Era noto da giorni che la notizia delle “parentele scomode” di due dei candidati sindaci di Foggia sarebbe stata cavalcata da Il Fatto quotidiano sotto forma di accusa all’onorevole forzista Mauro D’Attis, vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia. Come l’Attacco ha raccontato sin dalla scorsa settimana, è dallo stesso centrodestra che è partita la polpetta avvelenata contro il candidato sindaco della coalizione, il segretario provinciale di FI Raffaele di Mauro, come pure contro lo sfidante civico Giuseppe Mainiero, “rei” di avere lontani (ed irrilevanti) legami diretti o acquisiti con i mafiosi Spiritoso e Francavilla. Anzi, neppure acquisito nel caso di di Mauro che nemmeno era fidanzato con l’attuale moglie figlia del penalista Carlo Mari quando fu ucciso Franco Spiritoso, cognato dell’avvocato Mari.
Ma in una città colpita da scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni, con parentele di amministratori e dipendenti, in un capitolo ad hoc della relazione prefettizia, tutto fa brodo in campagna elettorale e a molti conviene tirar fuori tale vicenda alla vigilia dell’arrivo, venerdì, della Commissione parlamentare antimafia.
“Ogni forma di aggressione ai valori dello Stato ci vede fermi, rigorosi e determinati oppositori e Raffaele di Mauro è da sempre al nostro fianco con impegno per tenere alta la bandiera della legalità in Capitanata”, commenta D’Attis, coordinatore regionale di FI. “E’ indiscutibilmente una persona perbene e le insinuazioni di queste ore sono offensive e lontane da ogni linguaggio di verità. Continueremo a lavorare con Di Mauro sindaco di Foggia con ancora più decisione per accrescere la sicurezza dei cittadini, contrastando il fenomeno mafioso e facendo sentire la presenza dello Stato nel territorio”.
I beninformati interni al centrodestra raccontano di un di Mauro molto scosso per tale eco mediatica. E’ però netto il tono della lettera aperta che il 40enne avvocato e dipendente del Consorzio di bonifica di Capitanata ha diffuso: “Era ampiamente previsto che, dopo due anni di commissariamento del Comune, la campagna elettorale assumesse toni molto accesi fin dalle prime battute. Quello che non era prevedibile, né auspicabile, era la piega falsa e grottesca che avrebbero preso le osservazioni mosse ad alcuni dei candidati - guarda caso, solo ad alcuni - che stanno presentando alla comunità proposte per la crescita di Foggia e per svincolare la città dall’assedio che la malavita e anche la criminalità comune stanno mettendo in atto da troppo tempo. Mi trovo, purtroppo, mio malgrado, a contrastare subdole quanto vigliacche insinuazioni, che toccano la sfera personale, la quale dovrebbe essere tenuta lontana dalla politica, e trasmodano in attacchi al solo fine di demonizzare l’avversario, prendendo tutte le sembianze di una condotta a carattere estorsivo, che punta solo a tentare di far abdicare l’avversario. Ci tengo a precisare che le notizie che sono state diffuse sono prive di fondamento e chi le ha pubblicate senza il doveroso riscontro non ha la cognizione nemmeno civilistica dei rapporti che esistono tra parentela ed affinità. Non esiste parentela, né affinità tra me e il defunto Franco Spiritoso, che aveva sposato la zia di mia moglie e che io non ho mai conosciuto, visto che è scomparso nel 2007, quando neppure ero fidanzato con la mia attuale consorte, che ho poi sposato nel 2015. L’untore di manzoniana memoria, probabilmente, ha dimenticato – o ha voluto dimenticare – che nei miei lunghi anni di militanza politica ho cercato sempre di raccontare la storia del mio impegno sociale, le mie idee, i miei progetti; che ho studiato e lavorato per crescere e dimostrare il mio valore, a prescindere dai miei famigliari e dai loro impegni. Mi preme ancora evidenziare che il mio nome non è mai apparso in alcun atto, ufficiale e non ufficiale, della relazione per lo scioglimento del Comune capoluogo per infiltrazioni mafiose, se non in uno stralcio nel quale si analizzava la posizione di un altro consigliere comunale presente e non appartenente tra l'altro al partito di Forza Italia. A differenza di altri, io mi presento per quello che sono e per me parlano la mia coerenza e la mia specchiata e illibata condotta, sia in campo professionale che in quello politico. Demonizzare oggi la mia persona è sintomo di estrema paura da parte di chi si pone come alternativa alla mia candidatura: sia da parte dei “fantasmi” apparsi ultimamente nell’agone politico, sia da parte di coloro che soltanto oggi sono riusciti a fare sintesi su un usato sicuro che sconta, però, l’inefficienza amministrativa della compagine politica di cui ha fatto parte e della quale ricordiamo il dissesto finanziario mascherato col Decreto Salvaenti, il fallimento di Amica spa e di Foggia Servizi, con ricadute sociali di cui ancora oggi paghiamo lo scotto in termini di perdita di posti di lavoro. E’ doveroso, da parte mia, querelare coloro che hanno contribuito a qualsiasi titolo ad infangare il mio nome”.
Dura anche la reazione di Mainiero, che allo stesso modo parla di “macchina del fango che cerca disperatamente di continuare a restare in moto”. “Evidentemente il primo tentativo di delegittimarmi o intimidirmi non è andato a segno, come hanno dimostrato i tantissimi attestati di affetto, sostegno e stima che ho ricevuto. E allora qualcuno ha pensato di chiedere un aiuto, provando a portare questa polemica vigliacca circa le mie inesistenti parentele scomode sulle pagine dei quotidiani nazionali. Probabilmente bisogna rifarsi una verginità politica dopo essere finiti alleati di coloro i quali venivano descritti, in pubblico e in privato, come “il male assoluto della nostra città”, Pd in primis, che gli suggerito sotto dettatura persino il nome della candidata sindaca”, dice Mainiero riferendosi al M5S, considerato vicino a Il Fatto quotidiano. “La mia storia mi precede. Le battaglie per la legalità che ho condotto da solo e alla luce del sole sono note e conosciute”.
In difesa di di Mauro l’imprenditore Antonio Perruggini: “Essere garantisti in tema di criminalità è molto dura ma assolutamente necessario in un paese democratico che rispetta i diritti civili. Fino a prova contraria, la correttezza, la trasparenza e l’assoluta estraneità di di Mauro a qualsivoglia rapporto illecito con gente interessata dalle inchieste foggiane deve essere una garanzia per i cittadini. E’ una strumentalizzazione odiosa messa in campo dai professionisti del fango pronti a disputare le campagne elettorali con le mistificazioni invece dei i programmi”.
Risultati: Comunali Foggia 2023
Affluenza totale: 60,40% - Sezioni scrutinate: 147 / 147 - Aggiornato al: 24/10/2023 - 05:59
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