A tre settimane dalle elezioni comunali di Foggia, la questione morale pare diventata il fulcro della campagna elettorale. Gli sfidanti della super favorita Marida Episcopo danno la caccia alle ipocrisie e alle tracce di landellismo nella compagine pletorica delle dieci liste del campo larghissimo progressista. Il candidato sindaco civico Giuseppe Mainiero prende di mira gli ex amici del M5S per il candidato ritenuto inopportuno; l’altrettanto civico Antonio de Sabato spara a zero contro il centrosinistra, cui pure appartiene. Mentre il candidato del centrodestra Raffaele di Mauro difende la tesi che proprio il suo schieramento, uscito a pezzi dai fatti del 2021, sia (paradossalmente) oggi quello più rinnovato e lontano dallo scomodo passato landelliano. Non fa testo il civico Nunzio Angiola che si tiene rigorosamente lontano da ogni polemica, mantenendo buoni rapporti con tutti in attesa dell’eventuale ballottaggio.
Il clima è sempre più caldo e, nonostante i pronostici, colmo di nervosismo. In questo contesto si inscrive anche il caso del sondaggio circolato nei giorni scorsi nel campo largo e pubblicato su queste colonne. Euromedia, una delle principali società di ricerche di mercato esistenti in Italia, non ne è l’autrice, a differenza di quanto veniva indicato in quegli ambienti. L’errore, di cui l’Attacco si scusa, è dipeso dal fatto che tale sondaggio è giunto da autorevoli fonti. Nell’ambito del centrosinistra cittadino si è rapidamente diffuso nelle chat WhatsApp col convincimento che c’entrasse Euromedia, cosa che poi si è rivelata inesatta.
“Abbiamo creduto che fosse di questa società”, si giustificano a l’Attacco alcuni big del campo largo progressista cadendo ora dalle nuvole, dopo la smentita dell’impresa. Chi mente al riguardo in questa vicenda è al momento ignoto.
Non chiediamo alcun passo indietro al nostro candidato Emanuele Ambrosino. Anzi, nella manifestazione di domani (oggi, ndr) per la presentazione dei candidati, salirà sul palco, insieme a noi, per fare una dichiarazione contro la mafia”. A parlare a l’Attacco è Mario Furore, coordinatore provinciale ed europarlamentare M5S, difendendo la scelta del MoVimento in favore di Ambrosino. Stasera, dalle ore 19.00 in via Lanza, i contiani presenteranno la lista alla presenza di Furore, del coordinatore regionale Leonardo Donno, dell'assessora regionale Rosa Barone, dei parlamentari Giorgio Lovecchio e Marco Pellegrini, della candidata sindaca del campo largo progressista Maria Aida Episcopo.
Era stato il candidato sindaco civico Giuseppe Mainiero, nel confronto pubblico di lunedì scorso organizzato dall’associazione antimafia Panunzio, a tirare fuori il caso dei manifesti abusivi del candidato 5S affissi sul muro adiacente la sede delle onoranze funebri Angeli, storicamente legata al boss Roberto Sinesi. Tale segnalazione era stata poi ripresa dalla testata online Foggia città aperta, cui si deve la scoperta che il padre del candidato contiano, Vito Ambrosino, è tuttora presidente della cooperativa che gestisce le onoranze funebri, travolta dell'inchiesta Osiride sul racket dell'estinto.
“Ho parlato con l’avvocato del ragazzo, mi dice che denuncerà la testata perché Vito Ambrosino e Roberto Sinesi non sono stati mai “soci in affari”, è stato un errore scriverlo”, continua Furore, che però ammette di aver avuto una conoscenza parziale del candidato. “Non sapevamo che il padre fosse presidente della cooperativa, né che ci fosse questo legame con la cooperativa. Non chiediamo ai candidati cosa facciano i rispettivi genitori. Ma, detto questo, la vicenda non ci crea alcun imbarazzo perché né Emanuele, né suo padre, né qualunque altro componente di quella famiglia è mai stato coinvolto in procedimenti giudiziari. Vito Ambrosino non è mai stato nemmeno citato nell’inchiesta Osiride. Dal 2007 la coop Angeli è pulita. Emanuele è iscritto da tempo al M5S”.
Da quanto tempo? “Da un annetto”, puntualizza Furore.
“Noi non abbiamo alcun problema, non deve fare nessun passo indietro. E’ un ragazzo che partecipa ai concorsi per entrare nelle forze di polizia. Il voto dei clan mafiosi non lo vogliamo, i clan ci fanno schifo. Non temiamo nulla, anche rispetto al vaglio degli uffici della Commissione parlamentare antimafia”.
A quanti possono aver il dubbio si possa trattare di un caso di prestanome o teste di legno in ambito societario il coordinatore provinciale M5S risponde in maniera secca: “Non abbiamo alcun dubbio che non sia questa la situazione”.
Insomma, per il M5S “l’avere lavorato in un remoto passato con Roberto Sinesi non può equivalere a una condanna” e l’impegno concreto del partito contro il malaffare di qualunque tipo è stato confermato in svariate occasioni, come quando la consigliera regionale Rosa Barone nel 2020 denunciò in Procura la segnalazione ricevuta da alcune bidelle della coop Astra relativamente ai Maffei, da cui si è originata l’inchiesta sul voto di scambio di cui attendono gli eventuali rinvii a giudizio e di cui parla anche la relazione sulle infiltrazioni mafiose a Palazzo di città.
Chi non è per nulla soddisfatto della risposta del M5S è Mainiero. “La toppa è peggio del buco, considerando il parametro valoriale e i criteri del M5S”, dice a l’Attacco l’ex consigliere comunale. “La verità è che c’è stato un tentativo di sporcare questa campagna elettorale, nelle scorse settimane, scavando nell’albo genealogico mio e del candidato sindaco Raffaele di Mauro. Non ho elementi per dire che c’entrino i contiani ma il Fatto quotidiano, cui ora non interessa la vicenda Ambrosino, è notoriamente legato al M5S. Ora candidano un ragazzo che sarà sicuramente una bravissima persona, per carità, ma i cui manifesti erano affissi all’esterno delle onoranze funebri Angeli. Io ho riportato solo un dato di fatto, incontestabile. Nel M5S dovrebbero chiedere scusa alla città per il campo nel quale hanno tentato di portare la campagna elettorale. Hanno cercato la pagliuzza nell’occhio degli avversari senza vedere la trave in casa propria. Ambrosino è il candidato sostenuto da quella cooperativa, la smentita del M5S mi fa ridere. Da quanto leggo non è vero che le onoranze funebri fossero “pulite dal 2007” come dice Furore. Ma, al di là del caso Ambrosino, ciò che cerco di evidenziare quotidianamente è come la compagnia dei 5S sia la peggiore delle compagini, perché mette assieme chi ha demolito la città, ovvero il centrosinistra di Mongelli e il centrodestra di Landella”.
Sulla bacheca Fb di Mainiero alcuni familiari degli Ambrosino sono intervenuti duramente. “Signor Mainiero, ma lei veramente sta continuando? Ci vediamo sabato in piazza, io sarò in prima fila!”, in riferimento al comizio che Mainiero e il consigliere regionale Antonio Tutolo terranno oggi alle ore 18,30 in corso Emanuele. “Cos’è? Una minaccia?”, ha risposto il candidato sindaco. “Non è una minaccia, ma lei deve dire le cose come stanno e non tante minchiate. Lei lo sa che per acchiappare quattro voti ha fatto una grossa stronzata! Sabato sicuro ci incontreremo in piazza e dirò la mia! Viviamo in un mondo democratico e io zitta non mi sto! Per colpa sua lei sta sporcando l’immagine di un ragazzo giovane e un uomo che ha lavorato sempre onestamente! Noi non siamo criminale come vuol far credere a tutta Foggia”.
La stessa signora, cugina del candidato, ha scritto sulla propria pagina Fb: “Non votate Mainiero perché è lui la causa di tante schifezze. Parlasse della sua famiglia e di chi appartiene. In politica è bello buttare fango sugli altri per uscire pulito. Lui è nu pizz di merd”. Mentre una seconda persona legata agli Ambrosino ha aggiunto al post di Mainiero: “Certo che per raccattare quattro voti siete disposti a tutto, anche a spalare me… su un ragazzo. Complimenti, forse tra il Pd e Landella voi siete peggio. Non hanno bisogno di difensori, che sulla famiglia Ambrosino non c'è niente da dire”.
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