Amica, Comune al lavoro su transazione da 20 milioni: trattative tra Emanuele e il suo prof Impagnatiello

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Vertice di maggioranza ieri pomeriggio a Foggia per il campo largo progressista della sindaca Marida Episcopo, dopo la condanna choc con cui si è chiuso in primo grado il filone principale dei tre procedimenti pendenti relativi ad Amica spa, la fallita ex municipalizzata del servizio di igiene urbana. Era il procedimento più rischioso e partiva dal mega importo di 57.753.000 euro, ridotto dalla CTU a 27.498.334,25 euro. Il Tribunale di Bari – Sezione specializzata in materia di impresa ha condannato in solido il Comune di Foggia e numerosi tra ex amministratori, revisori e sindaci a risarcire la curatela fallimentare per un importo complessivo pari a 27.498.334,25 euro, oltre interessi e rivalutazione. Il conto finale sarà assai più salato per l’ente municipale, proprio alla luce degli interessi e della rivalutazione: ben 38.600.000 euro, calcolando dal 2012 ovvero dalla data in cui fu dichiarato il fallimento di Amica spa, destinati ad arrivare a 40 milioni con le spese legali. La riunione è stata convocata da Episcopo con la propria maggioranza per discutere di varie questioni dai molteplici impatti sulla tenuta politica della coalizione: la sentenza; l’auspicio di poter pagare la metà grazie ad un accordo transattivo che eviti l’alea dell’appello; come ad oggi tale condanna abbia spazzato via quasi tutti i piani per l’uso dei quasi 19 milioni di avanzo 2024; infine la TARI, visto che mercoledì il consiglio comunale dovrà approvare le nuove tariffe 2025 (peggiorative per tutti i contribuenti). Come rivelato su queste colonne, Palazzo di città è obbligato ad accantonare quasi tutto l’avanzo 2024 (16-17 milioni del tesoretto complessivo di quasi 19 milioni) a copertura di tale debito, in aggiunta ai 22 milioni circa che già il dirigente finanziario Carlo Dicesare aveva previdentemente messo in bilancio proprio per la vertenza Amica. Fondi sottratti alla comunità, che erano destinati per rifacimento di strade ed altri interventi necessari. A quando una seria riflessione sulle responsabilità politiche ed amministrative di tale vicenda?

La principale critica politica finora ha riguardato la seconda forza di maggioranza, il M5S, furioso per non esser stato ascoltato rispetto alla necessità di chiudere transattivamente il contenzioso. Nel mirino ci sono i due assessori competenti – l’emilianista di CON Giulio De Santis (contratti e contenzioso) e il dem Davide Emanuele (partecipate) – ma anche il segretario generale Alfredo Mignozzi.

In realtà alcuni tentativi di accordo ci sono stati, negli anni, ma senza esito. Il precedente giudice delegato Francesco Murgo rigettò la proposta transattiva del 2021 che era di 7,7 milioni oltre a rimborso spese per un totale di 7.950.000 euro. A fine 2024 il nuovo tentativo: il Comune offrì altri 6,5 milioni di euro circa, che uniti ai milioni di euro circa già versati dall’ente alla curatela fallimentare, avrebbero consentito di chiudere complessivamente la partita a 10-10,5 milioni di euro. Infine, ad aprile scorso, dopo una nota di Episcopo che dava tale indirizzo, fu avanzata l’ultima proposta, che arrivò a circa 12,5 milioni di euro, ma senza alcuna risposta da parte dell’attuale giudice delegato Antonio Lacatena.

Stando a quanto trapela da Palazzo di città, la richiesta del giudice delegata era chiara e assai differente: 24 milioni di euro. Dal canto loro, i dirigenti che si sono susseguiti negli ultimi anni all’Avvocatura sono sempre stati contrari ad una simile transazione: da Angela Paradiso a Mignozzi, a Silvia Siciliano, poi di nuovo Mignozzi.

Adesso, però, con una somma che può arrivare a sfiorare i 40 milioni per l’ente diventa essenziale trovare l’intesa con la curatela - ovvero Mirna Rabasco - che eviti ad ambedue le parti l’alea del giudizio di appello, un rischio per tutti. Da qui la speranza ottimistica, nell’amministrazione comunale – a partire dagli assessori competenti Davide Emanuele e Giulio De Santis – di potersi accordare per la metà, vale a dire per una ventina di milioni.

Ecco perché è stato avviato il tavolo delle trattative con Rabasco, che ha al proprio fianco gli avvocati della curatela, ovvero Gianpaolo Impagnatiello e Giuseppe Trisorio Liuzzi. Dall’altra parte, per il Comune chi si sta muovendo soprattutto e sta partecipando agli incontri è il dem Davide Emanuele, che conosce perfettamente Impagnatiello e da molti anni. Una persona a lui vicinissima. Il quarantenne segretario cittadino del Pd, dopo aver conseguito la laurea magistrale in Giurisprudenza presso l’Università di Foggia, ha concluso il dottorato di ricerca in Diritto commerciale e Tutela processuale dei diritti presso l’Università di Bari. Avvocato civilista, collabora con la cattedra di Diritto processuale civile presso Unifg. Ebbene, il titolare della cattedra cui afferisce Emanuele come dottore di ricerca è proprio il professor Impagnatiello, professore ordinario di Diritto processuale civile. Il piddino fa parte della commissione di esame del docente, è suo assegnista di ricerca, partecipa con lui ai convegni. L’ultimo caso è recentissimo: il 20 giugno scorso Impagnatiello ed Emanuele erano assieme, come relatori, alla prima delle due giornate di convegni su Crisi d’impresa e territorio.

“Di che parlano quando sono assieme? Di Unifg o della transazione Amica? E’ un caso di evidente inopportunità. Vero pure è che ormai succede di tutto e non ci si scandalizza più per nulla…”, commentano alcuni addetti ai lavori, sia interni a Palazzo di città sia interni alla comunità accademica dell’Ateneo daunio.

Un riferimento, neppure troppo velato, al precedente caso dell’alloggio Arca della zia che Emanuele ha rilasciato dopo quasi 20 anni solo a fine marzo 2025, anni dopo l’insediamento come eletto e l’ingresso in giunta; rilascio avvenuto solo dopo che la sindaca aveva tuonato in aula consiliare, rivolgendosi all’opposizione, contro i casi di alloggi popolari in mano ad eletti privi dei requisiti (senza sapere di avere al proprio fianco il caso più clamoroso). Una vicenda i cui molteplici interrogativi sono rimasti privi di risposte da parte di Emanuele, sempre fuggito di fronte alle richieste di chiarimenti da parte de l’Attacco.

Almeno sul rapporto col professor Impagnatiello, avvocato della curatela Amica, ha parlato con la massima trasparenza col resto della maggioranza? Una domanda lecita, visto che i beninformati riferiscono di pezzi del suo stesso Pd – e del gruppo consiliare – che hanno chiesto informazioni per vederci chiaro sul legame tra l’assessore e il consulente legale della controparte Fallimento Amica spa in liquidazione. E quanto i due siano direttamente impegnati nella trattativa lo hanno confermato i diretti interessati, intervistati nei giorni scorsi da testate online locali.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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