Continua a essere incandescente e avvelenato il clima sull’ASP Zaccagnino, l’Azienda di servizi alla persona di San Nicandro Garganico. Ieri mattina è trapelata sul web l’indiscrezione di una protesta della giunta comunale, guidata dal sindaco Matteo Vocale, proprio presso l’ASP. La fuga di notizie ha convinto a rinviare la mobilitazione, che vuole mandare un preciso messaggio al presidente della Regione Michele Emiliano.
Da tempo la città garganica – con Pd e M5S coesi su questo – attendono dal governatore la nomina del presidente dell’ASP. Come rivelato da l’Attacco ad aprile, da Palazzo di città è stato proposto ad Emiliano un nome locale, quello del medico di Casa sollievo della sofferenza Agostino Trombetta. Ma neppure la comunione di intenti tra dem e pentastellati – dal sindaco alla deputata Marialuisa Faro, all’assessora regionale al welfare Rosa Barone, al placet del vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese – ha persuaso il Gladiatore a prestare ascolto al territorio.
Nessuna interlocuzione tra Emiliano e Palazzo di città, i due assessori impotenti perché “è il presidente che vuole decidere autonomamente”. Emiliano non vuole, con tutta evidenza, far guidare l’ASP a un sannincandrese ma quanto può giovargli lo scontro col Comune?
Intanto, alla Zaccagnino è tornata a sorpresa la commissaria straordinaria Patrizia Lusi, componente del movimento civico CON ed emilianista di ferro. Dopo cinque anni e mezzo da presidente e commissaria lo scorso 30 marzo l’avvocata foggiana si era dimessa per lasciare spazio ad altri, visto che M5S e amministrazione comunale avevano chiaramente fatto capire di volere un cambio al vertice dell’ente. Per alcune fonti, Emiliano avrebbe sollecitato le dimissioni per accelerare rispetto alla nascita del nuovo cda. Nulla è però poi accaduto e l’ex parlamentare dem Colomba Mongiello ha declinato la presidenza dell’ASP (incarico gratuito) offerta dal governatore.
Ecco perché il 4 maggio Lusi (che è anche a capo dell’ASP foggiana dell’Addolorata) ha spiegato di aver dovuto tornare sui propri passi: “Ho dato la mia disponibilità a firmare la pratica per la concessione dei contributi comunitari agricoli dell’ASP Zaccagnino. Nonostante avessi detto chiaramente di voler assecondare i desiderata del consiglio comunale e degli esponenti del M5S (nostri alleati in Regione e in diverse coalizioni nei paesi in cui si voterà alle prossime amministrative) attraverso le mie dimissioni, per legge sono ancora io la rappresentante legale dell’azienda e per il rispetto che nutro nei confronti della Zaccagnino, della sua storia, del suo fondatore, dei suoi dipendenti e dei destinatari delle attività di assistenza, mai avrei potuto consentire di far perdere questi denari. Chi di dovere avrà tutto il tempo di riflettere ancora sul futuro dell’ente, intanto io mi assumo la responsabilità di nutrire l’azienda e la sua mission”.
Lusi ha poi, nei giorni scorsi, rimarcato i frutti dell’operato dell’ASP, mostrando i lavori in corso (“presto una nuova struttura socio sanitaria a disposizione del territorio a San Nicandro Garganico”) e annunciando: “decidemmo di partecipare a una “competizione” nazionale indetta dalla SDA Bocconi School of Management sulla Pubblica amministrazione che funziona. Portammo all’attenzione della prestigiosa Università i contratti di filiera, i progetti di agricoltura sociale, l’inserimento del paesaggio della Zaccagnino nell’elenco nazionale dei Paesaggi Storici Rurali e gli aiuti in periodo di pandemia. Ora siamo stati convocati “alla luce della rilevanza del progetto da noi candidato”.
Probabilmente saremo “solo” chiamati a presentare ciò che abbiamo fatto, ma lo faremo alla Sda, alla presenza di tanti amministratori pubblici d’Italia e alla presenza del Ministro Brunetta. Siamo orgogliosi e soddisfatti per questa menzione”.
“Lusi spariglia spariglia le carte”, commenta l’ex consigliere dell’ASP Zaccagnino Marciano Benedettino. “Ecco invece, a mio avviso, come va letta la dichiarazione sul suo ritorno. Lusi, incazzatissima per la valutazione negativa che il consiglio comunale di Sannicandro Garganico ha dato, all’unanimità, della sua gestione della ASP Zaccagnino negli ultimi 5 anni e passa, dà le sue dimissioni da commissario straordinario. Abbandona la barca e lo fa con tale convinzione che i dipendenti della ASP scrivono alla Regione Puglia implorando la nomina di un amministratore pena l’impossibilità di far fronte alle esigenze della ASP, visto che non c’è né un amministratore né un direttore generale. Né ai vertici regionale né a Lusi questa situazione di disagio pesa più di tanto, finché non si avvicina la scadenza della domanda dei contributi Agea che valgono circa 330.000 euro per la ASP. E qui il gioco si fa pesante. Non sono proprio bruscolini. La Regione, interpellata in merito, non è pronta per assegnare la casella della presidenza e pertanto dice a Lusi, in sintesi, di andare a firmare, perché è sempre lei la responsabile legale e pertanto, se non va a firmare la richiesta del contributo Agea, un domani ne dovrà rispondere. Oggi (ieri, ndr) la ASP Zaccagnino verrà occupata dalla giunta comunale in segno di protesta all’inerzia regionale. Sarebbe stato meglio se fosse stata occupata dall’intero consiglio comunale”.
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