“Declassamento del centro dell’ex Inam danneggerà i cittadini, la Asl sa quali servizi si erogano a Foggia?”

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Non sono parse convincenti le rassicurazioni della Asl Foggia in merito al riordino della rete dei laboratori di analisi in Capitanata, secondo la quale la riorganizzazione del sistema “non comporterà alcun disagio per i cittadini che continueranno ad effettuare i prelievi negli stessi servizi, come accaduto sino ad ora”. Come anticipato su queste colonne nei giorni scorsi, tutto parte da quanto stabilito dalla delibera di giunta regionale n.985 del 2017, che prevede la realizzazione di un sistema hub e spoke che, in provincia di Foggia, avrà come riferimento i laboratori ospedalieri di San Severo, Cerignola e Manfredonia, mentre i laboratori analisi di Foggia (in piazza della Libertà), Torremaggiore, Vico, Vieste e San Marco in Lamis verranno declassati a centri prelievo.

“La riorganizzazione non riguarderà i servizi ai cittadini che resteranno invariati. Solo i campioni biologici saranno processati nei laboratori hub di riferimento”, hanno tenuto a precisare dall’Azienda sanitaria. La direzione strategica ha fatto sapere di aver già incontrato i lavoratori interessati dalla riorganizzazione, ha programmato per i prossimi giorni anche incontri con i Sindaci dei quattro Comuni, ha avviato la procedura di convocazione dell’organismo paritetico e fissato incontri con le associazioni di categoria per una approfondita informativa sulle indicazioni operative della Dgr.

“Un gruppo di lavoro aziendale, intanto, sta predisponendo il programma operativo relativo alla riorganizzazione di un sistema di laboratorio di rete, fortemente integrato e flessibile, con un focus specifico sulle modalità di trasferimento dei campioni biologici raccolti presso i vari centri prelievo attraverso la fornitura di kit idonei e a norma”, hanno concluso da viale Protano.

Come detto, argomenti che non hanno convinto, in particolare i cittadini foggiani: “La Asl vuole farci credere che la riorganizzazione non riguarderà il servizio agli utenti e che tutto resterà invariato – la replica a l’Attacco -. In che modo ci chiediamo, dal momento che molti esami verranno processati in un altro laboratorio. Poco importa se è Cerignola o un altro posto. Ricordiamo che Foggia è un capoluogo con un bacino di utenza impressionante, senza contare che parliamo di una delle province più estese d’Italia e mai si è visto che un laboratorio di questa portata con oltre 700 mila test annui venga chiuso favorendo un laboratorio di un piccolo ospedale, peraltro non ancora perfettamente funzionante. Questa manovra nasconde una verità celata, la volontà a lungo termine di chiudere tutto completamente? I cittadini non saranno disposti a fare prelievi in città sapendo che verranno poi processati a 70 km. Esiste una volontà di convogliare verso il privato? Anche il Policlinico Riuniti fa fatica ad abbracciare la sua utenza e anche per l’ospedale varrà lo stesso discorso di contenere le spese. La Regione stringe come una morsa la sanità, bisogna risparmiare dopo aver sprecato, sono tanti gli esempi di uso discutibile dei soldi pubblici, a partire dell’ospedale Covid alla fiera di Bari. Ma con la sanità in rosso dove si taglia? Dove è più semplice: togliendo servizi al cittadino”.

Tagli ai servizi anche al laboratorio dell’ex Inam, fanno notare i foggiani, nel quale si effettuano analisi che necessitano una lavorazione ad un’ora dai prelievi. “Sanno alla direzione della Asl che ci sono esami che devono essere processati con urgenza perché riguardano pazienti ematologici o in trattamento Tao o per ammoniemia? Sanno che i risultati di prelievi effettuati in un punto e processati altrove potrebbero essere inaffidabili e che l’utenza deciderà di recarsi altrove, Riuniti o privati e questi ultimi di certo non lavoreranno gratis? E dunque di che risparmio stiamo parlando? Come si può solo pensare di riorganizzare in questo modo?”, gli interrogativi dei cittadini.

Trapela inoltre che, a differenza di quanto annunciato dalla Asl, non ci sia stata una vera e propria convocazione del personale interessato, o comunque non ufficialmente e non nei tempi giusti. “Rimane il fatto che per questa città capoluogo dimenticata da tutti è una ennesima sconfitta”, il commento finale degli utenti. Sullo stesso fronte, si dicono pronti a dare battaglia i rappresentanti di Fratelli d’Italia della sezione cittadina.

“La giunta Emiliano continua a ghigliottinare la sanità pugliese. I laboratori analisi della provincia nonché quello di Foggia sono stati riconvertiti in centro prelievi. In parole povere, solo i laboratori analisi dei presidi ospedalieri resteranno in piedi, con grandi problemi per l’utenza del capoluogo e della provincia, sui tempi di attesa dei referti. I 450 milioni di euro di disavanzo prodotti dalla sinistra e le continue scelte scellerate del governo Emiliano stanno ammazzando la sanità pugliese.  Gravissime, purtroppo, saranno le ripercussioni sia per la città di Foggia che per la sua provincia, che già soffre per la carenza dei presidi ospedalieri”, tuona Mario Giampietro, commissario cittadino di Fratelli d’Italia.

“Michele Emiliano sta depauperando la sanità pugliese riducendola a livelli da terzo mondo. Auspichiamo che i cittadini possano comprendere che consegnare la città di Foggia al Pd e ai 5 Stelle alle prossime amministrative al Comune di Foggia, significa replicare il fallimento del governo regionale. Questo darebbe il colpo di grazia alla speranza di poter risollevare il nostro territorio e liberarlo dalle speculazioni senza scrupoli, che hanno solo un fine elettorale. Noi difenderemo a tutti i costi il nostro territorio da chi per puro tornaconto personale, vuole trasformare la Puglia e quindi anche la Capitanata nel proprio cortile di casa dove può sentirsi libero di fare ciò che vuole”, ha concluso il meloniano.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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