Il boemo senza freni: “Son tornato perché qui si può fare calcio”

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Nei 50 e passa minuti durante i quali si è intrattenuto coi giornalisti, Zdenek Zeman ha parlato di tutto. Tranne che del Foggia, argomento rigorosamente tabù: “Sono scottato, preferirei evitare...”.

Giusto per, e a scanso di equivoci, il boemo ha accuratamente evitato qualunque riferimento a quella che è stata la sua ultima parentesi in panchina: una ferita sempre aperta che non ha voluto riaprire nel giorno in cui ha riabbracciato per la terza volta in carriera il Pescara.

E in riva all’Adriatico il 76enne tecnico di Praga spera ora di consumare la sua personale vendetta: “Qui torno con piacere, per me questa resta la città ideale per fare calcio”. A Canonico staranno fischiando le orecchie. Soprattutto dopo che in un passaggio, l’unico riferito al suo più recente passato, Zeman ha precisato: “In estate avevo dato la parola d’onore al Foggia, e sono rimasto fermo. Il perché di questo ritorno? Perché penso di dover dare ancora qualcosa ai pescaresi. Sono rimasto male per l’esonero di 5 anni fa, ma col Presidente non ci sono stati dissapori”.

A seguirlo nel suo Pescara-tris sarà l’ex allievo Bucaro, dopo che il fido Cangelosi si è accasato con la Casertana: “Credo in questa squadra - ha continuato il boemo -, ci sono giovani interessanti e di talento. Dipende tutto da noi. Mi auguro che i tifosi ci diano una mano. Nei play off il lungo riposo può nuocere. Questo non significa che voglio arrivare settimo o ottavo. L’obiettivo è difendere il terzo posto. Se non riusciremo la colpa sarà mia. Sebastiani? Lo vedo sempre uguale. Stavo bene prima. Spero di stare bene ora. Sono qui perché mi piace fare calcio. Pescara è la città ideale per farlo”.

Il Presidente Sebastiani, a fianco del tecnico di Praga, ha poi spiegato: “La squadra è adatta al credo di Zeman. Con Colombo ho avuto un ottimo rapporto. Mi è dispiaciuto tanto. Alla fine ha pagato lui. Le sue dimissioni confermano lo spessore dell’uomo. Ma una scossa serviva. A Zeman non ho chiesto nulla se non di rivedere il calcio che più ci piace, sbarazzino e offensivo. Tanti allenatori in questi anni? Se a Pescara dopo tre partite che non vanno come dovrebbero si mette in discussione il tecnico di turno, può accadere quello che è successo qui negli ultimi anni. Il problema è generale. Riguarda l’ambiente inteso in senso lato. Non è detto che la pressione porti sempre dei vantaggi. I giocatori non hanno mai spinto per l’esonero di questo o quel tecnico. Sotto la mia gestione non è mai successo”.

Zeman ha firmato un contratto fino al prossimo 30 giugno. Rinnovo automatico in caso di promozione. Con Zeman e il vice Giovanni Bucaro, ci saranno il match analyst Diego Labricciosa, già a Foggia col boemo lo scorso anno, il preparatore atletico Carlo Cavasinni e il preparatore dei portieri Luca Aprile.

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