Se da un lato i borghi dei Monti Dauni non possono competere, stando così le cose, con l’attrattività di Vieste e delle località garganiche costiere, dall’altro è altrettanto vero che non ci sono neppure le strutture idonee ad ospitare il numero di turisti che arrivano ogni anno sul promontorio. Ma come spesso è stato fatto notare su queste colonne “è un cane che si morde la coda: se non ci sono posti letto e servizi, la gente non viene e, d’altro canto, non ci saranno mai privati disposti ad investire se non aumenta la domanda”. Secondo quanto riportato a maggio su l’Attacco, un quinto dei comuni della provincia di Foggia non dispone di almeno tre strutture ricettive e quindi non riesce a esprimere numeri per il calcolo degli arrivi e delle presenze turistiche su base annua, che effettua PugliaPromozione.
Sono 13 e quasi tutti sui Monti Dauni: Alberona, Casalnuovo, Castelluccio dei Sauri, Castelluccio Valmaggiore, Castelnuovo della Daunia Celenza Valfortore, Celle San Vito, Monteleone, Panni, Rocchetta e Sant'Agata. Che fare quindi? Anche in questo caso la parola chiave potrebbe essere diversificare.
Negli ultimi tempi si sono moltiplicati ad esempio i bandi per finanziare, anche in parte a fondo perduto, la diffusione di una diversa recettività, più adatta alle caratteristiche del territorio e vicina a quello storytelling che alcuni operatori e promotori del brand Monti Dauni sta cercando di far attecchire: turismo esperienziale, slow, naturalistico, identitario, green. Brand al quale non si associano grandi hotel o luxury marketing ma strutture più sostenibili e di nicchia.
Secondo il sito visitmontidauni.it la categoria più rappresentata tra le strutture recettive presenti sul Subappennino sono gli affittacamere, in tutto 33, 31 i bed&breakfast, 7 sono gli agriturismi, 3 gli alberghi, 3 gli alberghi diffusi, 3 le case vacanza, 2 i campeggi, 2 residence, 1 hotel, 1 ostello, 1 multiservice e 1 residenza d’epoca. Nessun villaggio turistico, pensione o motel.
Nel dettaglio: ad Accadia sono 4 le strutture presenti sul portale curato dal Gal Meridaunia, ad Alberona invece è disponibile soltanto un affittacamere. Nessuna struttura è presente ad Anzano di Puglia, mentre ad Ascoli Satriano ci sono 4 sistemazioni possibili.
Per quanto riguarda Biccari 5 le strutture che però comprendono anche la Bubble room e le casette sugli alberi. 5 anche le possibilità di dormire a Bovino, una delle quali è rappresentata da un agriturismo, le altre sono affittacamere. Candela dispone di un b&b solo, a Carlantino non vi sono strutture. A Casalnuovo Monterotaro 2 affittacamere, mentre a Casalvecchio ce n'è uno solo.
Castelluccio Valmaggiore non ha strutture, così come Castelluccio dei Sauri nemmeno su vistmontidauni.it. 2 sono presenti a Castelnuovo della Daunia. Nessuna sistemazione a Celenza, a Celle San Vito c'è un albergo e un b&b. A Deliceto è presente un b&b e un affittacamere; per pernottare a Faeto sono disponibili 2 strutture così come a Monteleone, entrambi agriturismi. Nessuna struttura a Motta Montecorvino, mentre ad Orsara ci sono 5 alternative per dormire.
A Panni è disponibile un affittacamere: un'antica falegnameria trasformata in struttura recettiva. A Pietramontecorvino sono ben 7 le strutture a disposizione dei visitatori mentre a Rocchetta Sant'Antonio ve ne è alcuna. 7 le sistemazioni disponibili pure a Roseto Valfortore, a San Marco la Catola nessuna, 3 a Sant'Agata di Puglia. Ben 7 a Troia, nessuna sistemazione a Volturara Appula mentre a Volturino ce ne sono 2, una delle quali è un relais luxury che nella settimana di Ferragosto a due persone costerebbe oltre 800 euro secondo il sito di prenotazioni online Booking.com.
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