A Manfredonia si torna a parlare della bonifica che Eni Rewind sta svolgendo nel SIN (Sito di interesse nazionale) dell’area ex Enichem. L’occasione è offerta dalla seduta monotematica di consiglio comunale che l’amministrazione Rotice ha organizzato per domani mattina, dalle ore 09.30, alla presenza del management di Eni Rewind. L’unico punto all’ordine del giorno è proprio il SIN, sia per quanto riguarda lo stato di avanzamento delle infinite attività di bonifica sia per quel che concerne la disponibilità di aree da valorizzare. E’ stata invitata anche una rappresentanza dell’amministrazione comunale di Monte Sant’Angelo, con la quale da tempo c’è una difficilissima interlocuzione sulla zona ex Enichem di Macchia.
Risale al 2021 l’ultima presenza di referenti di Eni Rewind nel Golfo per dettagliare la situazione relativa alle aree ancora contaminate. Il completamento della bonifica dell’area ex Enichem del SIN di Manfredonia resta uno dei nodi centrali per il futuro e lo sviluppo del Golfo. L’ultimo rapporto del Ministero dell’ambiente rispetto al completamento della bonifica è quello datato dicembre 2022 e i dati che vi sono riportati non si discostano granchè da quelli degli scorsi anni, più volte evidenziati su queste colonne.
L’area del SIN comprende complessivamente circa 216 ettari, di cui solo 29 ettari dei 96 di proprietà dell’ENI sono stati bonificati con certificazione. Ne erano 28 negli scorsi anni. Dunque ad oggi appena il 18% circa del terreno dell’area SIN è stato privato di sostanze inquinanti eredità dell’ex petrolchimico ANIC-Enichem. Oltre ai 96 ettari di proprietà Eni, infatti, i restanti 120 ettari sono di proprietà del Consorzio ASI di Foggia, della Capitaneria di Porto, dell’Autorità Portuale e di vari privati. Il rapporto indica come “aree potenzialmente contaminate” una superficie di 86 ettari e sottolinea che il progetto di bonifica approvato riguarda 43 ettari. Le aree “non contaminate” sono indicate in 58 ettari. Un anno fa rimbalzò a Manfredonia la notizia, data da l’Attacco, di quanto affermato in consiglio comunale dal sindaco di Monte Sant’Angelo Pierpaolo d’Arienzo: “Non sono stati rilevati concentrazioni di inquinanti nella parte a mare, tant'è che il Ministero ha proposto alla Regione Puglia una riperimetrazione del SIN andando a togliere la parte a mare”.
Quanto ai tempi di completamento, a settembre 2021 a Manfredonia il referente di Eni Rewind - l’ingegner Sandro Olivieri, program manager della spa nel Centro-Sud - aveva pubblicamente indicato lo stato dell’arte a 45 anni dall’incidente più grave del petrolchimico Anic/Enichem di Macchia di Monte Sant’Angelo: “Contiamo di terminare la bonifica dei terreni di nostra proprietà entro il 2022, mentre serviranno altri 15 anni per ripulire la falda. Per quanto riguarda le nostre aree, noi di ENI Rewind siamo proprietari di circa 96 ettari, di cui 65 sono risultati non contaminati dalla caratterizzazione e 31 ettari sono risultati da bonificare. Ad oggi abbiamo bonificato circa 28 ettari di suoli. Pertanto, se dovessimo fare una percentuale delle aree di proprietà di ENI Rewind, siamo al 90% circa del completamento delle attività di bonifica per i terreni. Restano circa 2,5 ettari da bonificare. Ad oggi abbiamo speso circa 270 milioni di euro per le bonifiche realizzate. Contiamo di ultimare le attività sui terreni con una spesa ulteriore di circa 10 milioni e stimiamo che siano necessari per agire sulla falda almeno altri 80 milioni di euro”.
Nessun cenno fu fatto alla bonifica del SIN a mare, fatto che sconcertò la comunità a cominciare dal Coordinamento salute e ambiente di Manfredonia, che stigmatizzò anche l’assenza di notizie sul resto del SIN.
Le più recenti notizie sul SIN sono quelle di gennaio scorso, quando finalmente si avviò l’iter di attuazione dell’accordo di programma – risalente ormai al 2019 - tra Ministero dell’Ambiente, Regione, Comuni di Manfredonia e Monte Sant’Angelo per destinare oltre 13,5 milioni di euro all’ultimazione dell’infinita bonifica del SIN. Soldi gestiti dal Comune di Monte Sant’Angelo insieme all’agenzia regionale ASSET. L’accordo “Manfredonia” è finalizzato ad assicurare la messa in sicurezza, la bonifica e il recupero delle aree inquinate incluse nel perimetro del SIN e ha un importo complessivo di 13.553.409,26 euro. In particolare, tra le altre cose prevede la messa in sicurezza di emergenza delle acque sotterranee ed aggiornamento della caratterizzazione delle aree di proprietà privata a destinazione agricola comprese nel SIN per un importo totale di 1.452.821,07 euro. Tale accordo ha istituito una cabina di regia, presieduta dal rappresentante del Ministero dell’ambiente, ha assegnato alla Regione Puglia le funzioni di indirizzo e coordinamento quale Responsabile Unico dell’Attuazione (RUA), infine ha individuato il Comune di Monte Sant’Angelo quale soggetto attuatore dell’intervento. Ad aiutare l’amministrazione d’Arienzo sarà ASSET.
“A seguito dei numerosi tavoli tecnici tenutisi con la Regione Puglia, per rispettare gli impegni assunti con Regione e Ministero è emersa la necessità di intraprendere un percorso di assistenza da parte delle agenzie regionali e di avviare un tavolo interlocutorio con ASSET”, spiegò in giunta comunale il 9 gennaio scorso il Sindaco d’Arienzo.
“A ottobre 2022 il dg di ASSET ha trasmesso una proposta di convenzione per l’attuazione di processi efficienti di progettazione, gestione ed esecuzione delle opere pubbliche relative alla bonifica e messa in sicurezza delle acque sotterranee ed aggiornamento della caratterizzazione delle aree di proprietà privata a destinazione agricola”. Nel frattempo molte polemiche hanno riguardato la zona, sia per il via libero dato dal Comune di Monte ad un impianto di trattamento della plastica sia per il progetto della multinazionale Seasif del milanese Franco Favilla.
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