Da Amiu al cimitero, quando sotto la lente è il periodo commissariale

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Prima l’indagine della Procura di Foggia su Amiu, poi l’altra sull’appalto del cimitero. Ad accomunare entrambe le vicende il fatto che siano state frutto di decisioni assunte durante la gestione straordinaria del Comune capoluogo. Come dire che anche la presenza di personalità dello Stato a Palazzo di città non esime da possibili errori né è di per sé garanzia di procedimenti inattaccabili, che mai potrebbero finire sotto la lente degli inquirenti. Peraltro, fu estremamente politica la scelta del rinnovo del mega appalto da oltre 203 milioni di euro per il servizio di igiene urbana, per ulteriori nove anni, in favore della partecipata comunale Amiu Puglia spa. A detta di parecchi addetti ai lavori, come l’Attacco scrive da tempo, quel rinnovo contrattuale ha rappresentato, nei 29 mesi complessivi di durata del commissariamento del Comune di Foggia, la decisione più politica e pesante che sia stata assunta.

Era il 23 febbraio 2023 quando l’Attacco svelò che era stata aperta un’inchiesta, affidata alla Guardia di Finanza, sulla spa barese e sul contratto avente un importo complessivo di 203.017.107,86 euro. Un’indagine che fu determinante rispetto alle dimissioni dell’ex commissaria Marilisa Magno, poi sostituita dal prefetto Vincenzo Cardellicchio. Due gli indagati noti: la dirigente all’urbanistica Concetta Zuccarino e il direttore di Amiu Antonello Antonicelli.

Magno descrisse l’affidamento diretto alla spa come una scelta obbligata, mentre gli autori degli esposti in Procura segnalarono tutta una serie di criticità che rendevano incongruo e irrazionale tale decisione.

“Al contrario di quanto è stato lasciato intendere alla pubblica opinione”, spiegò a maggio 2023 l’avvocato Michele Vaira illustrando l’esposto, poi integrato e consegnato a Cardellicchio, “l’affidamento diretto non è la norma ma l’eccezione. Un’eccezione che può essere disposta solo sottostando a precise condizioni che in questo caso mancano. Riteniamo che tale affidamento non sia un atto tecnico, ma un atto ‘politico’ della commissione straordinaria che favorisce inevitabilmente la cittadinanza barese ai danni di quella foggiana. A nostro parere sono state violate norme precise rinvenienti dalle linee guida dell’Anac, che abbiamo esposto. Il primo presupposto per eseguire un affidamento diretto ad una società in house è che debba essere conveniente, convenienza che invece non è stata dimostrata”, aggiunse il legale.

“In secondo luogo, la società a cui viene affidato il servizio deve essere affidabile, mentre invece è noto a tutti che da 9 anni il servizio di raccolta di Amiu è scarso e scadente. Riteniamo l’affidamento ad Amiu un danno clamoroso alla città. E, terzo punto, il Comune, per tutti questi anni, anche durante la gestione commissariale, ha pagato tali servizi inadeguati a fronte di mere fatture senza nessuna verifica e controllo: 1,8 milioni di euro al mese per un servizio che è via via diminuito in termini di operatori e di mezzi. Nelle determine di pagamento si fa riferimento alle certificazioni di Amiu rispetto allo svolgimento della propria attività: certificazioni purtroppo non pubblicate insieme alle fatture. Anche su questo abbiamo chiesto agli organi competenti di investigare. Al quarto punto dell’esposto abbiamo posto in evidenza i dati falsi, truccati, diffusi da Amiu in merito alla raccolta differenziata”, il riferimento ai casi del doping con gli inerti nonché su carta e cartoni. “Punto cinque: l’impianto di Tmb di Passo Breccioso viene pagato interamente dal Comune di Foggia ma gli utili vengono ripartiti all’80% per Bari e al 20% per Foggia, così è stato in tutti questi anni”, concluse il co-firmatario dell’esposto. Netto fu anche l’avvocato Zingrillo: “Ciò impone una riflessione approfondita ad un’amministrazione che teoricamente sarebbe chiamata a svolgere atti di gestione straordinaria, non atti di indirizzo politico”.

Fu una decisione della commissione straordinaria anche quella, nell’estate 2023 (alla vigilia del ritorno alle urne dei foggiani, a ottobre), di procedere alla maxi gara per l’affidamento della gestione del cimitero, dopo la proroga in favore di PFC dei soci foggiani Gianni Trisciuoglio e Marco Insalata. Il nuovo filone d’indagine avviato dalla Procura daunia, rivelato in esclusiva su queste colonne la scorsa settimana, riguarda proprio tale iter, conclusosi con la proposta di aggiudicazione (di cui però non compare traccia tra gli atti pubblicati dal Comune) ai concessionari uscenti con CTM srl. Se è vera l’ipotesi per la quale, intercettando dirigenti e funzionari sull’affaire Amiu, è altamente probabile che la Procura abbia captato conversazioni e informazioni tali da far aprire il secondo filone, allora qualcuno si domanda se non rischiano di finire nel mirino degli investigatori anche altri appalti e contratti, visto che si tratta delle medesime persone coinvolte. Stando ad alcuni rumors ci sarebbero tre indagati tutti interni alla tecnostruttura comunale, tra cui un sovraordinato. Da mesi circolano indiscrezioni in base alle quali sarebbe “molto chiacchierato” uno dei nove sovraordinati giunti durante la gestione commissariale e tuttora lì in servizio.  Il meccanismo sospetto riguarderebbe una forbice troppo ampia tra la valutazione dell’offerta tecnica e quella dell’offerta economica, col risultato di vanificare l’impatto del ribasso. Insomma, oggi ci sarebbero dubbi anche sull’operato di personalità scelte da uomini dello Stato e che da molto tempo sono di strettissima fiducia delle Prefetture.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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