“Sono tornato non per Foggia, ma per i foggiani”. Alfredo Fabbrocini si presenta così alla stampa nel giorno del suo insediamento alla guida della Questura di Foggia. Un ritorno che il nuovo questore definisce impegnativo, forte di una conoscenza diretta del territorio maturata negli anni in cui ha diretto la Squadra Mobile. “Foggia è una realtà che conosco e so quanto è complicata”, esordisce Fabbrocini, che nel corso della sua carriera ha lavorato in diverse regioni italiane, dalla Calabria alla Sardegna, passando per Campania e Sicilia.
“Foggia è forse il luogo che mi ha dato più soddisfazione, per i risultati conseguiti e per la partecipazione della gente. In quel momento storico ho avuto chiara e netta la sensazione che la popolazione foggiana facesse il tifo per noi”, ricorda. Il riferimento è agli anni tra il 2010 e il 2013, quando, alla guida della Squadra Mobile, seguì indagini importanti contro la criminalità organizzata.
Oggi Fabbrocini torna in Capitanata dopo aver guidato la Questura della provincia di Barletta-Andria-Trani. L’obiettivo dichiarato è recuperare il rapporto con la comunità e rafforzare la fiducia nelle istituzioni. “Sono tornato per riallacciare quei fili e portare avanti quel senso di rivalsa e quella capacità di indignazione che il territorio ha dimostrato negli anni in cui l’ho conosciuto”, afferma, ricordando una terra segnata da una criminalità violenta, ma ricca di cittadini che scelgono la legalità.
Il nuovo questore punta anche a coinvolgere chi ancora non ha maturato una posizione netta nella contrapposizione alla criminalità. “Sono qui per cercare di far sì che quella gente che ancora non ha scelto per chi tifare ci dia il giusto supporto, sappia qual è la squadra per la quale vuole tifare e per chi vuole combattere”.
Domani su l’Attacco l’approfondimento completo.
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