Comunali a Foggia, Giuseppe Mainiero: “Solo io per la totale discontinuità”

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Se non vogliono una radicale discontinuità col sistema di potere che ha amministrato Foggia negli ultimi decenni i cittadini possono votare indifferentemente per Marida Episcopo o Raffaele di Mauro”. Giuseppe Mainiero è netto, come nel proprio consueto stile, a una settimana dal 23 settembre, termine entro il quale dovranno essere depositate le liste per le elezioni comunali del 22-23 ottobre (con ballottaggio sicuro il 5-6 novembre). Due le liste per il commercialista ed ex consigliere comunale, leader di Resto a Foggia, che sente di rappresentare “la vera alternativa” e di poter riuscire a calamitare su di sé il voto d’opinione e quello disgiunto. Ma da ultimo è stato mollato dall’ex consigliere regionale Pino Lonigro, che ha portato Socialismo Dauno nel campo largo progressista. L’Attacco ha intervistato Mainiero in redazione.

Chi considera il suo principale sfidante?

Il centrodestra è svuotato e Raffaele di Mauro è debole. La rigenerazione dei partiti di centrodestra non esiste, non c’è alcun anno zero. Episcopo è più forte, a causa del voto organizzato e clientelare che ne sostiene la candidatura. Tutto il sistema delle partecipate pubbliche è schiacciato su di lei. Penso all’rsu CGIL Pegna, a Rizzi quadro di AM Service, per non parlare della candidata Pd Annarita Palmieri che in AQP ha avuto una crescita professionale dopo l'adesione al partito. Sicuramente per meriti professionali (ride). 
Entrambi, Episcopo e di Mauro, sono sempre stati silenti in questi dieci anni. In più, Episcopo e la commissaria straordinaria Marilisa Magno sono state coloro che avevano deciso la chiusura degli asili comunali. Era tutto normale secondo lei. Peccato che la continuità didattica per i bambini sia una cosa importante e che la Ferrante Aporti sia stata premiata a livello nazionale tra le migliori scuole dell'infanzia italiane. Ma Episcopo riteneva che l'offerta formativa statale potesse inglobare quei bambini come fossero dei pacchi postali, un'azione scellerata che fu scongiurata grazie ad una iniziativa politica forte. 
Il danno è stato comunque fatto alla città, perché il Comune di Foggia è l'unico capoluogo di provincia italiano a non aver partecipato ai bandi del PNRR per l'ammodernamento e la messa in sicurezza delle scuole dell'infanzia. Quei lavori il Comune dovrà farli con i soldi dei contribuenti e non con i fondi del PNRR. 
Per me i due schieramenti principali scommettono che la città libera non andrà a votare, ovvero contano sul voto controllato, organizzato e clientelare. Queste due figure miti servono proprio a non accendere i toni della campagna elettorale. C'è un tentativo di restaurazione messo in campo da Episcopo. Quanto a di Mauro spera di avere poco scarto di svantaggio nel primo turno e di arrivare al ballottaggio, facendosi forte dei partiti di governo. Il mio tentativo è quello di dire alla città che né l'uno né l'altra rispondono alle esigenze di cambiamento radicale. Se cittadini foggiani sono contenti di come il Comune è stato amministrato negli ultimi decenni possono votare indifferentemente per di Mauro o per Episcopo. 
Quanto crede che possa valere il voto d’opinione? Si dice che il voto disgiunto possa incanalarsi su di lei.
E’ l'incognita di questa campagna elettorale. Io penso di poter intercettare consensi dall’elettorato di centrodestra, innanzitutto, ma anche - in maniera più limitata - dall'elettorato di centrosinistra e in particolare dagli elettori del M5S.

Che sensazione ha rispetto all’affluenza?

Nel 2019 fu intorno agli 81mila votanti. Stavolta c’è un centrodestra più debole, perché la macchina organizzativa è più scadente rispetto a quella dell'era Landella. Il centrosinistra ha un voto di apparato che non si sposterà di una virgola e che non intercetterà il voto di opinione, perché il Pd è il partito più odiato a Foggia. Il Pd rappresenta la cappa vera, strutturale, che affligge la città. Basti pensare al controllo eterodiretto da parte di Raffaele Piemontese e del Pd sulle partecipate comunali, sul Consorzio ASI, sul TPP, etc. E il vero motore propulsore della candidatura di Episcopo è stato Peppino D'Urso. Quanto a me, se l'affluenza sarà superiore al 70% e se ci sarà un 30% di voto libero sono convinto di poter arrivare al ballottaggio.

La composizione delle liste cosa dice?

Le liste sono la vera cartina tornasole del tentativo di restaurazione di un modello di governo degli ultimi 20 anni e di un chiaro trasformismo. E’ sotto gli occhi di tutti la navetta di candidati che si posizionano dopo aver cercato di capire dove convenisse farlo. Mi auguro che i foggiani capiscano che è impossibile tornare alla litania delle 10 giunte del centrosinistra. Spero che la città abbia voglia di un riscatto, chiudendo il capitolo di una classe dirigente che ha portato un decadimento culturale, economico e sociale. Foggia rappresentava l'ottava città del Sud. 

 

Contava di presentare più liste, ne saranno due. Cosa è cambiato?

Sì, presenterò due liste. A maggio presentai un progetto di governo di salute pubblica, come l'Attacco sa bene perché quella iniziativa in piazza Mercato con me. Tutto il ceto politico era schierato in prima fila in quella manifestazione. Poi il Pd e il M5S, al primo subalterno, sono stati spaventati dalla radicale discontinuità che io ho imposto. E’ stato loro chiaro che con me in campo non ci sarebbero mai stati candidati come Annarita Palmieri, Italo Pontone, Saverio Cassitti e simili. Lo stesso è valso all’interno del centrodestra, dove la mia candidatura avrebbe allontanato altre persone dalle liste.
La sua delusione nei confronti del M5S è evidente. Che giudizio dà dell’operato del coordinatore provinciale Mario Furore?
Un pessimo giudizio. Furore ha portato il M5S ad essere succube del Pd e penso che l'elettorato lo punirà. A Foggia il M5S rappresenta il partito dei salotti e non del popolo. 

Chi l’ha delusa maggiormente, Furore o Rosa Barone?

Furore è sicuramente il più deludente mentre a Barone rimprovero la mancanza di coraggio. L'alleanza col Pd non è stata vincente in nessun luogo in cui sia stata proposta in Italia.

Ma i pronostici a Foggia sono favorevoli al campo largo progressista.
I pronostici di chi? Scommetto che in un ballottaggio tra Episcopo e chiunque altro lei sarebbe perdente.

Se lei arrivasse al 13-14% sarebbe soddisfatto?
Sì, sarebbe un successo. Penso che molta gente mi voterà pur essendo legata al candidato consigliere di un altro. 

Ci sono altri, oltre a Pino Marasco, che nel centrosinistra sono orientati su di lei?

Penso che rispetto a questa discussione uno come Tito Salatto dovrebbe parlare, dopo quanto ha detto nei mesi scorsi. Altrimenti si omologherebbe al sistema che ha condannato.

Il procuratore capo della DDA di Bari Rossi parla di negazionisti della mafia a Foggia riferendosi a chi, come il direttore de l’Attacco, ha semplicemente rimarcato come non ci sia la medesima penetrazione nel tessuto economico vista in altri territori o non sia stata sufficientemente provata. Cosa pensa di questo dibattito?

Penso che la mafia foggiana non abbia la cifra imprenditoriale di altre organizzazioni mafiose, che non sia insomma la 'ndrangheta calabrese. La Società non controlla allo stesso modo di altre mafie il nostro tessuto economico. Piuttosto, le Batterie sono dedite soprattutto alle attività tradizionali: estorsioni, usura, prostituzione, droga. Resto straconvinto che gli imprenditori di Foggia siano persone libere, tra di loro ci sono quelli che pagano il pizzo ma non credo che le loro imprese siano controllate. Non penso che l'Attacco abbia mai negato l'esistenza della mafia a Foggia. La posizione del direttore Paciello, io l'ho in larga parte condivisa. Qui a Foggia c'è, per me, una netta separazione tra mafia e colletti bianchi. C’è un sistema che ha consentito in questi decenni ai colletti bianchi di spadroneggiare. Non ho mai sentito negazionisti della mafia a Foggia. Detto questo, bisognerebbe parlare della totale assenza di controllo del territorio, una responsabilità ascrivibile alle forze di polizia e alla Prefettura. Perché Foggia non ha il gruppo motorizzato? E’ adeguato il controllo del territorio esistente oggi in una città come Foggia? Abbiamo visto fin troppe, inutili passerelle istituzionale istituzionali. 

Quale quota di spesa pubblica legata al Comune ritiene che sia intercettata dalle imprese grigie? 

Non vedo un tessuto economico che sia nelle mani della mafia. Piuttosto, darei una svolta nel senso della trasparenza nell’affidamento degli appalti pubblici. Come dico da tempo, le commissioni di gara sono composte sempre dagli stessi 2-3 dirigenti, idem avveniva in sanità. Ciò porta ad una forma di benevolenza, quantomeno, verso alcune imprese. 
Serve più trasparenza e serve una Stazione unica appaltante nuova. Io imposi già nel 2014, come mia richiesta all’amministrazione di centrodestra, l'adesione alla Stazione unica appaltante della Provincia di Foggia. Fu respinta, come si sa. Con l'arrivo dei commissari straordinari a Palazzo di città, tutto quello che è cambiato è che i dirigenti sono stati sostituiti nelle commissioni di gara dai sovraordinati, che andranno via insieme ai commissari. Dunque torneranno nelle commissioni di gara i dirigenti. Questo sistema si rompe realizzando una nuova Stazione appaltante, istituita presso la Prefettura e in cui il Comune capoluogo possa indicare solo il presidente della commissione. Deve esserci una vera rotazione, col coinvolgimento concreto degli Ordini professionali. E vorrei almeno un giovane privo di esperienza in commissione, altrimenti vi resteranno sempre gli stessi “esperti”. Il sistema è fortemente incrostato in questa città, bisogna ripartire evitando i trucchi ben visibili nelle gare d'appalto attuali. E poi c'è il problema che in Comune comanda sempre il dirigente dei lavori pubblici Paolo Affatato, anche con i commissari straordinari è stato così.

Cosa pensa dell’interdittiva antimafia alla coop Tre Fiammelle e dello scontro Telesforo-D'Alba?

Rivendico come mio principale pregio quello di aver sempre tenuto lontani determinati sistemi di potere, ne sono fiero e contento. L'operazione di Universo Salute è stata eterodiretto dalla politica, consentita se non perorata al MEF a Roma. 
Un'operazione che ha avuto a un certo punto un imprevisto, a causa del carattere di Michele D'Alba, il quale non si è fatto mettere da parte dopo essere stato coinvolto perché servivano i suoi soldi. A quel punto si è rotto un matrimonio imprenditoriale, con forti ripercussioni sulla città. Penso che ciò abbia avuto sponde politiche. E’ una vicenda che resta tutta da chiarire per le sue molteplici opacità. Ha avuto l'impressione che l'interdittiva si sia inserita nel contesto di questa guerra interna a Universo Salute. 

Perché è avvenuto lo scioglimento per mafia?
Esclusivamente per la debolezza della nostra classe dirigente. Dalla relazione emergono pochi punti: l'assegnazione delle case popolari, il caso Roberto e il caso Iadarola. Il commissariamento del Comune di Foggia ha visto il forte coinvolgimento di aree del Pd, è stato per me un commissariamento politico. Non riesco a spiegarmi ancora le ragioni per cui la commissione di accesso abbia sancito l'estraneità del Comune di Roma rispetto al rischio di  infiltrazioni mafiose, mentre a Foggia è stato ritenuto vero il contrario.

E le frequentazioni tra politici/amministratori e persone legate alle Batterie?

Che la classe politica foggiana avesse delle afferenze esclusive per intercettare voti è sicuro, solo che in passato ciò ha sempre riguardato tutti, centrodestra e centrosinistra. Mentre al ballottaggio del 2019 quel tipo di voto si indirizzò sul solo Landella. Quel Landella che, a differenza di Ciliberti e Mongelli, ha avuto come variabile impazzita Maniero. Case popolari e politiche sociali erano le aree di interscambio. C'era un equilibrio che si è rotto nel 2019, basato su questo sistema di voto controllato e comprato. Io ritengo che 5-6000 voti siano quelli controllati dalla mafia a Foggia.

Che garanzie ci sono, per i foggiani, che d’ora in avanti sarà diverso, che la bonifica sia riuscita dopo lo scioglimento?

Nessuna garanzia, a meno che non ci sia la volontà chiara della politica di non prendersi quei voti. Non conta chi ci sia nelle liste, ovvero che alcuni storici portatori di voti oggi siamo stati sostituiti da altri candidati. La verità è che non c'è stato, da parte dei partiti, alcun lavoro per ricostruire un profilo politico che potesse essere di argine rispetto a quei mondi. 
Prendiamo le liste del centrodestra: parlano di rigenerazione ma in realtà non sono stati candidati solo coloro per cui era impossibile farlo. Dove è avvenuta la riflessione su quanto successo a Foggia? Non c'è stata in questi due anni alcuna analisi vera, eccezion fatta per me e pochissimi altri. I partiti hanno lasciato scorrere la sciatteria amministrativa dei commissari senza aprire becco e ora si ripresentano come se niente fosse stato. Altro che anno zero…
La vittoria del centrodestra o del campo largo rappresenterebbe la condanna a morte di Foggia. Io non ho nulla di personale contro gli ex sindaci Ciliberti e Mongelli, due ottime persone. Mi riferisco al sistema di potere che li imprigionava, lo stesso che imprigionerà Episcopo, in balia dei soliti personaggi. La sola novità è il ruolo di maggiordomo di Furore.

Gli scontenti del centrodestra potrebbero votare per lei?

Io mi rivolgo all’elettore di centrodestra, non al ceto politico. La debolezza della candidatura di di Mauro non potrà che consegnare Foggia ad Episcopo, se io non svolgo un ruolo di diga. Un ruolo fondamentale perché Foggia non ha più gli argini, vanno ricostruiti. Il vento nazionale favorevole al centrodestra non può incidere più di tanto, sebbene Foggia sia una città più di destra rispetto ad altre. Episcopo rappresenta lo stesso sistema di potere che stava dietro a Marasco nel 2014 e con Pippo Cavaliere nel 2019. 

E dall’elettorato M5S ritiene che possano arrivare voti?

Sono convinto che l’elettorato del M5S sceglierà una proposta di cambiamento di radicale discontinuità. Se poi sono diventati tutt'uno con l'elettorato del Pd vuol dire che non ho capito proprio niente. Per me il risultato dei 5S sarà ad una cifra.

E’ vero che ha in mente un profilo chiaro per le politiche culturali?

Sì, mi piacerebbe affidarle a uno come il professor Trifone Gargano, che è molto eclettico. Inoltre, partecipando ai dibattiti della filiera culturale, ho sentito vari interventi che mi hanno colpito rispetto agli indirizzi da dare alle prossime scelte in fatto di cultura. Garantisco sin da adesso che la cultura non sarà più utile alla costruzione di clientele o alle carriere di qualche personaggio, sarà invece un vero e proprio laboratorio. E poi a Foggia bisogna scendere la cultura dallo spettacolo.

E rispetto alle politiche sociali?

Servirà azzerare l'Ufficio di Piano e la programmazione di questi anni, ricostruendo la rete attraverso una relazione col terzo settore, al fine di definire un Piano sociale di zona - che vale ben 23 milioni di euro – in grado di guardare alle reali aree di disagio sociale, nonché ai giovani e agli anziani. Sono le fasce che hanno visto latitante ogni forma di azione del Comune negli scorsi anni.

Chi manderebbe a casa nella tecnostruttura comunale?

Con me sindaco la segretaria generale Maria Giuseppina D'Ambrosio andrebbe immediatamente via, perché ha fatto danni inenarrabili rivelandosi assolutamente inadeguata ad una città capoluogo. E poi è giusto che vadano via anche tutti i dirigenti assunti in base all'articolo 110, dunque per un tempo limitato. E’ giusto che li scelga il nuovo sindaco.

Che giudizio dà dell’operato di commissari e sovraordinati?
Assolutamente negativo.

Pensa che l’indagine sul rinnovo contrattuale ad Amiu abbia influito sulle dimissioni dell'ex commissaria Magno?

Lo considero del tutto probabile. Un iter che definirei, eufemisticamente, opaco. Quella del rinnovo è stata una decisione sbagliata. 

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet