Dopo un lungo e diffuso silenzio, sono arrivate finalmente le prime reazioni e prese di posizione rispetto all’approfondita e dettagliata inchiesta con cui l’Attacco nelle ultime settimane ha svelato la veste imprenditoriale del sindaco di Apricena Antonio Potenza, dalla holding milanese alle quattro imprese controllate, tutte operanti nello stesso paese garganico e destinatarie di atti da parte dell’ente amministrato dall’ingegnere forzista.
A stupire era soprattutto il mutismo del Pd, il principale partito di opposizione, quello che per molti decenni governò Palazzo di città facendone il vero feudo rosso di Capitanata. Un commento, quello dei dem, che però ha deluso chi si attendeva parole più nette.
“A quanto pare, ad Apricena c’è chi sa fare impresa. Peccato che, quando si tratta di amministrare il Comune, i risultati sembrino decisamente meno brillanti”, ha scritto il Pd apricenese. “Le recenti inchieste giornalistiche de l’Attacco sulle operazioni societarie riconducibili al sindaco Antonio Potenza e alla sua famiglia hanno acceso i riflettori sulle sue attività imprenditoriali. Non spetta al Partito Democratico emettere sentenze: se Potenza è stato un bravo imprenditore, buon per lui. Se, invece, dovessero emergere irregolarità, saranno gli organi competenti a fare le opportune verifiche”. Tutto qui rispetto al versante dell’inchiesta. “Ma c’è una domanda politica che non possiamo eludere: le capacità che vengono attribuite al Potenza imprenditore dove sono finite quando si tratta di amministrare i soldi degli apricenesi?”, ha aggiunto il Pd.PER LEGGERE L'ARTICOLO COMPLETO
Apricena, Quello che il Pd non ha capito del caso Potenza. Ancora mutismo da maggioranza e Zuccarino
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