Foggia è una realtà che conosco e so quanto è complicata". Alfredo Fabbrocini si è presentato ieri mattina alla stampa nel giorno del suo insediamento alla guida della Questura, sottolineando il significato di un ritorno in una città che ha segnato profondamente la sua carriera. "Ho affrontato molti dei luoghi più ostici della nazione, tra Calabria, Sardegna, Campania e Sicilia. Foggia è forse quello che mi ha dato più soddisfazione, per i risultati conseguiti e per la partecipazione della gente. In quel momento storico ho avuto chiara la sensazione che la popolazione foggiana facesse il tifo per noi", ha ricordato. Fabbrocini aveva già diretto la Squadra Mobile tra il 2010 e il 2013, partecipando a importanti indagini contro la criminalità organizzata. Tra i risultati di quella stagione investigativa figura la cattura del latitante Giuseppe Pacilli, arrestato il 13 maggio 2011 nell'agro di Monte Sant'Angelo. Dopo aver guidato la Squadra Mobile di Napoli, nel febbraio 2024 era stato nominato questore della provincia di Barletta-Andria-Trani. Ora torna in Capitanata con l'intenzione di ricostruire il rapporto con la comunità. "Sono qui per riallacciare quei fili e portare avanti quel senso di rivalsa e quella capacità di indignazione che il territorio ha dimostrato negli anni in cui l'ho conosciuto. Una terra violentata e oltraggiata da una criminalità efferata, ma che può contare sulla partecipazione di tanta gente perbene". Il nuovo questore ha spiegato di voler coinvolgere anche chi non ha ancora maturato una posizione netta contro i gruppi criminali, affinché possa sostenere la cultura della legalità. "Al di là della criminalità organizzata, che purtroppo accomuna un po' tutti i popoli del Sud Italia, qui abbiamo delle specificità per quanto riguarda i reati predatori, che sono un unicum a livello nazionale. Dai furti d'auto agli assalti ai blindati, fino alle rapine ai tir, Foggia rappresenta un triste primato per competenze e specificità criminali". Un fenomeno sul quale, ha spiegato, sarà necessario concentrare l'attenzione, senza trascurare il disagio sociale e le sue possibili ricadute sulla sicurezza.
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Foggia, Fabbrocini: “Esercito in città? Sì, un esercito di persone perbene che sappia da che parte stare”
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