“Il tema è troppo delicato per restare fermo nei cassetti. Le analisi tecnico-normative degli uffici del Consiglio regionale sono state depositate e offrono elementi molto chiari sui quali avviare finalmente il confronto in Commissione”. Lo dichiarano i consiglieri regionali Napoleone Cera e Marcello Lanotte, proponenti della proposta di legge n. 233 sulla “Disciplina organizzativa del Servizio sanitario regionale per la presa in carico delle richieste concernenti la morte medicalmente assistita”.
“Non chiediamo scorciatoie e non chiediamo che venga sottratto spazio al confronto. Chiediamo esattamente il contrario: che le proposte vengano calendarizzate, discusse e migliorate alla luce delle osservazioni tecniche già disponibili”. L’analisi degli uffici legislativi evidenzia infatti una differenza significativa nell’impostazione dei testi attualmente all’esame del Consiglio regionale.
Per quanto riguarda la proposta Cera-Lanotte, gli uffici rilevano che l’intervento normativo si concentra sul profilo organizzativo e procedurale del Servizio sanitario regionale e osservano che il testo “sembrerebbe muoversi all’interno del dichiarato perimetro costituzionale della competenza regionale”. Le osservazioni formulate riguardano due aspetti specifici: la necessità di correggere la formulazione relativa all’autosomministrazione del farmaco e quella di documentare con precisione l’effettiva neutralità finanziaria della proposta.
Diversamente, sull’altra proposta depositata in materia dalla maggioranza di centrosinistra gli uffici individuano una serie più ampia di profili da approfondire: il riferimento diretto alle sentenze della Corte costituzionale, l’effettività dell’accesso alle cure palliative, la qualificazione della gratuità delle prestazioni e la compatibilità del finanziamento regionale con i vincoli derivanti dal piano di rientro sanitario.
“Questo non significa — sottolineano Cera e Lanotte — trasformare l’analisi degli uffici in una competizione tra proposte di legge. Significa però prendere atto che il lavoro istruttorio è già molto avanzato e che esistono oggi gli elementi tecnici per entrare nel merito”.
La proposta di Cera e Lanotte nasce da una scelta precisa: non disciplinare il diritto sostanziale, non riscrivere i requisiti stabiliti dall’ordinamento nazionale, ma organizzare il Servizio sanitario regionale. Presa in carico, équipe multidisciplinare, tutela delle persone fragili, cure palliative, valutazione etica, riservatezza e uniformità territoriale sono il cuore del testo.
La più recente giurisprudenza costituzionale ha confermato che le Regioni possono intervenire sugli aspetti organizzativi e procedurali del proprio servizio sanitario, mentre non possono sostituirsi allo Stato nella definizione dei presupposti sostanziali dell’accesso. È proprio dentro questo perimetro che la proposta n. 233 è stata costruita.
“Per questo riteniamo che sia arrivato il momento di aprire il confronto in III Commissione, ascoltando medici, palliativisti, anestesisti, bioeticisti, giuristi, associazioni e tutti i soggetti interessati. Su una materia così sensibile nessuno possiede verità assolute, ma le istituzioni hanno il dovere di discutere e decidere nel rispetto delle proprie competenze. Non chiediamo una decisione precostituita. Chiediamo che il Consiglio regionale faccia il proprio lavoro: esamini i testi, recepisca le osservazioni degli uffici e costruisca una disciplina organizzativa costituzionalmente solida e concretamente applicabile”, le richieste dei due consiglieri.
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