“No ai cimeli di Renzo Arbore a Palazzo Dogana”, professor Episcopo continua la sua crociata e scrive a Meloni

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E’ stato girato anche alla premier Giorgia Meloni il testo dell’istanza per “la ripartenza della città che fu residenza preferita di Federico II di Svevia” che porta la firma del professor Pasquale Episcopo, foggiano trapiantato in Germania, a Monaco di Baviera, dove lavora come docente di lingua e cultura italiana, che si distingue per il suo caparbio impegno finalizzato al recupero e alla valorizzazione di memoria e identità storica della Capitanata federiciana. E’ nota la posizione del professore rispetto alla determinazione delle istituzioni di collocare “Casa Arbore” a Palazzo Dogana: in una lettera indirizzata al governatore Michele Emiliano ha fatto pervenire a Bari, lo scorso 23 gennaio, la richiesta di diversa collocazione della collezione di Renzo Arbore poiché non ritenuta attinente ad occupare uno spazio fortemente identitario della storia della città di Foggia e della sua intera provincia.

In alternativa si vorrebbe che Palazzo Dogana, edificio simbolo della pratica della transumanza dichiarata patrimonio immateriale dall’Unesco, possa diventare sede di un più prestigioso museo legato alla storia del territorio e diventare così faro culturale per tutta la Capitanata. Episcopo dunque immagina il palazzo di Piazza XX Settembre, sede degli uffici di presidenza e del Consiglio provinciale, contenitore di informazioni, tracce e testimonianze del patrimonio culturale, per tentare di dare impulso anche al turismo.

Con deliberazione della Giunta Regionale del 10 ottobre 2022, n. 1370 è stato approvato uno schema di convenzione tra la Regione Puglia, il Teatro Pubblico Pugliese e l’Amministrazione provinciale di Foggia per la costituzione di uno spazio espositivo permanente denominato “Casa Arbore” dedicato a documentare la vita e l’attività artistica del Maestro Arbore. Citando il documento, Episcopo riporta che in esso è scritto che nel “contesto di valorizzazione, diffusione della conoscenza del patrimonio culturale e di conservazione della memoria, in seguito ad un accordo con il diretto interessato, la Provincia di Foggia intende acquisire in comodato d’uso gratuito dal Maestro Renzo Arbore una collezione di oggetti e memorabilia che testimoniano la carriera artistica e la storia personale dell’illustre personaggio a cui Foggia diede i natali al fine di rendere Palazzo Dogana, storica sede dell’Ente, un grande centro culturale a servizio della città di Foggia e della Capitanata, e in ragione di ciò guarda con favore ad iniziative condivise di programmazione, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale nello stesso ubicato quale asset delle politiche di sviluppo del territorio”.

Una decisione osteggiata dalla contrarietà del professore, che a sostenere le ragioni del NO non è certo il solo, come stanno a dimostrare le firme di diversi esponenti e referenti di associazioni, accademici, studiosi e appassionati di storia locale in calce all’istanza.

“Come foggiano considero positivamente il fatto che il Maestro Renzo Arbore abbia scelto Foggia per la sua collezione di oggetti personali, tuttavia ritengo inopportuna la scelta di Palazzo Dogana come sede per l’esposizione permanente - argomenta Episcopo -. L’antico palazzo di Piazza XX Settembre fu sede della Regia Dogana della “Mena delle pecore”, istituzione legata alla pratica millenaria della transumanza delle greggi. Una pratica che è stata di fondamentale importanza per l’economia del territorio e che ha segnato e condizionato profondamente l’evoluzione sociale degli individui e delle comunità della Capitanata. Gli oggetti e i memorabilia della collezione del Maestro Renzo Arbore, capi di abbigliamento (costumi, gilet, cappelli, cravatte) e cimeli di plastica (borse, occhiali, bigiotteria e oggetti cult) che egli stesso chiama “cianfrusaglie”, non hanno alcun legame con la storia della città di Foggia e non andrebbero collocati nel suo edificio storico più rappresentativo”.

Per irrobustire l’intenzione di legare il destino del Palazzo al suo passato e alla possibilità che esso diventi presidio riconosciuto di espressione di identità culturale collettiva, viene anche ripresa - sempre nel documento indirizzato ad Emiliano, ora all’attenzione anche della Presidente Meloni -  la legge regionale n. 4 del 2013 che riguarda proprio la valorizzazione della “rete di tratturi che per secoli hanno rappresentato le vie della transumanza in Puglia e nelle regioni limitrofe. Nell’art. 3 (Costituzione del demanio armentizio) la transumanza è definita “monumento della storia economica e sociale del territorio pugliese interessato dalle migrazioni stagionali degli armenti e testimonianza archeologica di insediamenti di varia epoca”. Nell’art. 8 (Parco dei tratturi di Puglia) si legge inoltre che “la Regione e i Comuni interessati promuovono la conservazione, riqualificazione, valorizzazione e fruizione del Parco” e Foggia viene indicata come sede dell’ufficio del Parco.

“In considerazione della tipologia e della provenienza degli oggetti che compongono la collezione del Maestro Arbore risulta alquanto difficile comprendere il contributo che essi potranno dare allo storico edificio foggiano quale “espressione di identità culturale collettiva” ai sensi dell’art. 7bis del Codice dei beni culturali e del paesaggio” insiste Episcopo che finisce la missiva con un’accorata preghiera: “Con questa lettera Le chiedo di sospendere ogni decisione relativa alla realizzazione di “Casa Arbore” a Palazzo Dogana e di sottoporre il progetto a revisione affinché venga individuata una sede diversa e più idonea”. Da Bari non è giunta alcuna risposta alla sollecitazione, tanto che Episcopo  si è determinato a ricorrere alla Presidenza del Consiglio, appellandosi all’art. 118 della Costituzione, che favorisce “l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale” e così si rivolge a Giorgia Meloni: “ Nella certezza della validità dell’istanza in essa contenuta, invio la lettera, per conoscenza, a numerose persone (rappresentanti di istituzioni, del mondo accademico, delle associazioni, dei club Unesco, della stampa e cittadini attivi nella promozione socioculturale) a vario titolo interessate”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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