Quanti alberi sono stati abbattuti a Foggia negli ultimi tre anni? Quanti ne sono stati piantati per compensare i tagli? Quante perizie di stabilità sono state redatte per giustificare l'uso delle motoseghe? Per rispondere a queste semplici domande, fondamentali per la salute pubblica e il contrasto alle ondate di calore, il WWF Foggia lo scorso 29 maggio aveva presentato una formale istanza di accesso civico generalizzato agli atti dell'assessorato all'ambiente. “Oggi, la risposta ufficiale del Comune lascia sgomenti e rappresenta una clamorosa carenza amministrativa”, commenta l’associazione ambientalista, presieduta da Maurizio Marrese. “Il Servizio Ambiente ha risposto per iscritto che la legge “non comporta l'obbligo di procedere alla formazione di nuovi documenti ovvero alla predisposizione di elaborazioni, aggregazioni, ricostruzioni o report riepilogativi non già esistenti”. Tradotto dal burocratese: il Comune di Foggia non possiede alcun registro, report e nessun database aggiornato sul proprio patrimonio arboreo. L'ente ha formalmente ammesso di non avere dati aggregati sul verde pubblico, seppur invita a consultare gli atti amministrativi effettivamente detenuti dall'ente”. 

Non si sono fatte attendere le dure repliche delle opposizioni in seguito alla mancata presenza, nell'ultimo consiglio comunale di Foggia, delle forze di maggioranza. 

“L’assenza deliberata della maggioranza impedisce il dibattito su verde pubblico e CCR di via Patroni. In democrazia le idee si confrontano in Aula, non si sottraggono al voto. Quanto accaduto oggi in Consiglio comunale rappresenta uno dei momenti più gravi della vita istituzionale della nostra città. La maggioranza ha scelto deliberatamente di non presentarsi né alla prima né alla seconda votazione del Consiglio comunale, facendo venir meno il numero legale e impedendo la discussione di due mozioni riguardanti temi di grande interesse per la comunità: la situazione degli operai del verde pubblico e il Centro Comunale di Raccolta di via Patroni" - ha dichiarato Nunzio Angiola, consigliere comunale a Foggia, segretario provinciale di Cambia.

Sono tanti i punti dirimenti circa le scelte o le non scelte di talune politiche dell’amministrazione Episcopo, uno di essi è quello relativo all’installazione dei cosiddetti e ormai arci noti cassonetti intelligenti. Il nuovo sistema di raccolta rifiuti, gestito da Amiu Puglia e dal Comune di Foggia, è stato collaudato nello scorso maggio, ma sin dalle prime battute iniziali di questa esperienza, civica o meno, a seconda dei punti di vista, non ha soddisfatto la platea degli utenti, costituita da cittadini, ma anche dalla stessa classe politica che da più parti ha attaccato la vice Sindaca, Lucia Aprile. Nela riunione dei capigruppo in Consiglio, tenutasi nel pomeriggio di martedì, si è palesato un diffuso malcontento tra le fila della stessa maggioranza circa l’andamento del nuovo sistema di conferimento dei rifiuti in città. Certo, i presupposti per scontentare i cittadini c’erano tutti, ma i primi mesi sarebbero dovuti diventare tempo prezioso per la messa a punto di un sistema meglio concertato e collaudato. Secondo quanto afferma ai microfoni de l’Attacco Mino Di Chiara, in maggioranza sarebbero stati un pò tutti contrariati verso Aprile. Il motivo resta tra gli altri, proprio questo relativo all’installazione dei cassonetti intelligenti, le cui criticità sono legate soprattutto alla presenza di griglie di superficie troppo piccole per contenere i rifiuti. Per il segretario cittadino del Partito Socialista Italiano, tutti i nodi sono venuti al pettine e le problematiche connesse ai cassonetti sono ormai troppe per poter continuare a sostenere la tesi che il problema siano sempre i cittadini, rei di mal utilizzare i contenitori o di abbandonare a ridosso dei cassonetti i rifiuti.

“L'aula consiliare non è uno studio televisivo al servizio di uno spot politico, tanto più quando i temi in discussione - per quanto delicati e sentiti - non rientrano nelle competenze amministrative di un Comune”. Così la sindaca Maria Aida Episcopo e i capigruppo di maggioranza Achille Capozzi (CON), Mario Dal Maso (M5S), Pasquale Dell'Aquila (PD), Antonio De Sabato (Gruppo Concittadino), Mino Di Chiara (PSI), Antonello Di Paola (Gruppo Misto) e Nicola Formica (Insieme per Foggia) motivano l'assenza dai lavori del Consiglio comunale convocato per oggi pomeriggio. “Diciamo con chiarezza che la salute delle foggiane e dei foggiani è una priorità assoluta di questa amministrazione. Conosciamo le difficoltà che tante famiglie affrontano ogni giorno, tra liste d'attesa e servizi da potenziare, e proprio perché questo tema ci sta a cuore non accettiamo che venga trasformato in un palcoscenico.

Nelle ultime settimane, sulla sanità regionale e sull'aumento dell'aliquota IRPEF, il centrodestra ha messo in scena una polemica costruita a tavolino, che il presidente Decaro ha già smontato punto per punto. Replicare quello spettacolo anche nell'aula consiliare di Foggia non porterebbe nulla di utile ai cittadini e finirebbe per mortificare il ruolo del Consiglio e le sue funzioni. La mozione, del resto, è approdata con lo stesso testo in tutti i comuni e province pugliesi, non un atto di indirizzo pensato per Foggia, ma un'operazione da campagna elettorale premeditata e permanente, orchestrata da chi dovrebbe piuttosto spiegare ogni giorno ai cittadini le scelte di un governo nazionale responsabile di una situazione socioeconomica pesantissima e anche dei tagli alla sanità pugliese.

Lo stesso vale per la mozione sullo spostamento del CCR, la cui collocazione fu decisa durante il commissariamento ed è vincolata a un finanziamento PNRR. Sostenere che una ricollocazione dipenda soltanto dalla volontà politica dell'ente significa raccontare ai cittadini una cosa non vera, e non intendiamo prestarci ad amplificarla, soprattutto dopo aver ricevuto cittadine e cittadine e comitati di ogni sorta. Per questo, compatti e unanimi, abbiamo scelto di non presentarci alla seconda convocazione del Consiglio comunale. Non è stata una decisione presa a cuor leggero, su questi temi siamo e restiamo accanto alla cittadinanza. Ma proprio il rispetto che dobbiamo alle persone ci impedisce di trasformare la loro salute in una pantomima. Continueremo a occuparcene ogni giorno, nelle sedi opportune, con serietà e senza passerelle”.



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