativo”, aveva detto da ultimo Casanova.
“Constato, invece, un incauto permanere tra gli stessi nomi e le vecchie dinamiche, addirittura ripiegando su un nome certamente rispettabile ma il cui ruolo di primo rappresentante del territorio dei partiti colpiti da scioglimento mal si presta ad incarnare la discontinuità richiesta. Foggia, lo ribadisco, esprime caso a sé nello scacchiere regionale del 'manuale Cencelli' dei partiti; su di essa va fatta una valutazione unica, chiara e coraggiosa, rifuggendo la logica distributiva e comparativa con gli altri capoluoghi pugliesi. Sono queste le motivazioni che, con tutto il rispetto per i condivisibili e da me sempre sostenuti obiettivi di unità che muovono il centrodestra, spiegano la mia personale assenza al tavolo di oggi. Preannuncio, pertanto, sin d'ora le mie valutazioni all'esito di esso”.
Ha prevalso la linea di Marti, che punta ad esprimere il candidato sindaco di Lecce nel 2024, mentre a FdI toccherà quello di Bari. La volontà di Casanova di dissociarsi porterà i salviniani foggiani a disimpegnarsi? E’ tutto da vedere. Di certo all’interno dello stesso centrodestra le reazioni sono contrastanti. “I regionali hanno messo i piedi in testa ai nostri referenti locali. Non era mai successo prima, li avevamo sempre mandati a quel paese finora”, argomentano a l’Attacco alcuni meloniani delusi.
“Al contempo, pensare di poter incentrare la campagna elettorale solo su discontinuità sì-discontinuità no è una cavolata. Bisognerebbe finirla con forzature e speculazioni, tipo quelle di chi si propone come l’espressione della “Foggia perbene” pur avendo votato in aula tutti gli accapo in maniera concorde rispetto alla maggioranza di Landella”. Il riferimento è ai manifesti degli ex consiglieri comunale De Martino e Soragnese, apparsi in città nei giorni scorsi. “Non c’è da guardare indietro, soltanto avanti. E’ l’ora in cui bisogna proporre”.
Ma come si superano le critiche interne per la scelta di di Mauro? “Il nostro Gino Fusco voleva che candidata sindaca fosse la propria moglie Rita Montrone. La base di FdI è scontenta perché il partito ha rinunciato alla prerogativa di esprimere il nome, mentre FI per la terza volta lo ha fatto: prima le due volte con Landella, ora con di Mauro”, continuano diversi meloniani. “L’ex sindaco Paolo Agostinacchio non voleva di Gioia ma nemmeno di Mauro, per lui sarebbero stati molto meglio Tito Salatto o Massimo Zanasi. Il fallimento dei vertici locali di FdI è palese, ma adesso tutti si metteranno a pedalare. Il centrodestra si ricompatterà per vincere. C’è stato l’esempio di Brindisi, può darsi che a Foggia la gente possa accettare di Mauro. Non è assolutamente automatico che, dopo quanto avvenuto negli scorsi anni, gli elettori scelgano i nostri sfidanti. Ciò che conta, alle comunali, sono le liste e le persone in campo. Ci sono tante variabili”.
Fonti legate, invece, ai vertici di FdI ammettono che il partito non ne esce bene ma assicurano che è stato fatto un ragionamento di prospettiva: “Sta per passare la riforma delle Province, torneranno a elezione diretta. Ciò vuol dire che quando si dovrà rivotare per il presidente la scelta spetterà a noi. Ad ogni modo, adesso abbiamo dato una lezione alla vecchia guardia, candidando un quarantenne. Sappiamo con quali argomenti replicare ad Episcopo, espressione della famigerata amministrazione Mongelli”.
“La Provincia? La verità è che c’è stata una spartizione tra Foggia, Bari e Lecce”, replica un altro esponente di FdI.
Raffaele di Mauro si aggiunge ai candidati sindaci civici Nunzio Angiola, Giuseppe Mainiero, Tito Salatto e Antonio di Sabato. E' ora attesa per il via libera del Pd e di tutto il campo largo progressista a Marida Episcopo, scelta dai contiani. Dopo che Rosario Cusmai, a capo dei civici emilianisti, si è messo di traverso – stigmatizzando l’aut aut del M5S – la situazione si è impantanata nuovamente. Tocca ad Emiliano fare chiarezza.
Risultati: Comunali Foggia 2023
Affluenza totale: 60,40% - Sezioni scrutinate: 147 / 147 - Aggiornato al: 24/10/2023 - 05:59
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