C’è anche il procedimento in corso con la società partecipata del servizio di igiene urbana, la barese Amiu Puglia spa, tra i contenziosi di valore superiore a 100mila euro relativi al Comune di Foggia. Nella seduta di giunta del 9 luglio scorso, su proposta dell’assessore Giulio De Santis e relazione della dirigente dell’Avvocatura Maria Teresa Antonucci, è stata approvata la ricognizione dei contenziosi in essere e la quantificazione del fondo rischi da contenzioso al 30 giugno scorso, pari all’importo complessivo di 58.135.495,49 euro, correlato alla stima del rischio di soccombenza nei giudizi avviati dal 1° gennaio 2026 ad oggi. La somma è da ripartire tra 12.256.779,27 euro sul 2026, 11.419.289,18 euro sul 2027 e 34.459.427,05 euro sul 2028. Ci sarà poi un aggiornamento in sede di rendiconto, nonché durante il corso dell’esercizio qualora il contenzioso in essere dovesse ridursi (per estinzione del giudizio, per sentenze pronunciate, per transazioni, etc.) ovvero aumentare in seguito alla presentazione di nuovi ricorsi nei confronti del Comune. 

Palazzo Dogana, giovedì 9 luglio. Nel momento di massimo afflusso la sala conta un centinaio di presenti: operatori del turismo e della cultura, presidenti di associazioni, professionisti, amministratori e una folta schiera di giovani. Non è una conferenza calata dall’alto: è una manifestazione d’interesse voluta da due realtà civiche della città, ForFoggia e il Festival del Nerd, per raccogliere idee dal basso, da chi il territorio lo vive ogni giorno, con l’intento di rivedersi poi con gli intervenuti per scegliere la strada da intraprendere: una società o una fondazione. L’idea nasce per superare un difetto storico: a Foggia la cultura riparte da zero a ogni cambio di giunta, e gli eventi costruiti negli anni si fermano. Santangelo ricorda come una rassegna affermata, Libando, sia sparita dal calendario. La proposta — un’Agenzia per la Cultura, gli Eventi e il Marketing Territoriale, cioè una società partecipata interamente pubblica del Comune — punta sulla continuità. Il cuore della proposta è questo: parte dei fondi comunali per cultura ed eventi — quantificati dai promotori in circa due milioni l’anno sulla base dei bilanci — va affidata all’Agenzia perché li gestisca con pianificazione e obiettivi. È proprio su quella parola — continuità — che la sala ha acceso il confronto. Davanti al pubblico, i quattro promotori — Stefano Fierro, Stefano Santangelo, Alessandro Guida e Carlo Baldassini — hanno illustrato numeri, forma giuridica e governance dell’ipotesi. Dalla platea, però, sono arrivate obiezioni tecniche rilevanti, e non da una voce isolata: un fronte trasversale, dal mondo cooperativo all’opposizione consiliare, ha contestato proprio la promessa di continuità. Il punto più netto è arrivato dal consigliere di Fratelli d’Italia Claudio Amorese, che ha definito lo strumento “anacronistico”. Santangelo, a fine serata, ha aperto a un modello diverso: la fondazione. Un dietrofront? No: “Un percorso”, dice a l’Attacco Santangelo. Il punto di partenza, nelle slide proiettate a Palazzo Dogana, è una diagnosi netta: “Foggia ha la cultura, non ha il sistema”. Gli eventi nascono scollegati, si riparte da zero a ogni stagione, e nessuno misura cosa quella spesa restituisce alla città. La risposta proposta da ForFoggia è un’unica regia: una società partecipata del Comune che pianifica, coordina il calendario, attrae fondi, promuove il territorio e produce eventi. Secondo i promotori, dall’analisi dei bilanci comunali emergono circa due milioni di euro l’anno già destinati dal Comune a cultura ed eventi: risorse che la proposta chiede di affidare almeno parzialmente all’Agenzia perché le gestisca “con metodo e continuità”, integrandole con bandi, sponsor e biglietti. L’impegno dichiarato è generare almeno la metà di quanto affidato con risorse proprie, per arrivare — è l’obiettivo — a tre milioni al secondo anno. Sullo sfondo, il moltiplicatore citato da Symbola-Unioncamere: ogni euro investito in cultura ne attiverebbe 1,8 negli altri settori. La forma giuridica è il cuore tecnico della proposta ed è anche ciò su cui si è acceso il dibattito. Nella presentazione è definita una società partecipata del Comune, “un unico soggetto pubblico che tiene insieme eventi, fondi e promozione”; nel dettaglio, una S.r.l. in-house, interamente pubblica, con il controllo al 100% del Comune (all’occorrenza anche la Regione): una società a cui il Comune può affidare i lavori direttamente, “niente gare, niente privatizzazione della cultura”. Il consiglio di amministrazione sarebbe di quattro membri — un presidente nominato dal Sindaco e tre consiglieri, di cui uno espresso dagli enti del territorio e uno scelto da una Consulta degli operatori, aperta ad associazioni e imprese con requisiti uguali per tutti. L’istituzione spetterebbe al Consiglio comunale ex art. 42 del TUEL.

Il Comune di Foggia ha ricevuto a Palazzo di Città gli ex dipendenti della G&W di Borgo Incoronata - per molti ancora "la Tozzi" - la fabbrica chiusa nel 2023 dalla multinazionale americana che l'aveva rilevata. La celebrazione di un percorso chesi è chiuso con un nuovo impiego. I numeri, forniti dall'assessore alle Politiche attive del lavoro Giulio De Santis, raccontano un risultato quasi pieno: dei 114 licenziati, oggi circa 110 lavorano. Molti si erano ricollocati da soli; per gli altri il Comune ha chiesto all'ITS Academy Green Energy Puglia un corso dedicato, due anni e 1.800 ore, con diploma di tecnico superiore.

L’atteso termine per il completamento dei progetti del PNRR è arrivato. Il mese di giugno è ultimato da ormai undici giorni e ciò che è stato fatto negli anni per gli enti locali è ormai pasto dei gruppi di minoranza che nei comuni e nei Consigli provinciali ne fanno legittimo argomento di opposizione. E’ accaduto così per l’ennesimo banco di prova imposto all’amministrazione comunale retta da Marida Episcopo. Questa volta, il tema del contendere nell’assise consiliare, è quello della spesa co-finanziata con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per gli asili nido. L’opposizione incalza sulla mancata occasione per favorire la comunità foggiana, dando la possibilità a tante mamme di poter fruire di un servizio di grande rilevanza. Con una nota stampa il gruppo di minoranza costituito da Civica Italia, con gli azzurri di Forza Italia, è andato all’attacco della maggioranza, parlando espressamente di “ennesima occasione persa per la città”. Ad essi si è unito il coro della Segreteria provinciale dei Sovranisti per l’Italia, retta da Mario Nigro. “I Sovranisti per l’Italia e per le Libertà esprimono profonda preoccupazione per la decisione dell’Amministrazione Episcopo di rinunciare ai finanziamenti del PNRR destinati alla realizzazione di nuovi asili nido nel Comune di Foggia”, hanno fatto sapere con un comunicato stampa. “Sono andati persi 7,3 milioni del PNRR per l’incapacità dell’amministrazione Episcopo. Un danno enorme per le famiglie e 200mila euro di soldi già buttati - fa sapere il gruppo formato da Pasquale Cataneo, Francesco Nunziante, Marco Pellegrino e Giuseppe Mainiero



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