Ha il sapore della polpetta avvelenata l’endorsement che l’ex presidente del consiglio comunale di Foggia Leo Iaccarino ha fatto ieri su queste colonne in favore del candidato sindaco civico Giuseppe Mainiero.
Un’intervista esplosiva, in cui ha sparato a zero contro tutti o quasi, dopo anni di silenzio e quando è a processo con l’ex sindaco Franco Landella e altri per presunta corruzione, concussione e peculato (o tentativo di peculato) a Palazzo di città.
Le reazioni non potevano che essere immediate alle dichiarazioni di Iaccarino, tant’è che ieri mattina Mainiero ha dedicato la propria consueta diretta social alla replica.
“A Foggia vige un sistema di assoluta continuità, che vinca il centrodestra o il centrosinistra non cambierà nulla. Iaccarino fu uno dei tre consiglieri passati nel Landella 1 nel centrodestra, insieme a Clemente e Cassitti i quali oggi sono con Marida Episcopo, candidata sindaca di quell’armata Brancaleone che chiamano campo largo”, ha tuonato il commercialista ex meloniano.
“Se Landella fosse caduto avremmo salvato la città. Chi è Iaccarino l’ho sempre denunciato, non gli consentivo in consiglio comunale nemmeno di firmare le mie pregiudiziali. Ora nell’intervista spiega che nell’alternanza degli ultimi 20 anni il sistema di potere è lo stesso, gli apparati i medesimi".
"Di me dice che gli sono antipatico, aggiungendo però che mi voterà come candidato sindaco, non come lista. Insomma, farà voto disgiunto. Iaccarino era in quel sistema, che non è riuscito mai a corrompermi e lui lo sa bene. Ebbene, afferma che sarei l’unico a saper tenere a bada la macchina amministrativa, dove si annidano le clientele e le cui incrostazioni non sono state rimosse nemmeno in questa gestione commissariale".
"Quando anche uno Iaccarino dice questa cosa dice la verità. Quando un dirigente tentò di contrastare ciò che volevo fare sull’annona lo denunciai e fu condannato in primo grado. Poi fu licenziato e oggi si gode la pensione”. Mainiero ha aggiunto, durante la diretta, che “Iaccarino non si è pentito, lo hanno acchiappato con le mani nella marmellata” e che “fa specie, poi, che dica di avere ancora 1.500 voti, come se si trattasse di pacchi da spostare e non di persone”.
A l’Attacco l’ex consigliere comunale, oggi leader di Resto a Foggia, risponde in maniera approfondita a Iaccarino: “Penso che la sua effettivamente sia una polpetta avvelenata ma dice la verità quando afferma che sarei l'unico a contrastare e tenere testa alla tecnostruttura comunale".
"Ricordo perfettamente Iaccarino nel video dei festeggiamenti di Landella su via Bari, la sera dello spoglio delle comunali 2019: inneggiava contro i miei defunti festeggiando che non fossi stato eletto. Erano felici di non avere più in aula consiliare l’unica sentinella che non avrebbe permesso loro di fare magagne".
"E poi c’è il caso raccontato dallo stesso Iaccarino ai magistrati: a causa mia non riuscirono ad approvare l’accapo Caroprese nella prima consiliatura di Landella. Lo volevano approvare senza copertura finanziaria, spacciandolo per emergenza abitativa. Significa che se non mi fossi opposto sarebbe diventato un altro debito fuori bilancio”. Dunque cosa ha spinto Leo Iaccarino a sostenere di preferire Mainiero alle urne del 22 e 23 ottobre?
“Sicuramente mira a danneggiarmi, perché sa che tanta gente mi voterà. Lui l'ha capito dal momento che sta sempre in mezzo ad una strada. Non ha niente da perdere e dà spago al tentativo, che c'è in città, di farmi votare come candidato sindaco e non come liste. Invece io dico che chi mi vuole votare deve mettere la doppia X e scegliere anche le mie liste”.
Iaccarino ha raccontato inoltre di esser stato ad agosto 2020 l’ufficiale di collegamento tra Landella e il presidente della Regione Michele Emiliano, quando si ragionava rispetto alla candidatura della cognata del sindaco Michaela Di Donna nel centrosinistra alle regionali come pure di un possibile governo di salute pubblica a Foggia, che permettesse al primo cittadino di andare avanti.
“Non mi ha sorpreso per niente”, commenta Mainiero. “Centrodestra e centrosinistra si sono sostenuti ripetutamente, questo è risaputo ed è accaduto dal Duemila in poi. Il sistema di potere è del resto lo stesso. Quanto a ciò che Iaccarino ha affermato sulla corruzione in Comune, ricordo che nessuno della maggioranza si dissociò da Landella prima che venisse arrestato nella primavera 2021, nemmeno l'attuale candidato sindaco del centrodestra Raffaele di Mauro. Solo il giorno dopo l'arresto di Landella, di Mauro iniziò ad essere prudente, neanche una vera presa di distanze. Oggi, invece, sembra che sappia neppure chi Landella sia”.
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