Regione Puglia: Emiliano è salvo e la legislatura anche, chiuderla costerebbe troppo a chi occupa le poltrone

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Tanto tuonò che non piovve più. E chi si attendeva effetti speciali in Aula è rimasto deluso, ripiegando sui fuochi pirotecnici in programma alla sagra di San Nicola sul lungomare di Bari. Nulla se non il dibattito politico dei partiti sui massimi sistemi e sui programmi. Dieci minuti a testa il tempo riservato ai consiglieri regionali che hanno rappresentato, dal loro punto vista, il quadro generale tenendosi ben distanti da riferimenti seppur occasionali alle vicende giudiziarie. Nulla se non lo scontatissimo salvataggio del governatore Michele Emiliano, il quale si mantiene a galla con la sua maggioranza facendo un favore al centrodestra che si è fatto promotore della mozione di sfiducia nei confronti del governatore pugliese pur sapendo che non avrebbe mai racimolato 26 voti per mandarlo a casa. Mettiamola dal punto di vista più materiale semmai vi fosse qualche consigliere regionale disposto a sacrificarsi e andare a casa, liberando la poltrona senza incassare qualcosa come oltre centomila euro di indennità per arrivare a fine legislatura. Insomma l’arte della fiction è ormai ben nota, tra attori di primo piano, comparse e controfigure, in una sorta di orchestrazione a tratti anche pittoresca, con richiami legittimi alla legalità e alla ragion d’essere di un assessore (quello alla Legalità per l’appunto) che non si sa cosa potrà fare in questi giorni. 

Potenziare i nuclei ispettivi, mandare tanti tenenti Sheridan a controllare i dirigenti oppure mettere tutti sotto osservazione con telecamere e microspie per auscultare anche le conversazioni, nonostante le leggi esistenti. Eppure c’è chi ci crede o fa finta di crederci. 

A cominciare dai pentastellati che hanno cambiato il loro posizionamento in Aula occupando gli scranni da sinistra a destra della Presidente Loredana Capone, peraltro accolti col ghigno da Antonella Laricchia che qualche cadavere lungo il fiume lo ha visto passare e che da quella riva non si è mai mossa. Il capogruppo Marco Galante ci crede chiedendo “garanzie sul fatto che l’azione amministrativa della Regione Puglia sia nel segno della piena legalità e trasparenza. Da questi presupposti è nato il patto per la legalità, consegnato al Presidente Emiliano” venduta mediaticamente da Conte e Schlein quasi come una rivoluzione copernicana nel concetto di intendere la politica e separarla dal malaffare.  

Sempre che in Puglia non ci si imbatta in personaggi chiave, del tutto funzionali al consenso elettorale e quindi ai successi del centrosinistra che governa da vent’anni. E dai quali è necessario voltare con garbo la faccia additandoli come brutti, sporchi e cattivi. Ma tant’è, ci sono le premesse per andare avanti. “Non voteremo la mozione di sfiducia – spiega Galante - , perché vorrebbe anche dire rinnegare il lavoro fatto. Non presteremo fianco a un’iniziativa  strumentale del centrodestra, da cui naturalmente non accettiamo alcun tipo di lezione, tantomeno di moralità”.   

Durante la seduta si attendeva il riscontro di Azione e di come i calendiani avessero deciso di comportarsi. L’ultimatum sulla rotazione dei dirigenti è stata un’altra boutade, lanciata per aria dal gruppo regionale in piena domenica,  per aggiungere suspence al thriller dell’anno.   

“Il nostro voto lo decideremo in base” alle risposte che il governatore Michele Emiliano darà in aula su liste di attesa, rotazione dei dirigenti della Regione e dell`Asl, screening -  aveva preannunciato durante il suo intervento  Fabiano Amati. “Noi - ha spiegato - chiediamo al presidente queste cose. Se le sue risposte non dovessero convincerci o, peggio, non dovessero essere realizzate, è semplicissimo: dopo il 7 maggio c`è l`8 maggio, poi il 9, poi il 10, poi il 15. La mozione di sfiducia la possiamo presentare pure noi, però andremo casa per casa a chiedere la sottoscrizione. Proveremo a raggiungere il numero di 26 e avremo magari anche una proposta politica sul futuro, faremo questa operazione, quindi non è difficile”.

“Nessuna inchiesta giudiziaria ha riguardato l`attività di questa Giunta, né di questa né di quella precedente.  Dobbiamo rafforzare i controlli e i presìdi di legalità” - ha detto il capogruppo Pd, Paolo Campo, replicando alla mozione di sfiducia del centrodestra. “È certo - ha aggiunto - che le vicende che si sono verificate hanno comportato una discussione tra le forze politiche. Siamo abituati a discutere. Il tema, collega Ventola, è che su queste questioni dovremmo avere la prudenza, da uomini politici seri e maturi, di confrontarci analizzando il problema vero, perché è vero che, nonostante l`inchiesta “Mani pulite”, in questo Paese non siamo riusciti a fare un salto avanti”.

“Tra la finta uscita dalla maggioranza dei 5stelle e un rimpasto inadeguato rispetto alle richieste del segretario del Pd, oggi abbiamo una Giunta senza anima e visione ed un presidente costantemente piegato ai diktat di consiglieri e gruppi politici - hanno detto i consiglieri regionali di Forza Italia -. E’ evidente che Emiliano e la sua Giunta non siano più liberi di operare per la Puglia e i cittadini meritano di poter tornare a votare per avere un governo che possa disegnare una nuova prospettiva per il futuro”. 

“Noi del Gruppo Con – ha detto Leoci - voteremo contrariamente e continueremo ad andare avanti, perché la Puglia ci sta aspettando.  La crescita, anche economica, di cui nelle ultime settimane si parla sui nostri giornali. L’occupazione dei nostri giovani, che vede un incremento. Spero che questa sia la visione per il futuro, per i nostri ragazzi, affinché tutti i progetti che sono stati messi in campo, da “Mare a sinistra”, dalle politiche giovanili, possano far tornare qui le nostre menti, i nostri talenti, riportarli nella nostra terra, che è fantastica, attrattiva e in crescita”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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