Piromani e criminali, approfittando della torrida estate, continuano l’attività dolosa - per motivi vari e noti alla magistratura inquirente – in alcuni casi colposa, a violentare e devastare i boschi della Daunia, i polmoni verdi che racchiudono il patrimonio incommensurabile di flora e fauna. Certamente le natura è resiliente ma ci mette anni a risorgere dalle proprie ceneri. Ma alla criminalità non interessa. La prevenzione e il controllo del territorio restano fondamentali, visto che possono essere usati con efficacia droni (che dotati in sensori infra-red, possono anche far vedere da dove può essere partito l’incendio) e video camere per il controllo del territorio. Mentre dalla Protezione Civile nazionale si continua a tentennare sui Canadair di base allo scalo aereo civile di Foggia, dopo la ragionevole richiesta del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, gli incendi continuano a divampare dal Parco Nazionale del Gargano, fino ai Monti Dauni.
Così sabato scorso è stato dato fuoco al Parco Naturale Regionale “Bosco Incoronata”, vicino Foggia. “Verso le ore 12.00, di sabato, una mano vile e spietata – l’azione vile di qualche malintenzionato senza scrupoli – ha tentato di ferire a morte il prezioso polmone verde del Bosco del Santuario Incoronata. Un attacco vile, un rogo improvviso che sembrava pronto a divorare tutto in pochi istanti. Ma il fuoco non aveva fatto i conti con chi quel bosco lo ama, lo vive e lo difende ogni singolo giorno. La Protezione Civile Radio Club G. Marconi c'era. I volontari della squadra “Marconi” non sono semplici osservatori: sono il cuore pulsante e lo scudo invisibile che pattuglia instancabilmente quel territorio, conoscendone ogni albero e ogni sentiero – si legge in una nota della presidente del sodalizio, Maria Altomare Spadaccino -. È stata proprio la nostra presenza costante, il controllo vigile e ininterrotto a fare la differenza tra la vita e la cenere. Non appena le prime lingue di fuoco hanno iniziato a divorare la vegetazione, l'allarme è scattato fulmineo. Senza esitazione, mettendo a rischio la propria incolumità per amore della propria terra, gli operatori si sono precipitati nel cuore del pericolo. Con un coraggio straordinario e una determinazione che toglie il fiato, l’operatore Antonio Pinto e la collega volontaria si sono gettati nella mischia. Fianco a fianco, lottando metro dopo metro contro il fumo e il calore soffocante, hanno domato e circoscritto le fiamme, bloccando una catastrofe ambientale prima che potesse compiersi del tutto. Un'azione eroica, tempestiva, a cui è seguita la preziosa e sinergica opera di bonifica e messa in sicurezza da parte dei Vigili del Fuoco intervenuti sul posto”.