Foggia alle ultime posizioni nelle classifiche per vivibilità e servizi al cittadino? Certamente sì. E la cosa, ormai, non stupisce nemmeno più se si considerano le gravi inadempienze che l’amministrazione pubblica dovrebbe invece garantire per un normale – e ripetiamo normale – quieto vivere, appunto. La settimana scorsa con un reportage parlavamo di come il capoluogo dauno – anche per effetto dell’impegno della Commissione straordinaria – si è aperto a cantieri volti a migliorarne l’aspetto e le infrastrutture. Dal centro alle periferie, diversi i “lavori in corso” per strade, marciapiedi, reti elettriche e idriche. Dentro anche operazioni di potatura del verde urbano.
A primo impatto sembrerebbe muoversi nella direzione giusta. C’è un ma. Come segnalato anche nei giorni scorsi basta poi addentrarsi nelle vie interne o spostarsi dalle arterie maggiormente trafficate per trovare l’inghippo. Anzi. Basterebbe semplicemente aprire gli occhi da una quotidianità frenetica a cui siamo abituati a vivere per osservare cose “dell’altro mondo” come direbbe qualcuno.
Di cosa parliamo? Del rione Diaz, o meglio, del passaggio al livello che separa la “Cartiera” così come ribattezzato dai foggiani il quartiere periferico sito di fianco dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di Foggia e il rione Martucci.
Ebbene i residenti del rione Diaz che per qualsivoglia motivo vogliono raggiungere il quartiere adiacente o il centro città devono obbligatoriamente invadere la gareggiata delle auto che spesso e volentieri, nonostante la presenza dei binari, marciano a velocità sostenute. Di fatto, una volta giunti al casello, un muretto costringe i pedoni a scendere per strada e a circumnavigare le sbarre del passo pur di raggiungere l’altro tratto. Il rione Martucci, è bene ricordare, presenta al momento ben tre scuole, fra asilo, elementari e medie molto frequentate anche dai giovanissimi della Cartiera che muniti di grossi zaini sono costretti a scendere per strada, appunto, pur di arrivare in classe o alle proprie case.
E non solo. Adulti, anziani, mamme con passeggini. Basta farsi un giro a qualsiasi ora per trovarne qualcuno. Per non parlare poi delle persone affette da disabilità: pensiamo ad esempio alla gente costretta a muoversi in carrozzella che giunta sul posto, deve farsi il segno della croce per scendere dal marciapiede e attraversare i binari nella speranza che non passi qualcuno o che quel qualcuno si accorga della loro presenza.
E non finisce qui perché, come è altrettanto importante ricordare, il rione Diaz è abitato da molti anziani e le occasioni di veder passare da quelle parti un’ambulanza non sono poi così rare. Quante ne sono state viste ferme alle sbarre a causa del passaggio al livello chiuso? D’altronde con l’arrivo dell’estate e la conseguente riapertura delle corse verso Manfredonia il passo subirà diverse chiusure durante la giornata. E l’unico modo di raggiungere il rione evitando la ferrovia è quello di girare per le campagne percorrendo il cosiddetto quadrone delle vigne per chi arriva da via Bari o la tangenziale. Tragitti, questi, che richiedono un tempo maggiore di percorrenza.
Stessa cosa accade per i vigili del fuoco: non dimentichiamo, infatti, che il Rione Diaz è una sorta di corridoio che apre non solo al Poligrafico di Foggia, ma finanche alle campagne dove il rischio di trovarsi davanti ad un incendio non è poi così fantasioso. Anzi. Potremmo citarne altre cento di ragioni secondo cui quel passaggio, così come impostato, causa seri problemi – se così vogliamo definirli – a chi abita nell’area circostante. Eppure negli anni diversi comitati di quartiere e politici a vario titolo si sono succeduti per trovare una soluzione, seppur minima, a questa annosa problematica. Ma nulla è stato fatto.
“È la Cartiera ad avere voce in capitolo sul passo al livello in virtù del passaggio dei vagoni che entrano nello stabile - spiega a l’Attacco Raffaele Giuva, residente del Diaz - fino a qualche tempo fa c’era in ballo anche il treno tram, progetto poi naufragato. Si parlava anche di sotto passaggio all’altezza del parcheggio della discoteca Domus. Nulla è stato poi fatto e il problema resta: per oltrepassarlo siamo costretti a scendere per strada. Tanti politici sono passati di qui negli anni con la promessa di risolvere questo problema, ma nessuno ci è poi riuscito. Tra l’altro da ieri è partito l’orario estivo. Cosa significa? Che le sbarre si chiuderanno circa ogni ora per far passare un treno che porta a Manfredonia spesso e volentieri sempre vuoto”- conclude.
I residenti del Diaz e delle campagne limitrofe sono cittadini di serie B. Il passaggio al livello che taglia fuori un intero quartiere può essere uno dei motivi per cui Foggia non riesce a scalare quelle classifiche.
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