Questa mattina, a Palazzo di Città, è stato presentato l’accordo tra il Comune di Foggia e il Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Foggia sulla gestione della videosorveglianza nell’agglomerato industriale Incoronata. L’intesa, sottoscritta dalla Sindaca Maria Aida Tatiana Episcopo e dal presidente del Consorzio ASI Agostino De Paolis, disciplina i rapporti tra i due enti in materia di protezione dei dati personali, definendo Comune e Consorzio come titolari autonomi del trattamento, ciascuno per le proprie finalità istituzionali, nel rispetto del Regolamento europeo sulla privacy. Alla presentazione erano presenti l’assessore alla Legalità e Sicurezza Giulio De Santis, il commissario della Polizia Locale Antonio Basile e il tecnico ASI Luigi Genzano.

L’estate 2026 si sta caratterizzando da ripetute e prolungate ondate di calore che poi si traducono anche e soprattutto in bollettini di allerta che le protezioni civili a più livelli emanano per avvisare la popolazione sulla situazione climatica dei giorni di riferimento. E queste iniziative sono talmente delicate e importanti da finire spesso nelle notizie di apertura o di maggiore rilevanza di telegiornali e quotidiani nazionali, con tanto di cartine con i posizionamenti e le indicazioni dei territori ritenuti “più critici”.
Notoriamente per i foggiani, e non solo per loro, la città capoluogo della Capitanata e molte porzioni del resto della provincia non sono affatto immuni da afa e temperature record. Eppure da settimane a questa parte, Foggia non rientra mai nelle città a cui viene attribuito un “bollino rosso”. Per la verità nemmeno arancione, anzi proprio alcun bollino colorato indicatore della situazione dei giorni o delle ore successive. Strano. Vuoi vedere che da tante altre parti fa molto più caldo? E invece no, è soltanto una questione burocratica, organizzativa e operativa quella che esclude la città dalla considerazione tanto preziosa in questo periodo molto difficile. 
Foggia non compare nei bollettini ministeriali semplicemente perché non è inserita nel sistema di monitoraggio nazionale. Il Ministero della Salute gestisce infatti una rete fissa e limitata a sole 27 città italiane (per lo più capoluoghi di regione o grandi centri urbani) e quindi i dati meteo-climatici e i relativi “bollini” vengono calcolati ed emessi centralmente dal Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio per conto del Ministero. Le uniche città monitorate in Puglia e nelle aree limitrofe sono Bari e Campobasso, le altre sono Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo.  Per i comuni non inclusi come Foggia, il monitoraggio del rischio calore e le relative allerte meteo vengono gestiti a livello locale attraverso i bollettini della Protezione Civile della Regione Puglia e i sistemi meteo regionali, sulla base dei quali il Sindaco può comunque adottare ordinanze di tutela spesso a beneficio dei lavoratori. 

Nuova sentenza sfavorevole per il Comune di Foggia rispetto alle ordinanze di bonifica adottate nei confronti dei proprietari dei fondi agricoli dove sono stati abbandonati rifiuti. L’ultimo caso è quello deciso dal TAR Puglia con la sentenza pubblicata lo scorso 29 luglio, con cui è stato accolto il ricorso proposto alcuni mesi fa, contro il Comune, dal titolare di un terreno, difeso dall'avvocato Alessandro D'Isidoro, chiedendo e ottenendo l’annullamento dell’ordinanza. Con quel provvedimento la sindaca Marida Episcopo aveva ordinato alla ricorrente, in qualità di proprietaria del fondo agricolo, di provvedere alla “bonifica e al ripristino dello stato dei luoghi mediante impresa specializzata iscritta all’Albo dei gestori ambientali” entro il termine di 45 giorni dalla notifica. Il Comune aveva ritenuto imputabile alla ricorrente l’avvenuto deposito da parte di ignoti di rifiuti consistenti in “ecoballe aventi una lunghezza di circa 30 metri, una larghezza di 2,5 metri e un’altezza di circa 2 metri” in quanto la stessa avrebbe negligentemente reso l’area facilmente penetrabile da terzi a causa della scorretta manutenzione della vegetazione perimetrale e della recinzione, della presenza di un lucchetto del cancello d’ingresso ritrovato spesso aperto e dell’assenza di un servizio costante di guardiania, come evidenziato nella relazione istruttoria dell’11 novembre 2025. Lo sversamento di rifiuti avvenne nella prima metà del giugno 2024. Nella relazione, il Comune, premesso che il fondo “si presenta in perfetta adiacenza e in perfetto livello della S.S. 90” ed è pertanto “facilmente accessibile dalla stessa pur essendo recintato”, segnalava la presenza di folta vegetazione lungo il perimetro, idonea a mascherare il sito alla visione anche dei soggetti in transito, e la circostanza che “in più occasioni il cancello di accesso dell’area si presentava aperto ed il sito privo di vigilanza e custodia”. Facendo riferimento a immagini di Google Maps riferite agli anni 2014, 2021, 2022 e 2024, il Comune rilevava che, a partire dal passaggio del bene dal precedente proprietario alla ricorrente nel 2019, l’area non sarebbe più stata manutenuta. Aggiungeva che solo successivamente al rinvenimento dei rifiuti abbandonati la ricorrente avrebbe provveduto al taglio della vegetazione e concludeva per la sussistenza di una condotta di agevolazione colposa degli autori materiali dell’illecito.

A Foggia, in consiglio comunale, sono bastati pochi minuti e un solo voto di scarto per far saltare la discussione di quella che l’eletto M5S Francesco Strippoli definisce “la prima vera revisione del contratto e del piano industriale dall'inizio del mandato”. Il 31 luglio scorso l'aula ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno di Pasquale Cataneo sulla Cun del grano: ventitré i presenti al momento del voto. 
Quando è arrivato il turno della mozione sulla raccolta dei rifiuti indifferenziati sette giorni su sette, la verifica del numero legale ha certificato che i consiglieri in aula erano scesi a sedici, uno in meno rispetto alla soglia richiesta: la seduta è stata sciolta, e con essa è saltata la trattazione del provvedimento a prima firma di Strippoli, consigliere pentastellato. Tra chi aveva abbandonato l’aula prima della discussione del punto all’ordine del giorno, figurano alcuni esponenti del Pd, partito di maggioranza che non aveva sottoscritto la mozione, e alcuni degli stessi firmatari del provvedimento. Non ultima beffa, tra questi ultimi anche il capogruppo M5S Mario Dal Maso, non più presente in aula al momento della discussione della mozione di cui è firmatario. “È un peccato”, dice a l’Attacco Strippoli. “Non è uno sgarbo personale nei miei confronti, ma a danno della città”. La mozione, firmata il 18 dicembre 2025 e discussa “solo” sette mesi dopo, puntava ad attivare il servizio di raccolta anche la domenica, superando l’ordinanza che dal 2013 vieta il conferimento dei rifiuti in quella giornata. A sottoscriverla, oltre a Strippoli, erano stati Dal Maso, Giovanni Quarato e Francesco Salemme del Movimento 5 Stelle, Antonio De Sabato (Progetto Concittadino), Stefania Rignanese (Psi), Antonello Di Paola (Prossima) e Achille Capozzi (Con). Il testo chiedeva l’avvio di una fase sperimentale rimodulando i turni, l’inserimento strutturale del servizio nel contratto con Amiu Puglia e l’attivazione di controlli e sanzioni da parte della Polizia Locale.



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