Il sindacato degli impiantisti termoidraulici della Claai (la Confederazione delle Libere Associazioni Artigiane) di Foggia lancia un accorato grido d’allarme per la situazione delle oltre 44mila caldaie presenti nella città capoluogo. La manutenzione obbligatoria per legge e la certificazione della regolarità dell’impianto (il cosiddetto “bollino”) sono infatti a rischio perché le aziende che se ne occupano non hanno la possibilità di trasmettere i risultati delle loro verifiche all’Ente certificatore.

La crisi politica che da mesi investe il Comune di Foggia è ormai degenerata in uno scontro aperto. In settimana si sono susseguiti l’affondo del capogruppo di Fratelli d’Italia Claudio Amorese, che ha chiesto le dimissioni della Sindaca Maria Aida Episcopo denunciando una città bloccata da inefficienze e assenza di visione, e il comunicato congiunto di Pd e M5S, principali forze del campo largo. I due partiti hanno riconosciuto criticità e stallo amministrativo, rivendicando però la volontà di assumersi responsabilità per sbloccare i provvedimenti urgenti e garantire stabilità, anche alla luce dell’emergenza sicurezza dopo i recenti episodi di cronaca. Una posizione letta da molti come un ultimatum alla Sindaca. Ieri mattina, l’Attacco ha incontrato Amorese per analizzare le ragioni della sua linea, il ruolo del centrodestra e le possibili soluzioni alla crisi.

Pd e M5S hanno di fatto sfiduciato Episcopo. È così?

Mi sembra un’evidente sfiducia nei confronti dell’amministrazione comunale e della Sindaca Episcopo, ma anche, in parte, verso Pd e M5S stessi, visto che in Giunta siedono loro assessori nei settori più importanti. Parliamo di ambiti che, secondo molti cittadini, funzionano male: rifiuti e verde con la vicesindaca Lucia Aprile (M5S), servizi sociali con Simona Mendolicchio (M5S), risultati assenti anche durante recenti sgomberi con situazioni delicate. Noi abbiamo più volte sollecitato interventi, anche in commissione territorio, senza essere ascoltati. Critico anche Davide Emanuele (Pd) per le partecipate. Nel trasporto pubblico locale manca un piano industriale e resta incertezza sul l’affidamento in house. In Am Service persistono problemi irrisolti. Non vedo programmazione. Si vive alla giornata, nonostante emergenze abitative, sociali e di sicurezza, su cui la Sindaca attribuisce colpe allo Stato pur avendo strumenti per intervenire.

Dietro il “senso di responsabilità verso la città”, che ha spinto gli assessori comunali foggiani di Pd e M5S a tornare a partecipare, mercoledì scorso, alla seduta di giunta – nel pieno dello scontro con la sindaca Marida Episcopo, c’è stata la necessità di approvare alcune delibere che non potevano essere rinviate o che erano particolarmente a cuore. “Non potevamo rischiare che andassero persi i fondi PNRR per i cassonetti intelligenti e che la sindaca convocasse una conferenza stampa per dire che era colpa di Pd e M5S la perdita dei fondi e la mancata organizzazione del concertone del primo maggio”, dicono a l’Attacco fonti del campo largo. “Quando c’è da monetizzare si presentano, eccome”, ribattono, sempre dietro le quinte, i sostenitori di Episcopo. Ciò che non poteva in alcun modo essere rinviato era, per quanto riguarda il servizio di igiene urbana, l’approvazione della dislocazione territoriale dei cassonetti intelligenti, che a Bari si vedono già da un po’ mentre a Foggia sono attesi da tempo, nonostante fossero stati previsti dal piano industriale per la fine del 2024, dunque nella fase transitoria. Nella delibera, adottata su proposta della vicesindaca contiana Lucia Aprile e inerente anche alle modalità di attuazione del servizio, si spiega la suddivisione del territorio urbano in due macroaree: una macroarea A in cui sviluppare una raccolta dei rifiuti “di prossimità” utilizzando cassonetti intelligenti per le frazioni organico, secco indifferenziato, plastica e multimateriale, carta e cartone, e campane, per la frazione vetro, queste ultime derivanti da un finanziamento Co.Re.Ve. nel frattempo intervenuto; una macroarea B in cui ipotizzare un successivo sistema di raccolta porta a porta, attualmente in fase di studio (congiuntamente con il DEC e Amiu Puglia spa), e in cui proseguire temporaneamente il servizio con cassonetti stradali opportunamente revisionati o sostituiti. Ma c’è un retroscena che spiega perché Pd e M5S (che esprimono nel cda Amiu Colomba Mongiello e Fabrizio Baia) dovessero necessariamente garantire l’approvazione di tale delibera.



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