Torna alla carica il professor Nunzio Angiola. Questa volta, mettendo al centro del dibattito pubblico l’annosa questione dei rifiuti a Foggia. Lo ha fatto a Laltrocinema Cicolella, venerdì sera, in presenza dei rappresentanti delle associazioni a suo supporto, Dario Fredella e Carlo Russo. “La soluzione che propongo per risolvere una volta per tutte il problema dei rifiuti a Foggia è quella di andare oltre i cosiddetti cassonetti intelligenti”, ha spiegato il professore a l’Attacco.
“E cioè, questa raccolta di prossimità su cui si basa il piano dei commissari straordinari, e di cui viene data ampia menzione all’interno del documento unico di programmazione. Dobbiamo pensare ad un sistema integrato, che si basi anche su questi cassonetti intelligenti, ma non solo. Un sistema che coniughi e tenga insieme sia il porta a porta, sia le isole ecologiche, sia i cassonetti intelligenti. Senza trascurare la necessità di presidiare il territorio con lo spazzino di quartiere, che chiameremo operatore del decoro urbano. Quella dei cassonetti intelligenti non può essere l’unica soluzione. La valorizzeremo, certo. Anche perché siamo rispettosi nei confronti delle scelte che sono state adottate dalla commissione straordinaria, ma non riteniamo che il cassonetto intelligente possa essere la panacea di tutti i mali. Faccio un esempio. Se una persona, dal quinto piano di un palazzo, scende per le scale con l’immondizia per andarla a depositare in un cassonetto intelligente, si presenta con la scheda per l’apertura del cassonetto e vede che non funziona, sono certo che quella persona abbandonerebbe il rifiuto in prossimità del cassonetto intelligente, e avrebbe anche ragione di farlo. Questo dimostra che il cassonetto intelligente non può essere la ricetta per risolvere i problemi, soprattutto in un territorio come quello di Foggia”.
Angiola, dunque, questa volta l’ha presa più alla larga, ma il risultato è stato più o meno quello delle altre volte. All’incontro erano presenti, infatti, non più di una cinquantina di persone, tutte visibilmente riconducibili, in un modo o nell’altro, alla figura del professore. Soluzioni concrete, neppure in questo caso, sono state portate all’attenzione del pubblico. Angiola, però, dalla sua, ha il fattore tempo. È stato il primo a candidarsi, e il primo a ragionare su un’idea diversa di città. Gli eventi che organizza, almeno fino ad oggi, non sono particolarmente partecipati, questo è vero. Ma, quantomeno, prefigurano uno scenario a cui è possibile guardare con una certa fiducia. Angiola è un tipo carismatico, che sa come parlare alla piazza.
D’altro canto, la sua proposta politica, fino a questo momento, è sembrata più che altro un mero esercizio narcisistico fine a sé stesso, che sul piatto sempre bollente della politica locale ha messo davvero poco o nulla. Vedremo, dunque, se nei prossimi mesi le cose cambieranno, nella direzione che tutti si augurano. Intanto, a dispetto dell’immobilismo generale dei partiti, Angiola in qualche modo una scossa sta provando a darla. Con l’esperienza evidente di chi con la politica ci ha ampiamente avuto a che fare, ma con l’ingenuità di chi pare non aver compreso fino in fondo la portata del momento storico a cui la città sta andando incontro. Ad ogni buon conto, fino a questo momento è uno dei pochi ad essersi esposto pubblicamente e ad essersi messo in gioco. La mira giusta, magari, verso gli obiettivi da centrare, arriverà col tempo.
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