“Speriamo serva pochissimo altro tempo, che l’Agenzia del demanio dia a brevissimo il proprio via libera”. A parlare a l’Attacco è senatrice di Fratelli d’Italia Annamaria Fallucchi, che da un anno segue in prima persona e favorisce l’interlocuzione tra Unifg e il Gruppo FS, in particolare FS Sistemi urbani guidata da Matteo Colamussi, finalizzata all’acquisizione da parte dell’Ateneo daunio, a Foggia, dell’ex cinema Ariston e dell’immobile attiguo ex DLF (Dopolavoro ferroviario). Fu l’Attacco a rivelare a dicembre 2025, in esclusiva, come l’Università intendesse comprare tali immobili per potenziare i propri spazi, oggi fortemente insufficienti a fronte di una comunità accademica che negli anni si è molto ampliata. A febbraio scorso su queste colonne si riportò come fosse ormai imminente la sottoscrizione del preliminare di vendita da 550mila euro e come Matteo Colamussi - amministratore delegato e direttore generale di FS Sistemi Urbani, impresa del gruppo Ferrovie dello Stato – avesse scrito alla sindaca di Foggia Marida Episcopo e al rettore di Unifg Lorenzo Lo Muzio, dicendo chiaramente alla prima che si era mossa tardivamente e ormai l’operazione di vendita dell’Ariston a Unifg era quasi conclusa. Colamussi e Lo Muzio attendevano il via libera della Soprintendenza alla cessione degli immobili in questione (che era certo, come da interlocuzione con l’allora soprintendente Anita Guarnieri), poi avrebbero stabilito la data per la firma del preliminare. Risale al 13 aprile scorso la nota inviata dalla soprintendente Francesca Romana Paolillo con cui si informavano Comune di Foggia, Provincia di Foggia e Regione Puglia rispetto all’avvenuto rilascio, da parte della Soprintendenza, dell’autorizzazione all’alienazione dell’immobile.
Cos’altro ha allora impedito finora che la vendita ad Unifg andasse in porto? Se l’Ateneo non può ancora sottoscrivere l’atto con FS Sistemi urbani è a causa dell’attesa per il via libera dell’Agenzia del demanio. L’Area edilizia dell’Università ha dovuto rifare la propria perizia relativa agli immobili in questione, dopo che la prima sarebbe stata ritenuta sbagliata dall’Agenzia del demanio per il metodo di stima seguito. L’importo era sempre lo stesso, ovvero i 550mila euro noti da tempo. La nuova perizia, rettificata, è stata trasmessa e ora Unifg aspetta di sapere se l’Agenzia del demanio darà stavolta il proprio placet. E’ ottimista al riguardo la senatrice Fallucchi, come nel suo stile.
“FS ha l’interesse non tanto e non solo a monetizzare quanto, soprattutto, a favorire la valorizzazione degli immobili, affinchè la loro rinascita possa avere anche un risvolto sociale e di rigenerazione urbana”, afferma a l’Attacco la parlamentare meloniana.
“FS sta realizzando tante operazioni in Italia ma questa di Foggia sarebbe un modello per l’intesa con l’Università, un’iniziativa pilota, un esempio da seguire anche in altri territori del Paese. Si può immaginare quanto cambierebbe volto l’intero quartiere Ferrovia dopo l’insediamento dell’Ateneo: non più un simbolo della cattiva integrazione con gli stranieri, ma luogo abitato da tanti studenti, docenti, dove trovano posto residenze universitarie, librerie, servizi collegati alla comunità accademica. Ecco perché il nostro auspicio non può che essere quello di una rapida conclusione della vicenda. Mi sono interfacciata a Roma con l’Agenzia del demanio nazionale, perché solleciti quella pugliese ad esprimersi quanto prima. Non ho mai voluto fare “sgambetti” all’amministrazione comunale, lo ribadisco. Oggi mi sento di dire che, rispetto all’acquisizione dell’ex Ariston da parte di Unifg, non ci sono problemi di sorta, si sta andando nella giusta direzione e dopo le normali lentezze burocratiche ci si avvia verso la fine dell’iter”, conclude Fallucchi.
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