Sdegno per il furto del pulmino a Foggia ma Michele Simone non demorde: “Dopo la denuncia stiamo andando oltre”

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Michele Simone e la moglie Sara Giauro a Monte Sant’Angelo sono tra i più noti operatori turistici, grazie alla maniera intelligente con cui gestiscono varie strutture ricettive tra la città dei due siti Unesco e la piana di Macchia. 

Due spiriti cosmopoliti, che riescono a narrare molto bene il territorio sui social e ad attrarre sul Gargano turisti provenienti da svariati Paesi, offrendo loro la massima ospitalità e proposte variegate rispetto alle esperienze da fare. 

l’Attacco più volte ha raccontato la loro storia o ne ha raccolto il punto di vista come esperti di turismo. Ma stavolta Simone è finito al centro di un caso che non c’entra con le vacanze bensì con la criminalità di Foggia e il senso di insicurezza che ancora attanaglia la città capoluogo. Il 31 ottobre scorso, infatti, i due coniugi hanno subìto il furto del pulmino rosso usato per gli spostamenti e le attività della loro associazione “Dove andiamo sul Gargano”. 

Chi li segue sul web lo conosce perfettamente, perché appariva in tanti scatti fotografici o video in cui Simone mostrava tutte le escursioni organizzate per condurre alla scoperta delle bellezze naturalistiche, culturali e artistiche della sua terra natìa. 

Il fattaccio è stato denunciato dallo stesso quarantenne montanaro con un post su Facebook. “In un viaggio a Foggia ci è stato rubato il nostro pulmino, che usiamo per il lavoro”, ha detto aggiungendo che il reato è stato commesso in via Manfredonia, a circa 20 metri dalla sede del Comando della Polizia municipale.

“Noi ti amiamo, stiamo lottando per provare a parlare delle tue bellezze in giro per il mondo”, ha continuato Simone riferendosi a Foggia.

“Stiamo provando a cambiarti, ma ci vuole un colpo di reni, di tutta la comunità: cittadini, politica, forze dell'ordine. Cara Foggia, non possiamo aspettarti per sempre. Siamo stanchi di parlare in giro di te e dover accettare il fatto che 'tanto a Foggia si ruba!', 'tanto a Foggia nessuno vede e parla', 'tanto a Foggia nessuno reagisce!', 'fuggi da Foggia...', '...e che ci vai a fare a Foggia!".

"Siamo stanchi di parlare con i foggiani stanchi e depressi! Qui o c'è un colpo di reni o si muore. Noi abbiamo deciso di continuare a sorridere e a lottare per te, per il Gargano tutto. Non vinceranno i balordi. Ma non possiamo aspettarti per sempre! Rialzati Foggia, rialzatevi foggiani”, ha concluso alla maniera di padre Franco Moscone, l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo che anni fa, dopo lo scioglimento del consiglio comunale sipontino per infiltrazioni mafiose, coniò l’ormai famoso appello “rialzati, Manfredonia!”.

Michele e Sara non demordono e, nonostante l’amarezza e la mancanza del pulmino (di cui non possono fare a meno), sono già tornati al lavoro pimpanti come sempre. “Nessuna novità al momento”, racconta Simone a l’Attacco. 

“Abbiamo sporto denuncia e stiamo già andando oltre”. In breve tempo i due operatori turistici hanno ricevuto un’ondata di solidarietà e affetto da parte dei tanti che li conoscono. L’auspicio è che il mezzo venga ritrovato o, quantomeno, che possa essere sostituito da un pulmino analogo, magari il prossimo anno.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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