Grazie al patto Conte-Emiliano, i pentastellati di Foggia hanno la palla in mano rispetto alle comunali d’autunno e non a caso il Pd da settimane chiede loro un incontro per capire come intendano muoversi e che idee ci siano rispetto al candidato sindaco. All’interno dei 5S, però, al momento non c’è una linea chiara. Sarebbe stato molto più facile se l’assessora regionale Rosa Barone, che avrebbe sempre sognato di indossare la fascia tricolore nella propria città, avesse potuto spendersi in prima persona, ma la deroga rispetto alla candidatura non fu data a Roma per Raggi, né altrove in Italia, e dunque come potrebbe arrivare per Foggia? Chi ha riscaldato i motori da tempo ed è da anni pronto a guidare una coalizione retta dal M5S è l’ex consigliere comunale Giuseppe Mainiero, oggi referente di Resto a Foggia, il quale venerdì darà il via alla propria campagna elettorale con uno speciale evento pubblico in piazza Mercato, organizzato da l’Attacco.
A partire dalle ore 18,30 il commercialista ex meloniano sarà intervistato dal direttore Piero Paciello.
Mainiero sa bene di non avere il favore del Pd ma nega che nel M5S ci sia contrarietà nei suoi confronti, fatta eccezione per pochi quali gli ex consiglieri comunali Giovanni Quarato e Giuseppe Fatigato.
I beninformati spiegano che il pressing pro Mainiero da parte del referente dei civici emilianisti, Rosario Cusmai, oltre che coi dem si scontra proprio con quei pentastellati che non sono affatto convinti sia la scelta migliore supportarlo come candidato sindaco. I contrari sarebbero molto attivi per trovare altre soluzioni: a detta dei rumors Quarato e i suoi starebbero spingendo sul nome di Fatigato, il quale avrebbe detto in una riunione interna che “il M5S si dovrà prendere la responsabilità politica e morale di dire no ad un attivista storico e sì ad un esterno”. Insomma, nel M5S si rischia uno scontro interno.
“Parlo da semplice attivista”, afferma a l’Attacco Quarato, che nel 2019 fu il candidato sindaco del MoVimento. “Abbiamo avviato come base, circa un anno e mezzo fa, un percorso preparatorio. Ci sono ovviamente questioni che vanno ben oltre la semplice dinamica locale, servirà un confronto per capire che opportunità ci sono. Ad ogni elezione seguono una valutazione e un certo tipo di alleanza, ma è chiaro che se un’alleanza dimostra di funzionare è giusto cercare di replicarla, tenendo sempre conto delle peculiarità locali. Anche Brindisi può avere ripercussioni sulle valutazioni di cosa fare a Foggia. Al momento ritengo più difficile l’alleanza col Pd, mentre con i civici di Emiliano la situazione è più semplice grazie a un asse regionale che funziona bene”, continua l’ingegnere.
“Non è detto, peraltro, che ci si debba abbracciare già al primo turno: può essere più utile presentarsi con due proposte differenti e poi ritrovarsi uniti al ballottaggio. Per me è molto importante che il M5S mantenga la propria identità, prerogative e battaglie. Il timore vero è ripercorrere una strada che ha portato Foggia alle condizioni in cui è attualmente. Un accordo di sistema fatto con le solite logiche spartitorie del passato è impensabile, non ci potremmo aspettare assolutamente che le cose migliori in quel caso. Serve fare sintesi, non dobbiamo partire dal fatto che la nostra visione sia la migliore in assoluto”, sottolinea Quarato.
La contrarietà all’opzione Mainiero è netta: “La mia motivazione è politica. Il personaggio proviene da un mondo di destra molto radicale, mentre Conte ha sempre fatto riferimento al fronte progressista. Mainiero stava nel Landella 1 e anche questo crea qualche disagio. E poi le scorse elezioni furono un disastro per lui. Appoggiare una figura perdente non mi pare la scelta migliore”. Eppure il commercialista è stato in tutti questi anni il più strenuo oppositore di Landella e da qualche tempo è vicino a M5S ed Emiliano.
“Sì. Prima si è avvicinato a Cavaliere, poi a Emiliano e infine al M5S”, replica Quarato. “Anche tutti questi passaggi e percorsi non mi convincono, mi sembra una persona che non ha problemi a passare da una parte all'altra per i propri fini. Se la palla tocca davvero a noi pensare di puntare su un candidato sindaco che non fa parte della nostra sfera mi pare un autogol. Non dico che debba trattarsi di un nostro storico militante ma almeno che sia un simpatizzante, una persona che abbia un'affinità col M5S. Mainiero è apparso solo recentemente negli incontri del M5S. Ci auguriamo di poter essere ascoltati e coinvolti come base. Io ho riserve di tipo politico su Mainiero: credo che Foggia abbia bisogno di qualcuno che costruisca e non di qualcuno che distrugga. Oggi Foggia necessita di un clima di ricostruzione e di confronto, non di attacco continuo contro qualcuno. L'ultima parola spetta a Conte, sulla base dell’ascolto del territorio e in primis del coordinatore provinciale. Io immagino che avverrà così. Non mi pongo il problema Mainiero sinceramente, ma costruire una coalizione che funzioni”.
Quarato rivela infine di non volersi ricandidare: “Dissi fin dalla caduta dell'amministrazione Landella che non mi sarei ricandidato. Voglio dare una mano, resto a disposizione ma non intendo ripropormi. E dunque non parlo per via di una potenziale rivalità”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).