Un enorme impianto agrivoltaico nascerà nelle campagne di Foggia. Lo scorso 25 luglio la Provincia ha rilasciato l’accertamento di compatibilità paesaggistica all’impresa Hergo Renewables per il progetto di un impianto agro-naturalistico-fotovoltaico avente potenza originaria pari a 101,30 e ridotto a 78,4 MWp con le relative opere di connessione, finalizzata alla ricostruzione del paesaggio e della biodiversità attraverso il recupero delle aree dedite ai pascoli, alle mezzane, acquitrini e alberature, da realizzare in agro di Foggia. La zona precisa è quella di contrada San Pietro in Bagno-Pezze Solette. “Si ritiene di poter rilasciare l'accertamento di compatibilità paesaggistica in quanto l'intervento, così come proposto, non comporta pregiudizio alla conservazione dei valori paesaggistici dei luoghi e non contrasta con le norme di tutela dell'approvato PPTR”, spiega nel proprio atto il dirigente Angelo Iannotta riferendosi al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale della Puglia.
Si tratta di un impianto di dimensioni davvero considerevoli, la cui superficie potrebbe stagliarsi sui 150 ettari: basti pensare che, quando nel 2022 ci furono forti polemiche per l’impianto fotovoltaico che si voleva realizzare sui terreni dell’ASP Zaccagnino in agro di San Severo, si parlava di potenza di picco pari a 58,310 MWp e potenza di immissione pari a 45,030 MW.
Allora l’iter, voluto dall’ASP Zaccagnino, si concluse con una valutazione di impatto ambientale negativa la conferenza di servizi, presso la Provincia di Foggia, bocciando il progetto di Solar Sud, srl milanese di Alessandra Toschi, managing director del colosso tedesco BayWa r.e. Ambientalisti, sindaco di San Nicandro Matteo Vocale (paese in cui ha sede l’Azienda di servizi alla persona guidata dalla emilianista Patrizia Lusi) e in seguito pure l’allora presidente della Provincia Nicola Gatta espressero la propria contrarietà rispetto all’ipotesi del sacrificio di 85 ettari per 30 anni, sottraendoli all’agricoltura.
Dello stesso avviso gli enti che concorsero alla VIA negativa, enti che sottolinearono l’impatto su ambiente e paesaggio agrario, specie considerando che si sarebbe trattato di moduli sollevati dal suolo - nel punto più basso dell’impianto - appena 61 cm, come pure il fortissimo rischio di abbandono definitivo delle coltivazioni e del pascolo nell’area specie alla fine del periodo di attività dell’impianto.
Adesso c’è un diverso progetto di agrivoltaico, presentato da Hergo Renewables. A settembre 2022 Plenitude, impresa controllata al 100% da Eni, ha acquisito il 65% di Hergo Renewables da Infrastrutture, società guidata dal ceo Pier Francesco Rimbotti e attiva da oltre 60 anni nella produzione di energia in qualità di sponsor, investitore e proprietario.
Infrastrutture continua a mantenere il restante 35% di Hergo Renewables, gruppo che detiene un portafoglio di progetti in Italia e Spagna con una capacità complessiva appunto di circa 1,5 GW. Il contratto tra Plenitude e Infrastrutture prevede una partnership per lo sviluppo di progetti eolici e fotovoltaici in Italia e Spagna per 1,5 GW. Il primo ad essere realizzato sarà l’impianto fotovoltaico di Montalto di Castro (Viterbo) con una capacità di 37 MW, la cui entrata in esercizio è prevista per la seconda metà del 2023.
Fu proprio l’ex presidente di Palazzo Dogana Gatta a evidenziare su queste colonne, negli scorsi anni, come l’ente fosse bersagliato da istanze per impianti agrifotovoltaici, esprimendo preoccupazione per il rischio di abbandono dei campi coltivati.
Al contempo l’orientamento del governo è favorevole alle rinnovabili per ridurre la dipendenza energetica del Paese dall’estero. Difatti a maggio scorso il Consiglio dei Ministri sbloccò le procedure autorizzative per la realizzazione di 13 nuovi impianti di produzione di energia elettrica in ambito agrifotovoltaico, per una potenza complessiva di 600 megawatt, dislocati nel Mezzogiorno (Puglia e Basilicata) e fino ad allora bloccati a causa dei processi autorizzativi.
Le delibere sostitutive della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) concedono l’applicazione delle semplificazioni normative apportate dal Decreto legge Aiuti. L’unico vincolo è che siano rispettate le indicazioni fornite dalla Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA-VAS o dalla Commissione tecnica PNRR-PNIEC.
Le delibere confluiscono nell’autorizzazione unica, che deve essere conclusa entro 60 giorni, trascorsi i quali l’autorizzazione si intende rilasciata. Tra i progetti sbloccati alcuni riguardano la Capitanata: un impianto agrivoltaico a Stornara; un impianto integrato agrivoltaico e relative opere di connessione, sito a Manfredonia in località Borgo Mezzanone – Macchia Rotonda;
un impianto agrivoltaico denominato Cerignola “I pavoni”, sito nella città ofantina, con opere di connessione anche a Stornara e Stornarella; un impianto integrato agrivoltaico, situato tra Ordona e Orta Nova, con opere di connessione anche a Stornara; un impianto agri-naturalistico-voltaico, situato tra Ordona e Orta Nova, con opere di connessione a Stornara;
un impianto agri-voltaico, denominato Ascoli40, e relative opere di connessione, in agro di Ascoli Satriano; un impianto agrivoltaico costituito da un impianto fotovoltaico e un impianto olivicolo superintensivo ad Ascoli Satriano; un impianto agri-naturalistico-voltaico denominato Impianto ANaV San Giovanni in Fonte, situato a Cerignola in località San Giovanni in Fonte, con opere di connessione in agro di Stornarella, Orta Nova e Stornara;
un impianto agrivoltaico della potenza massima complessiva di circa 48,635 MW da realizzare a Foggia, in località Borgo Mezzanone – Macchia Rotonda, con opere di connessione nel medesimo comune e in quello di Manfredonia; un impianto agrivoltaico denominato Stornara 1 della potenza complessiva di 48,278 MWp, opere e infrastrutture da realizzare a Stornara in località Contessa, nonché opere di connessione da realizzare nel medesimo comune in località Posta di Torre.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).