“A Raffaele di Mauro rivolgo il mio in bocca al lupo ma ritengo che questa decisione del centrodestra equivalga a un suicidio politico”. A parlare a l’Attacco è Massimiliano Di Fonso, il più suffragato a Foggia alle comunali del 2019, oggi coordinatore provinciale dei Popolari Pugliesi aderenti al Patto etico che a luglio fu sottoscritto tra 8 formazioni, partitiche e civiche, della città capoluogo. Proposero quattro potenziali candidati sindaci dopo essersi allontanati dal tavolo del centrodestra: gli avvocati Vincenzo De Michele, Gaetano de Perna, l’ex AN Peppino Pedarra e Marcello Mariella.
Oltre ai Popolari Pugliesi il Patto fu firmato dal Nuovo PSI di Domenico Longo, da Puglia Popolare con Claudio Di Lernia coordinatore provinciale e Angelo Fragassi referente cittadino, da Italexit per l’Italia con Paragone di cui è referente Marcello Mariella, da L’Altra Italia di Saverio Siorini, da Foggia al Centro rappresentata da Massimo Nicastro (legato a Di Fonso), Foggia Oltre di cui è referente Guido Ciccorelli (componente della direzione di segreteria cittadina del Nuovo PSI) e dall’associazione Vittime di ingiustizie.
Ma 4 sigle hanno da ultimo aderito alla candidatura di Raffaele di Mauro - Nuovo PSI (col sì del regionale a Bari nonostante la contrarietà del livello provinciale), Foggia Oltre, associazione Vittime di ingiustizie e Puglia Popolare – dopo aver perorato solo fino a poche ore prima la causa di de Perna.
Guardano invece oltre, lontano dal centrodestra, le altre formazioni del Patto etico, convinte che di Mauro non rappresenti la scelta vincente. Di Fonso è netto al riguardo: “Non è una personalità capace di portare il giusto equilibrio a Foggia dopo il commissariamento per mafia e le altre vicende che hanno funestato la città negli scorsi anni. Il tavolo regionale ha deciso di condannare Foggia e il centrodestra. Raffaele di Mauro rappresenta una persona seria e perbene ma equivale anche al vecchio, non sarà eletto sindaco”.
“La triade Gemmato-D’Attis-Marti”, è il riferimento di Di Fonso ai coordinatori regionali di FdI, FI e Lega, “ha deciso le sorti della nostra città, ceduta a Forza Italia, laddove Bari andrà ai meloniani e Lecce ai salviniani. Anche io, come di Mauro, ho fatto parte dell’ultima amministrazione comunale ma a differenza loro non mi candido. Le formazioni del Patto etico rimaste coerenti prendono atto che la scelta è ricaduta su di Mauro e saranno distanti dal centrodestra. Prendiamo atto del fallimento dei meloniani, che non sono riusciti a dare a Foggia la chance di un sindaco di centrodestra in grado di risollevare la città tramite un percorso incentrato su legalità, cultura e sviluppo economico. Ripeto: per me con di Mauro non si vince, è un suicidio. Non è lui la persona che possa guidare Foggia nei prossimi anni. Auspicavamo una persona competente, esperta ma al contempo nuova, non un riciclato della vecchia amministrazione. Da parte nostra lavoreremo affinché nasca un agglomerato di centro che presto deciderà se aderire alla proposta di uno degli attuali candidati sindaci oppure presentarne uno ex novo. La comunità foggiana che ha bisogno di certezze, risposte, fiducia e legalità. La Foggia migliore non avrebbe certo scommesso su di Mauro”, conclude tranchant Max Di Fonso.
Risultati: Comunali Foggia 2023
Affluenza totale: 60,40% - Sezioni scrutinate: 147 / 147 - Aggiornato al: 24/10/2023 - 05:59
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