TARI Foggia, pagano tutti di più: rincari su utenze domestiche e non. L’analisi dei revisori dei conti

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Aumenta ulteriormente a Foggia l’importo della Tari, la tassa sui rifiuti, sia per le utenze domestiche che per quelle non domestiche. Se ne discuterà mercoledì nella seduta di consiglio comunale prevista per le ore 10.00 in prima convocazione con all’ordine del giorno tre punti tutti inerenti alla Tari: l’approvazione delle tariffe 2025 contenute nel Piano Economico Finanziario anno 2024-2025; l’introduzione nel vigente regolamento I.U.C. dell’articolo sul bonus sociale rifiuti, in attuazione del regolamento statale recante principi e criteri per la definizione delle modalità applicative delle agevolazioni tariffarie in favore degli utenti domestici del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani in condizioni economico-sociali disagiate; l’introduzione nel regolamento I.U.C. dell’articolo sulla riduzione della quota variabile per la donazione di beni alimentari. Nel proprio parere positivo, i revisori dei conti (Balta, Borracci, Versienti) osservano che il totale previsto dalle entrate tariffarie di 32.730.660,40 euro copre integralmente i costi del ciclo integrato dei rifiuti previsti dal PEF 2025, pari a 32.726.003 euro. Ma, soprattutto, il collegio fa un confronto tra le tariffe 2024 e quelle 2025, da cui risulta chiaro l’aggravio per tutti i contribuenti. Sulle utenze domestiche i revisori, come esempio, mostrano cosa avviene con casa di 100 mq e box di 15 mq: se si tratta di un unico occupante l’aumento è pari al +5,82% (pagava 216,2 euro lo scorso anno, mentre ora deve versarne 228,79); se due occupanti è +4,89% (da 322,46 euro a 338,22 euro); con tre occupanti è +4,49% (da 389,16 euro a 406,62 euro); con quattro occupanti + 4,06% (da 477,25 euro a 496,62 euro); con cinque occupanti +3,91% (da 500,94 euro a 520,53 euro); con sei occupanti +3,60% (da 518,88 euro a 537,54 euro).

Il collegio rileva inoltre che “i coefficienti Kb applicati sono pari al valore massimo per le utenze fino a quattro componenti, al valore medio per le utenze con cinque componenti e al valore minimo per le utenze con sei o più componenti”. Mentre il dirigente finanziario Carlo Dicesare spiega che “per le utenze non domestiche sono stati considerati i coefficienti Kc e Kd entro i limiti consentiti, con applicazione dei valori minimi per quelle categorie di utenze che, anche considerando i coefficienti di cui sopra nel loro valore medio, subirebbero un eccessivo aggravio della pressione fiscale con inevitabili ripercussioni sul tessuto economico e sociale cittadino”.

Aumenti variabili - dal +4,26% al +4,58% - anche per tutti i casi in cui si tratta utenze non domestiche in confronto alla Tari 2024. “Nella relazione di validazione del PEF 2025 il totale delle entrate tariffarie relative alle componenti del costo variabile, dopo le detrazioni, ammonta a 21.376.102 euro”, scrivono ancora i revisori. “Invece il totale delle entrate tariffarie relative alle componenti di costo fisso è pari a 11.349.902 euro, per un totale di 32.726.003 euro. I costi fissi e variabili del Piano Economico Finanziario sono ripartiti tra utenze domestiche e non domestiche sulla base della seguente percentuale di incidenza delle due categorie su tali costi: 59% a carico delle utenze domestiche; 41% a carico delle utenze non domestiche”.

I revisori hanno anche evidenziato come, nell'ultimo quinquennio, si sia delineato un decremento tendenziale della quantità totale di rifiuti prodotti (e dunque un miglioramento della percentuale dì raccolta differenziata, comunque lontanissima dalla soglia del 65%) ad eccezione dell'anno 2021: nel 2018 il totale RSU era pari a 78.082.298 kg per il 24,50% di raccolta differenziata; nel 2019 il totale RSU era di 79.376.113 kg per il 26,31% di RD; nel 2020 ci furono 76.931.352 kg di RSU e il 21,99% di RD; nel 2021 il totale di RSU fu di 83.490.032 kg a fronte del 28,23% di RD; nel 2022 si registrarono 72.101.324 kg di RSU e un pessimo 17,30% di RD; nel 2023 i kg di RSU furono 65.802.697 e la raccolta differenziata toccò l’ancor peggiore percentuale del 17,05%; infine nel 2024 si stima che il dato possa essere di 54 643,550 kg di RSU e del 23,67% di raccolta differenziata. Questo perché quando i revisori hanno espresso il proprio parere, a dicembre scorso, non c’erano ancora i numeri riguardanti i mesi di novembre e dicembre.

La percentuale di raccolta differenziata del 2024 fu del 19,09% a gennaio, col dato più alto a settembre pari al 27,63%. Nel 2013, all'inizio del periodo di vigenza del Piano pluriennale di riequilibrio finanziario, la situazione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani vedeva appena il 4,18% di percentuale di RD, con RSU totali pari a 60.809,34 kg quasi tutti indifferenziati.

Dicesare ricorda che sull'importo della tassa sui rifiuti Tari si applica il tributo provinciale per l'esercizio delle funzioni ambientali, nella misura percentuale del 5%, così come stabilito dal presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti a settembre 2024, e che in attuazione a quanto previsto dalla delibera ARERA, alle tariffe Tari devono essere sommate le due nuove componenti perequative (UR1a e UR2a) destinate alla copertura dei costi di gestione dei rifiuti accidentalmente pescati e dei rifiuti volontariamente raccolti e delle agevolazioni riconosciute per eventi eccezionali e calamitosi stabilite, rispettivamente, nella misura di 0,10 e 1,50 euro ad utenza per anno, da aggiungere negli avvisi di pagamento del tributo con distinta indicazione rispetto alle altre voci, che dovranno essere riversate a CSEA (Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali).

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testatina dillo al direttore WEB

 



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