Conferenza stampa dai toni battaglieri quella tenuta stamattina, in modo congiunto, presso la sala congressi dell’Hotel Cicolella di Foggia, dalla confederazione di Liberi Agricoltori e dall’associazione GranoSalus.
Un incontro – cui hanno partecipato molti produttori agricoli e operatori di settore – per fare il punto sulla grave crisi che investe, tra gli altri, oltre che il comparto vitivinicolo anche quello del grano duro e dunque l’intera Capitanata quale principale granaio d’Italia.
Lo scenario rendicontato dalle due associazioni di categoria e dai suoi rappresentanti parla di “un mondo agricolo – è stato detto - che attraversa una fase di crisi drammatica che ha riflessi importanti per il consumo di cibo, la salute dei consumatori e il bilancio sanitario dello Stato che in futuro, a causa di un mercato poco attento alla salubrità dei prodotti alimentari,
potrebbe essere sempre più gravato dall’aumento esponenziale di patologie quali celiachia e intolleranze di vario di tipo. Inoltre crollano i prezzi dei cereali e gli aiuti al reddito; la trasparenza di mercato è spesso negata, con la Cun (Commissione sperimentale nazionale del grano duro, ndr) e il Registro telematico che sono stati sospesi.
In più la nuova Pac per i produttori non rappresenta più ‘l’ombrello’ che li teneva al riparo da calamità naturali e di mercato, perché tale strumento comunitario assottiglia almeno di un terzo le risorse economiche per gli agricoltori, in modo più incisivo per quelli delle aree interne, delle regioni del sud e delle isole;
alcuni Psr (Piani di sviluppo rurali) poi disincentivano le produzioni ecologiche, mentre gli eco-schemi sono ancora un’incognita e la Commissione europea, per ripristinare la biodiversità, chiede che almeno il 10% della superficie agricola non sia coltivata”.
Anche nel settore vitivinicolo emerge un quadro preoccupante come la gravità di patologie che colpiscono i vigneti del territorio. In un simile scenario, il dramma sarebbe rappresentato dall’abbandono delle campagne con conseguenti dinamiche a favore dell’importazione di derrate straniere o di cibi sintetici.
Così la questione agricola si intreccia sempre di più con la salute dei nostri consumatori. “Chi come noi ha a cuore le sorti del pianeta – hanno ribadito i rappresentanti di Liberi Agricoltori e GranoSalus - deve poter mettere le future generazioni in condizioni di guardare avanti con fiducia al ruolo della politica per continuare ad avere speranza e orientarla secondo le esigenze di un ‘progetto umano’, il che significa liberare la vista dal caos e da interessi particolari”.
Ecco perché Liberi Agricoltori, insieme a GranoSalus, vuole aprire scenari futuri per rimettere al centro la funzione naturale del cibo prodotto dalla terra e dagli agricoltori, la democrazia economica, la difesa del territorio e, soprattutto, la salute dei consumatori sempre più minacciata da importazioni incontrollate. Nel video l'intervista a Saverio De Bonis, ex senatore e responsabile nazionale per i rapporti istituzionali di Liberi Agricoltori.
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