"Le dinamiche del promontorio garganico sembrerebbero, al momento, segnate da una fase di stallo determinata soprattutto dagli eventi che hanno colpito le due principali compagini di quell’area, ovvero il clan dei Montanari (Li Bergolis) e quello dei Ricucci-Lombardi-Latorre, quest’ultimo evoluzione di quello un tempo definito dei Romito". Questo emerge dalla relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia (Dia).
"Il significativo ridimensionamento di quest’ultima consorteria ha determinato taluni vuoti che se, da un lato, possono essere colmati dal clan dei Montanari, dall’altro, potrebbero riattualizzare le mire espansionistiche della mafia foggiana il cui interesse era già emerso nel programma ambizioso della batteria Moretti-Pellegrino-Lanza. Il ruolo svolto da tale articolazione, infatti, al di là dell’esito della contrapposizione fa i due clan garganici, è stato determinante perché ha mutato gli assetti dell’intera area garganica per collocarla al centro di un aggregativo progetto unitario, coinvolgendo le più qualificate articolazioni una volta legate ai Romito".
"Le risultanze investigative degli ultimi anni, che di fatto hanno interrotto questo ambizioso progetto criminale, hanno descritto il ruolo promotore assunto dalla batteria foggiana che ha trasformato quelle originarie e contingenti alleanze in sinergie strutturali tali da produrre condivisi piani operativi. Nell’intero territorio garganico il clan dei Montanari di Monte Sant’Angelo sarebbe, comunque, in grado di mantenere la sua egemonia grazie alla sua struttura familistica, nonché alla capacità di catalizzare i gruppi criminali emergenti nel promontorio, implementando le sue proiezioni extraterritoriali che, tra l’altro, hanno favorito l’interazione con sodalizi mafiosi meglio strutturati quali la ‘ndrangheta".
"Grazie all’asse sinergico con i Montanari e dopo il ridimensionamento subito dalla decennale contrapposizione armata con la famiglia Ciavarrella, il sodalizio Tarantino originario di San Nicandro Garganico sembrerebbe poter contare anche su giovani leve e su vecchi sodali ritornati in libertà".
"A Vieste i vuoti di potere, creatisi a seguito delle incisive azioni di contrasto delle forze di polizia e della magistratura, potrebbero riacutizzare gli interessi criminali dei due 'poli mafiosi' ovvero quello dei Montanari e dei Mattinatesi. Il delicato tessuto criminale di quel territorio potrebbe, peraltro, originare azioni di rivalsa della famiglia Notarangelo che, colpita duramente a seguito della sanguinosa faida scissionista registrata nel periodo 2015-2019, si era divisa in due fazioni contrapposte: i Raduano e gli Iannoli-Perna.
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