In questa storia le date sono la parte più importante, anzi sono fondamentali per far comprendere che intorno alla serie di dieci concerti che Biagio Antonacci ha concluso trionfalmente domenica sera all’anfiteatro di Lucera, l’Amministrazione Pitta è andata in crisi vera e propria, conseguenza di un atteggiamento ondivago che è stato poi smascherato dalle stesse carte che il Sindaco ritiene abbiano fatto chiarezza.
In effetti la settimana scorsa in Consiglio comunale era accaduto un fatto storico: in quasi sei anni di guida della città, Giuseppe Pitta aveva ammesso un errore di carattere amministrativo, arrivando a definire “fuorviante” titolo e relativa delibera con cui la sua stessa Giunta aveva concesso gratuitamente l'uso del sito romano alla Pm Eventi di Lecce per allestire gli spettacolo che in realtà comprendono anche le serate “secche” di stasera con Mario Biondi e di giovedì prossimo con Nino D'Angelo.
E invece non c'era alcun errore, la volontà era proprio quella, nessuno aveva capito male e il provvedimento del 15 luglio era scritto benissimo, soprattutto coerente con quelle che erano le intenzioni politiche apertamente in contrasto con gli annunci della campagna elettorale, in cui era risuonato il vanto di “far pagare il fitto agli artisti che vogliono venire a esibirsi nel sito romano”.
In effetti la procedura ha poi preso questa strada, ma chissà quanto casualmente solo a seguito dell'esplosione del caso mediatico, avvenuta tra lunedì e martedì, a cui ha contribuito anche una lettera del consigliere comunale Antonio Tutolo, con cui aveva ricordato che c'erano degli adempimenti da rispettare e che invece sarebbero stati disattesi, non solo in materia finanziaria, ma anche sulla garanzie economiche e assicurative per l'accesso al monumento.
Improvvisamente, nel giro di nemmeno 48 ore, giovedì 23 luglio la Pm Eventi si è accorta in maniera autonoma dell'esistenza di un regolamento per l'utilizzo dell'anfiteatro, lo ha perfino citato correttamente in una lettera in cui ha promesso il pagamento di 7.100 euro, cifra basata sulle tariffe in vigore da dieci anni. Insomma, è venuto fuori che il soggetto privato sapeva di un obbligo che a Palazzo Mozzagrugno si erano dimenticati di fargli rispettare, impegnandosi poi a girare la somma direttamente a “Puglia Culture” che dovrebbe allestire a sua volta la rassegna “Estate Muse Stelle” di cui al momento non c'è però alcuna traccia artistica e organizzativa. Tutolo nell’occasione aveva pure eccepito questa formula, perché il cartellone di eventi finora ha sempre riguardato i due enti pubblici, senza mai il coinvolgimento di un soggetto privato che legittimamente ha incassato per sé i proventi della propria iniziativa.
Quando è stato sollecitato in aula nel pomeriggio del 24 luglio nella seduta dell'assemblea cittadina, Pitta ha citato (ma non mostrato) la corrispondenza tre le parti, invocando appunto semplicemente un errore nella disposizione messa sotto osservazione dallo stesso Tutolo e dalla collega Saveria Del Gaudio. Nel suo intervento, Pitta si è guardato bene dal dire che l'accettazione della proposta da parte del Comune era di quella mattina stessa, firmata dal segretario generale Gianluigi Caso. Quando le carte sono poi venute fuori materialmente, si è visto quindi che le date erano tutte successive alla decisione originaria, per la quale c'è stata un’evidente e precipitosa inversione a U.
E Tutolo non si è fermato nemmeno dopo, perché ha posto altre due questioni ancora senza risposta, così come candidamente rivelato dal vice Sindaco Claudio Venditti che ha promesso di fare le opportune verifiche: “Questo versamento da parte del promoter è stato effettuato e incassato? E se non c'è ancora, come è stato possibile rilasciare tutte le autorizzazioni previste?”.
C’è da giurare che la vicenda continuerà a offrire dibattito e polemiche, perché ci sarebbero anche altre risposte da dare, secondo quanto annunciato dallo stesso Tutolo che in effetti vorrebbe capire anche chi si è accollato i costi dell’energia elettrica per tutte le dodici serate che rischiavano di rappresentare un precedente di grande rilevanza e impatto per il futuro, anche perché finora l'anfiteatro era stato regolarmente concesso sempre a pagamento. Sia a maggio scorso in occasione dei due giorni dello spettacolo “Dies in Arena”, con 1.600 euro effettivamente pagati dall'associazione Spql, e lo stesso accadrà per il Torneo delle Chiavi con altri 1.000 euro che le Cinque Porte Storiche si sono impegnate a versare per la manifestazione del 12 agosto.
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