“Discontinuità si fa con azioni, non coi nomi. Responsabilità chiare del centrosinistra per quanto successo”

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“Non ho mai visto vincere o perdere una partita prima che fosse iniziata”. Così il deputato di FdI Giandonato La Salandra commenta l’ottimismo albergante nel campo largo progressista rispetto alla vittoria alle urne del 22 e 23 ottobre prossimi. Il parlamentare meloniano parla dopo che lunedì scorso finalmente la coalizione di centrodestra ha scelto il proprio candidato Sindaco, il 40enne ex consigliere comunale Raffaele di Mauro, dal 2015 coordinatore provinciale di Forza Italia. “Il centrodestra ha messo in campo, oggi più che mai, una opzione politica tout court e la figura di Raffaele di Mauro è la sintesi di un processo politico che probabilmente negli ultimi anni era venuto a mancare”.

Ma già dal centrosinistra e dal candidato Sindaco civico Giuseppe Mainiero è partita la stigmatizzazione di come di Mauro non rappresenti il nuovo, essendo stato un fedele sostenitore dell’ex sindaco Franco Landella negli scorsi anni. “Pd e M5S dovrebbero fare una maggiore chiarezza all’interno rispetto alla propria offerta politica. L’idea di Maria Aida Episcopo viene dal M5S, che non avendo figure interne capaci di governare è andato a pescare una personalità dello stesso Pd. Quanto al Pd, si è assunto la responsabilità politica di non rompere un’alleanza che, di per sé, non offriva niente di nuovo alla città. Il centrodestra e il centrosinistra dovranno confrontare la propria proposta politica, sempre se loro saranno capaci dall'altra parte di offrirne una nuova”, continua La Salandra.

“Raffaele di Mauro è la figura che più di ogni altra rappresenta il punto di sintesi, l'equilibrio. Credo, poi, che la coerenza e la militanza paghino. Mi auguro che in campagna elettorale il centrosinistra e Mainiero sappiano dire qualcosa di più. Mainiero da anni presenta la propria proposta laica di governo della città, in larga parte l'ha fatto contro Landella mentre oggi mi sembra che si candidi sia contro il centrosinistra che contro il centrodestra. L'unica cosa che gli oltre due anni di commissariamento dell’ente comunale dovrebbe insegnare agli schieramenti è far mettere in chiaro quale proposta per la città devono avere. Noi riteniamo di aver dimostrato di saperci assumere la responsabilità politica dinanzi alla città, sottoponendosi ad essa con il programma elaborato in questi mesi che siamo già pronti a presentare e che sarà in netta discontinuità col passato”.

“La discontinuità”, prosegue l’avvocato meloniano, “non si fa con i nomi ma con le azioni concrete. Raffaele di Mauro è stato il segretario provinciale di Forza Italia quando Landella era il candidato e poi il Sindaco di FI. Che avrebbe dovuto fare? Si è assunto sempre le proprie responsabilità. Vorrei ricordare a tutti che io, di Mauro e Antonio Vigiano, ben prima dell'insediamento della commissione straordinaria, fummo i segretari di partito che chiesero un cambio di passo dell'azione amministrativa. Le battaglie politiche non si fanno contro le persone. L’astio personale ha caratterizzato gli ultimi decenni a Foggia: da Agostinacchio a Ciliberti, da Mongelli a Marasco, a Cavaliere, è sempre stata una partita personale. La storia di questa città viene narrata inequivocabilmente nella relazione sullo scioglimento. Esistono una responsabilità diretta rispetto alla classe politica e una responsabilità indiretta, che non è di minore importanza. Nel centrosinistra non solo immuni da quanto è successo a Foggia e hanno, anzi, responsabilità maggiori rispetto a determinati asset economici che sono stati distrutti in questa città. Se abbiamo Amiu e se ci sono stati, in passato, problemi significativi sui tributi è per responsabilità del centrosinistra. Il tema di questa campagna elettorale dovrebbe essere come tenere indenne l'amministrazione comunale da determinati processi amministrativi che hanno segnato le infiltrazioni. La relazione va detta per bene”.

Alle accuse di disimpegno arrivate ai tre big (Fallucchi, La Salandra, De Leonardis) da più parti, anche dall’interno del partito, dopo che è tramontata l’ipotesi di un forte candidato Sindaco meloniano, il deputato risponde difendendo la scelta finale: “Noi abbiamo fatto un confronto interno. L’impegno delle “prime linee” avrebbe determinato comunque un vulnus per Foggia e la provincia in caso di elezione. De Leonardis si sarebbe dovuto dimettere dal consiglio regionale, col subentro del cerignolano Giannatempo e la fisiologica incertezza del ruolo di vicepresidente del consiglio regionale. Con Fallucchi candidata saremmo andati alle suppletive, e al Senato, con i numeri del nuovo Senato, c’è sempre incertezza in una suppletiva solitaria nella provincia in cui l’eliminazione del reddito di cittadinanza è un tema ancora particolarmente sentito. Nel caso di mia candidatura, nell’ipotesi di elezione sarebbe subentrato Galantino, di Bisceglie, facendo perdere un deputato alla provincia di Foggia, peraltro componente della commissione agricoltura dove il ministro è Lollobrigida”.

L’ipotesi migliore circolata nei mesi scorsi è stata, però, quella legata all’imprenditore Fabio Porreca, marito di Fallucchi ed ex presidente di Camera di commercio, il quale  era voluto direttamente da diversi esponenti del Governo Meloni. Ma il patron di Svicom non ha ritenuto di potersi svincolare dalla guida dell’impresa e ha dovuto declinare definitivamente l’invito a correre per il centrodestra.

C’è serenità rispetto ai movimenti in corso tra i vari scontenti, dall’europarlamentare leghista Massimo Casanova all’ex assessore regionale Leo di Gioia, dal campione di consensi Max Di Fonso ad altri pezzi del Patto etico.

“Casanova è della Lega, il suo disimpegno è un tema interno al suo partito. Leo di Gioia l’ho sempre ritenuto una persona seria e con me a Bari ha parlato di discontinuità dell’azione amministrativa. Dubito che ritiri il suo impegno. Sono certo che per tutti e su tutto prevarrà il senso di appartenenza al centrodestra”, commenta La Salandra. “Noi proponiamo una figura politica sorretta dalle segreterie provinciali, regionali e nazionali. Creeremo le condizioni affinchè il consiglio comunale sia all'altezza del governo della città. Candidiamo una persona di esperienza politica e con una cultura di partito. Quanto alla lista di Fratelli d'Italia, ci saranno volti nuovi e alcuni ex eletti. Non ci sarà una lista civica collegata, l’avremmo presentata se avessimo espresso come partito il candidato sindaco ma le cose sono andate in maniera diversa perché i maggiorenti i Fratelli d'Italia hanno avuto l’altolà. Si è parlato nei giorni scorsi dei manifesti di quei candidati consiglieri partiti senza indicazioni di partito e candidato sindaco. a questo proposito voglio precisare che qualche ex amministratore ha male inteso il nuovo percorso di FdI e del centrodestra. Dovrà allinearsi o trovare casa altrove”, sottolinea l’ex presidente della partecipata comunale Ataf spa.

Il parlamentare non fa nomi ma da fonti interne al partito trapela che la lista di FdI vedrà 25 nomi, tra cui pochi ex eletti (come il ticket Salvatore de Martino e Concetta Soragnese, partiti coi manifesti e lo slogan “La Foggia perbene”) e alcune esclusioni eccellenti.

Non ci saranno, a quanto pare, gli ex eletti Gino Fusco e Ciccio D’Emilio. Il primo è assai risentito per la mancata scelta della moglie Rita Montrone, ex poliziotta, quale candidata sindaca. Qualora fosse in lista verrebbe “battezzato” dal consigliere regionale Giannicola De Leonardis.

Il secondo, dopo decenni, non ha chiesto di essere ricandidato ma comunque il partito ritiene di dover imprimere un rinnovamento ai propri volti in aula consiliare.

Con altri, come l’ex consigliere Nino De Rogatis, il rapporto è freddo dopo i manifesti stampati senza simbolo, in attesa del candidato sindaco.

Tutti gli incandidabili sono ovviamente fuori dalle liste.

L’ex assessore Claudio Amorese (genero dell’incandidabile Bruno Longo) ha chiesto di correre nella lista di FdI. Il suo nome è dunque tra quelli che sono stati trasmessi dal partito agli uffici della Commissione parlamentare antimafia per il vaglio di incandidabilità e impresentabilità. Amorese fu rimosso da Landella dalla giunta a febbraio 2020, dunque oltre un anno prima del commissariamento di Palazzo di città.

Nella lista di FdI c’è il solo Gianni Di Lauro per conto della senatrice Annamaria Fallucchi, due i nomi indicati da La Salandra.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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