C’è un momento particolare, durante le campagne elettorali, in cui ci si rende conto che la sfida è davvero cominciata. Si tratta, solitamente, di quell’attimo in cui i politici mettono in mostra una rinnovata sensibilità nei confronti delle aree più svantaggiate delle varie città. Nella maggior parte dei casi, la motivazione è prevalentemente opportunistica, e riguarda soprattutto l’accaparramento di un’ampia fetta di consensi in quartieri solitamente piuttosto popolosi. L’abbrivio a questo genere di iniziative, questa volta, lo ha dato Nunzio Angiola, che anche in questo si è dimostrato lungimirante. Nella giornata di mercoledì, infatti, accompagnato da un folto gruppetto dei suoi, si è presentato nel cuore di rione Candelaro, uno dei luoghi più complessi della città di Foggia. Lo ha fatto senza troppo clamore, come è logico in queste circostanze, ma è stato abile a fare rapidamente rimbalzare la notizia. Con un brevissimo comunicato diffuso a mezzo stampa, il candidato Sindaco ha infatti sottolineato la sua visita sul posto.
"La gente che vive al rione Candelaro ha gli stessi diritti dei cittadini residenti in altre zone di Foggia”, scrive il professore. “Strade, marciapiedi, illuminazione, arredo urbano, cura del verde, attività di promozione sociale, sportiva e culturale, tanto per cominciare. È necessario investire sul futuro di Foggia partendo da qui. Dobbiamo aiutare i più giovani a credere in un futuro fatto di opportunità, di legalità, di crescita. In tutto questo credo che giocheranno un ruolo fondamentale la scuola e la parrocchia, motivo per cui sosterremo tutte le iniziative possibili per consentire ai giovani di crescere in un ambiente sano e propositivo. Rilanciare la vivibilità di questo quartiere è una sfida che intendo vincere", conclude Angiola.
Fuor di retorica, il quotidiano l’Attacco si è recato direttamente sul posto, per cercare di carpire gli umori della piazza rispetto alle prossime elezioni comunali. In particolare, nella piazzetta del Sacro Cuore, proprio davanti alla parrocchia, dove alcuni ragazzi si sono detti completamente disinteressati nei confronti del voto d’autunno, e poi tra gli avventori del bar Colosseo, dove i clienti hanno risposto alle domande poste dal giornale in maniera piuttosto qualunquista e scanzonata, senza volere approfondire la questione, e glissando i quesiti con frasi tipiche di chi è totalmente estraneo alla vita pubblica della città. Insomma, un quadro pessimo, che dimostra lo scollamento degli abitanti del quartiere rispetto all’imminente tornata elettorale, a dispetto dei proclami lanciati dai politici.
Poi, l’Attacco ha contattato l’onorevole, per avere un quadro più ampio di quello che può essere un concreto e strutturato intervento in località Candelaro. “Non abbiamo ancora ragionato su un intervento organico da potere attuare”, ammette Angiola.
“Intanto, però, ci siamo resi conto di quali sono le principali criticità che affliggono la zona. Ci siamo recati sul posto in compagnia di tanti residenti, e la loro voce è stata unanime: chiedono innanzitutto sicurezza. Candelaro è un quartiere difficile, per cui va implementato sicuramente il sistema di video sorveglianza. Poi, un altro modo per contrastare la criminalità che prolifera vistosamente è quello di mettere a disposizione soprattutto dei più giovani dei luoghi di svago adeguati alla loro età, come il centro polivalente e la struttura sportiva di Croci Nord. Anche i più piccoli, tuttavia, hanno bisogno di un’area in cui poter giocare e divertirsi. Per cui, sarà fondamentale riparare le giostrine presenti che ho trovato tutte rotte. Infine, ho in mente di costituire uno spazio esclusivo per i cani, in modo tale da evitare di trovare i loro escrementi in giro per il quartiere”.
Un legame molto stretto con rione Candelaro, poi, ce l’ha un altro candidato, che proprio lì vi è nato e cresciuto. Si tratta, naturalmente, di Giuseppe Mainiero, che ha risposto così alle domande de l’Attacco. “Io a Candelaro ci sono cresciuto, e so bene quali sono le sue problematiche”, ha affermato. “Il vero problema è che, nel corso degli anni, in questa zona era presente una solida struttura sociale composta da tre fattori: la scuola, la famiglia e la parrocchia. Questi attori sociali dialogavano tra loro, e lavoravano in sinergia rispetto all’educazione del ragazzo. Poi, nel tempo, questo sistema integrato si è andato sfilacciando. Sono venuti progressivamente a mancare tutti gli spazi di aggregazione di cui godevano le ragazze e i ragazzi del posto. Luoghi di svago che li tenevano lontani dalla criminalità, e che spesso sfornavano anche particolari talenti in ambito sportivo. La soluzione, adesso, sarebbe quella di rimettere in piedi tutto questo. Riavviare quel processo che teneva insieme le famiglie, il corpo docente e la parrocchia nell’educazione giovanile. Restituire vita, insomma, a rione Candelaro, che è diventato un dormitorio”.
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