Lo scorso 2 aprile si è celebrata la Giornata Mondiale sulla Consapevolezza dell’Autismo, un momento in cui tutto è diventato blu, tutti sorridono e tutti parlano di inclusione. Ma non va proprio così bene per le famiglie con figli autistici che dopo quasi sette anni si ritrovano oggi con un regolamento regionale che non ha prodotto nemmeno il 10% dei risultati attesi. Servizi mancanti, strutture non accreditate o non avviate per mancanza di personale, perché la Puglia è priva delle competenze richieste dalla stessa Regione.
Mancano logopedisti, educatori sanitari, terapisti della riabilitazione psichiatrica, neuropsichiatri, neuro psicomotricisti. Non è stato avviato alcun percorso per recuperare queste competenze con le università, ma “si è pensato di colmare la mancanza con un provvedimento che autorizzi gli psicologi in sostituzione delle professioni sanitarie mancanti” ha precisato a l’Attacco Maurizio Alloggio dell’associazione iFun di Foggia. “Bisogna incominciare a dire come stanno le cose – aggiunge – giriamo attorno al problema senza mai risolverlo intanto il tempo passa e i nostri figli diventano grandi”.
“La Regione dovrebbe strutturare dei servizi chiari e di presa in carico capaci di aiutare le persone e le famiglie: ma dal 2016 nulla è stato fatto. Ad un certo punto ha finanche dato un contributo Covid dando 800 euro a famiglia - a chi ha avuto la fortuna di entrare in graduatoria – che hanno lasciato i propri figli a casa senza cure e assistenza ma si sono invece cambiate le auto e gli infissi. Non c’è alcuna rendicontazione dei soldi dati dalla Regione che concedeva quei soldi o i contributi ABA proprio perché non forniva servizi. In tutto questo non abbiamo mai avuto alcun controllo. Mazzarano annunciava in pompa magna l’inserimento di oltre 5 milioni di euro invece che uno solo sul settore. E in sei anni e mezzo non siamo riusciti a fare un solo centro sperimentale di autismo in Puglia? Per non parlare di Foggia dove manca tutto – rincara Alloggio – tranne la possibilità del Don Uva di erogare dei pacchetti di logopedia psicomotricità. Da noi manca una formazione seria sulle figure scolastiche che già ci sono. Mancano Centri per gravissimi, sia residenziali che diurni. Abbiamo solo un Centro territoriale autismo a Lucera e un solo ambulatorio qui a Foggia in via Grecia”.
“Pensiamo davvero che l’ASL sia in brado di accogliere in struttura bambini per interventi di logopedia e psicomotricità o educativi secondo modelli ABA? Ad oggi è tutto in mano ai privati che gestiscono come vogliono e ti “strozzano” come vogliono”. I Centri Territoriali Autismo sono spesso in affanno ma, secondo Alloggio, non hanno mai davvero segnalato le difficoltà nelle quali operano. In tutto questo la posizione delle famiglie non è tenuta in debita considerazione.
Co-progettazione e co-programmazione previste dal codice del terzo settore sono una chimera. “I nostri suggerimenti e documenti non suscitano interesse nella Regione- dice Alloggio - assistiamo da spettatori esterni all’ennesimo annuncio dell’Assessore Barone, dopo quelli della Legge di Bilancio che parla di stanziamenti consistenti, ma non esiste alcuna progettualità e visione del problema, reiterando gli stessi errori da oltre sei anni. E si pensa di finanziare con fondi straordinari l’integrazione scolastica di figure spesso non formate a sufficienza. Un errore enorme. Le famiglie si accollano progettualità e servizi, anche sperimentali, senza poter essere veri interlocutori della Regione”.
“Il Ministero della Salute ha emanato un Decreto, presente sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 21 marzo, specifico sull’autismo e la Regione, che fino ad ora è ferma, ha convocato le ASL che, in questi sette anni, non sono mai riuscite ad invertire la rotta. Tutti discutono del futuro delle persone con autismo, tranne chi davvero il problema lo affronta ogni giorno. Ad oggi ci sono famiglie sotto la gogna di avventurieri e professionisti pseudo competenti che arrivano a far spendere fino a 1500 euro al mese ai poveri malcapitati- conclude Alloggio - famiglie costrette a vendersi tutto o a rinunciare a qualunque cura. Questa è la nostra consapevolezza dell’autismo. Ora ci aspettiamo di essere convocati con urgenza dal Presidente Emiliano, dall’Assessore Palese e dall’Assessore Barone. Il tempo delle attese e della pazienza è finito”.
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