“No comment” di Mastrangelo sull’esercizio della sua onlus in extra convenzione (scaduta da oltre tre anni)

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Rimettere ordine e ripristinare regole e legalità nel settore delle politiche abitative è uno dei filoni che vede impegnati da tempo i commissari straordinari del Comune di Foggia. Ma il bilancio finale sui risultati della gestione commissariale di Palazzo di Città dovrà anche tener conto di quanto la triade sarà stata in grado di fare in materia di concessioni in affidamento di beni pubblici. Sono molteplici i casi di beni ad oggi occupati senza titolo, dunque abusivamente, spesso da anni e con l’ente comunale costretto a sostenere soltanto spese (come il pagamento delle utenze) mentre i ricavi vanno ai privati concessionari.

Una questione che coinvolge, tra i diversi centri pubblici foggiani cui è scaduta da tempo la convenzione con corso Garibaldi, anche l’impianto polisportivo nel Rione San Pio X gestito dal 1986 dall’associazione Assori onlus. Sul punto gli uffici municipali sollecitano già da tempo un intervento, visto il difficile percorso di risanamento delle casse comunali. Ed ora il nuovo numero uno della commissione prefettizia in seno a Palazzo di Città, Vincenzo Cardellicchio, da poco arrivato a Foggia, sembra seriamente intenzionato a mettere mano ai fascicoli.

Solo per fare un esempio recente, a dicembre 2022 furono liquidate dagli uffici dell’ente oltre 17mila euro ad Amgas Blu per la fornitura (relativa ai mesi di settembre e ottobre) di gas metano per consumi in strutture ormai extra convenzione di pertinenza comunale, quali l’Accademia di Belle Arti di Foggia e l’impianto in piazza De Gasperi gestito proprio da Assori onlus.

“Adesso, finalmente, c’è un tavolo per affrontare la questione Assori e a breve ci sarà un incontro col gestore – fanno sapere fonti interne alla tecnostruttura comunale –. Secondo la convenzione trentennale, siglata a metà degli anni ’80 e scaduta a cavallo tra il 2019 e il 2020, l’Assori ebbe dall’ente il diritto di superficie su cui costruire ma avrebbe dovuto cedere al Comune, come corrispettivo, 11 locali, dove oggi insiste la scuola primaria parificata Oasi, sempre dell’Assori. Quell’accordo non fu, quindi, mai onorato dalla onlus. Oltre alla ormai storica piscina, più di recente è stato realizzato pure un campo da padel sulla porzione comunale: attività autorizzate dal Suap sulla base di quella convenzione, mai rispettata dal concessionario, appunto. E’ una struttura – continuano da corso Garibaldi - senza costi per chi la gestisce, perché le spese connesse alle utenze sono da sempre a carico del Comune e se ne può immaginare l’importo visto che c’è una piscina da riscaldare e consumo di elettricità. Parliamo di un esborso per l’ente di circa 500mila euro l’anno”.

Una situazione di cui oggi beneficerebbe, dunque, solo il concessionario privato, che vi organizzerebbe “di tutto, dalle feste di compleanno agli eventi per i bambini, passando per attività di ballo, senza dare un euro al Comune. E senza, tra l’altro, a quanto sappiamo – continua la fonte interna alla tecnostruttura -, emettere ricevute. Oltre ai costi sostenuti, per l’ente il danno è doppio, perché si deve tener conto dei mancati ricavi intercorsi negli anni: per quella situazione, infatti, non è stato mai quantificato un canone di concessione e tanto meno, dunque, riversato nelle casse comunali. Si tratta di una struttura abbastanza grande che produce molte attività, su cui il Comune non solo non ha mai potuto programmare nulla in termini di cassa, ma si ritrova a subire le attività della onlus”, conclude sul punto l’interlocutore de l’Attacco.

Che poi racconta di come Palazzo di Città in passato, intorno al 2012, andò a contenzioso con l’Assori per chiedere la voltura delle utenze. “Ciò sulla base – viene spiegato - di quella vecchia convenzione che stabiliva che l’ente poteva coprire solo fino a 60mila euro di spese, invece il Tar diede torto all’amministrazione sentenziando che la convenzione non era chiara, non si poteva, quindi, stabilire questo principio in via unilaterale, bisognava andare in consiglio comunale e ridefinire i rapporti. Cosa che avvenne, ma poi ci fu una sospensiva e l’iter si bloccò completamente. L’amministrazione comunale – ammette la fonte - non è stata, nel tempo, di certo incisiva nel chiedere il conto al dottor Costanzo Mastrangelo (presidente dell’associazione Assori, ndr). Nonostante le diverse lettere inviate dall’Area servizi finanziari della tecnostruttura municipale e diversi incontri sulla questione, la politica ha tenuto sempre piuttosto a riparo questa situazione. Ma oggi – analizza il beninformato - tutto ciò è esploso: se fino a qualche anno fa, infatti, sussisteva almeno una convenzione comunale che giustificava l’attività dell’Assori, tenendo in piedi tutto, ora, da tempo, non c’è più nulla di scusabile perché l’accordo con il Comune è scaduto da 4 anni. La onlus, dunque, avrebbe dovuto lasciare, o quanto meno si sarebbe dovuti andare ad avviso pubblico per una nuova assegnazione”.

Ed era stato dato l’indirizzo per il bando di gara per affidare l’Assori, “dopo che avevamo scartato l’idea di prorogare ancora - spiega un ex amministratore landelliano -. A marzo 2021 avevamo chiesto agli uffici di fare un censimento delle varie situazioni, per mettervi ordine tramite una ricognizione. L’idea era quella di fare gare e uniformare le varie convenzioni. Per Assori, ma anche per Parcocittà, per esempio, i bandi sono pronti da tempo ma non sono mai stati pubblicati”.

Contattato da l’Attacco per una replica in merito alle informazioni raccolte , Mastrangelo ha ribattuto con un secco: “No comment”.  

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testatina dillo al direttore WEB

 



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