Giunta camerale: si dimettono Biscotti, Di Franza e Schiavone. Si sgretola il sistema Gelsomino

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Si sgretola il sistema Gelsomino in Camera di commercio, attesa a dicembre dalle elezioni per il rinnovo del consiglio. Una fase delicatissima, che sta creando evidenti turbolenze anche in altre sedi, come ha dimostrato lo scontro avvenuto per il nuovo consiglio di amministrazione del GAL Gargano di Monte Sant’Angelo, nelle scorse settimane. Il terremoto avvenuto in giunta camerale da ultimo riguarda ben tre componenti, tutti pezzi da novanta: si sono dimessi Nicola Biscotti (presidente ANAV, l’associazione del trasporti di passeggeri con autobus di Confindustria), il vicepresidente Filippo Schiavone (numero uno provinciale di Confagricoltura) e Alessia Di Franza (direttrice di Confartigianato). Nessuna dichiarazione al momento da parte dei diretti interessati, che stanno preparando un comunicato stampa. “Nelle prossime ore comunicherò, con gli altri colleghi dimissionari, quali sono state le motivazioni che ci hanno portato ad arrivare ad una scelta così estrema”, si limita ad affermare Filippo Schiavone a l’Attacco. Gli altri membri della giunta di Camera di commercio sono Luigi Angelillis, Raffaele Mazzeo, la fedelissima di Gelsomino Lucia La Torre e Marino Pilati. 

Che qualcosa fosse successo lo si era compreso dopo la convocazione della giunta per mercoledì 20 settembre, a mezzogiorno.

All’ordine del giorno nove punti: comunicazioni; approvazione del verbale del 25 luglio scorso; ratifica della determina presidenziale d’urgenza n. 8 del 13.09.2023 avente ad oggetto “deliberazione di giunta n.63 del 25.07.2023 avente ad oggetto “Progetto La Doppia Transizione: Digitale Ed Ecologica – Approvazione Bando Anno 2023”. Modifica”; provvedimenti sul ricorso collettivo “taglia-spese” anni 2020, 2021, 2022 e 2023; provvedimenti sulla convenzione con Fondazione Buon Samaritano; provvedimenti in merito alla sentenza della sezione lavoro del Tribunale di Foggia n. 2480/2023 dell’8 settembre scorso; Prefettura di Foggia, richiesta comando e provvedimenti conseguenti; determinazioni sulla destione delle attività dell’ufficio Marchi e Brevetti; designazione del componente cda del GAL Gargano Agenzia di Sviluppo.

Ebbene, la contestata delibera sul membro del cda GAL era stata messa all’ordine del giorno dell’8 settembre. Perché risulta ancora da adottare? 

E’ così che sono spuntate fuori le dimissioni di Biscotti, Di Franza e Schiavone, che rendono ora necessario ricostituire la giunta nella propria interezza. Nessuna comunicazione è arrivata al riguardo dall’ente.

La mancata adozione in via preliminare della delibera di giunta camerale è stato settimane fa il motivo del fortissimo scontro al GAL tra il cda uscente e Gelsomino, che è riuscito ciononostante a far eleggere il nuovo cda guidato, come presidente, dalla fidatissima Stefania Bozzini, direttrice di Confcommercio e da anni suo braccio destro. La guerra nel GAL ha confermato il clima rovente intorno all’ambizione del sipontino di svolgere un secondo mandato camerale, dopo l’elezione a gennaio 2020, che avvenne all’unanimità (e dunque con un unico candidato) dopo le dimissioni di Fabio Porreca, rieletto appena a dicembre 2018. 

A dicembre a sfidare il sipontino sarà, stando ai rumors, l’imprenditore Giorgio Mercuri, espressione di Confcooperative. Quanti si oppongono al Gelsomino bis hanno sottoscritto un accordo pre-elettorale: ci sono in primis le cinque organizzazioni agricole (Coldiretti, Confagricoltura, Cia Agricoltori Capitanata, Confcooperative e Copagri), poi Confartigianato, Confindustria, le associazioni dei consumatori. 

Il consiglio dura in carica cinque anni che decorrono dalla data dell'insediamento e i suoi componenti operano senza vincolo di mandato e possono essere rinnovati per due volte. 

L’elezione della nuova governance è il momento in cui le organizzazioni di categoria si pesano: entro il 24 luglio sono stati presentati dalle varie sigle i dati relativi ai propri iscritti, poi validati a Bari. Numeri fondamentali per la definizione dei seggi spettanti a ogni associazione. Rispetto alla ripartizione dei consiglieri per settori, ci sono 25 seggi in ballo, di cui due in rappresentanza, rispettivamente, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle associazioni di tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti, uno in rappresentanza dei liberi professionisti designato dai presidenti degli ordini professionali presso CCIAA e 22 in rappresentanza dei seguenti settori economici: 5 seggi per l’agricoltura e 5 per il commercio; 2 seggi per l’artigianato; 3 seggi per l’industria; un seggio ciascuno per cooperative, turismo, trasporti e spedizioni, credito e assicurazioni; 2 seggi per i servizi alle imprese; un seggio per gli altri settori. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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