La Direzione distrettuale antimafia (Dda) e la Polizia che indagano sull’omicidio di Salvatore Prencipe a Foggia non escludono che il killer possa essere garganico.
Prencipe ha avuto appena il tempo di mettersi al posto guida della “Mercedes” quando il sicario a volto coperto è sopraggiunto a piedi ha sparato la prima fucilata, distruggendo il parabrezza e ferendo il foggiano che ha tentato di scappare a piedi: una seconda scarica al volto a distanza ravvicinata l’ha ucciso.
L’utilizzo di un fucile non viene comunque ritenuto da chi indaga prova certa della firma garganica dietro l’agguato mafioso. Che a sparare possa essere stato un sicario del Gargano è quindi un’ipotesi. Ormai è acclarato che ci siano alleanze tra “Società foggiana” e clan della mafia garganica: processi e inchieste raccontano di scambi di favore tra le organizzazioni sotto forma di protezione latitanti (foggiani che si nascondono sul Gargano, garganici che si rifugiano nel capoluogo) e “prestiti” di killer per missioni di morte.
Il ricorso al colpo al volto, quasi si voglia cancellare l’esistenza della vittima, è tipico degli omicidi sul Gargano, ma non è una firma esclusiva. Il fucile è comparso in altri due agguati recenti in città.
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