Foggia, altro che Scherzi a parte... L’ambiente è in rivolta e la squadra abbandonata a sé stessa

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Il Foggia è nel caos. Altro che autogestione... E anche se patron Nicola Canonico nelle ultime ore starebbe provando a rigirare la frittata e a far giungere segnali di distensione tesi a rianimare l’ambiente, è evidente che ormai in casa rossonera si sia alla resa dei conti.

L’ultimo ruzzolone in campionato sta lì a confermare della totale anarchia che ormai regna nello spogliatoio, e non solo. Il detonatore di una bomba a orologeria che sta per deflagrare è ormai disinnescato. Ed è facile ipotizzare che procurerà effetti devastanti ad ogni livello.

L’ultimo abbandono in ordine di tempo, per quanto ampiamente prevedibile, rischia infatti di scatenare un pericoloso effetto-domino: l’addio di Mario Somma (l’ennesimo della serie in casa Foggia), potrebbe indurre anche altri a seguire le orme del tecnico pontino, non sono in pochi coloro che con il mare in tempesta vorrebbero abbandonare la nave e scappare da Nicola Canonico.

Colui che poco meno di due anni fa era stato salutato da queste parti come il benefattore del calcio foggiano. E che adesso un po’ tutti rinnegano additandolo come il principale responsabile di un default annunciato.

Con questi presupposti viene spontaneo chiedersi che senso possa avere quest’ultimissimo scorcio di stagione per i rossoneri, davanti ci sono ancora quattro gare che già hanno tutte le sembianze di un supplizio. Al pari dei successivi playoff. Che diventano quasi un fastidioso corollario di una stagione sulla quale potrebbero scorrere fin da ora i titoli di coda.

Le sei gare della gestione-Somma hanno prodotto danni irreversibili: la scelta della proprietà di affidarsi a un tecnico-commentatore è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso inducendo il gruppo a perdere oltre che un punto di riferimento preciso nello spogliatoio, anche a smarrire quelle certezze che faticosamente con Fabio Gallo in panchina aveva ritrovato.

Il resto lo hanno fatto un mercato di riparazione condotto solo nel nome di un contenimento dei costi imposto da Canonico (dopo aver inopportunamente scialacquato in estate) e il successivo dirottamento di Piergiuseppe Sapio dal settore giovanile alla direzione sportiva della prima squadra. Che ha prodotto altri inutili sconquassi sul piano degli equilibri interni.

Per non parlare, poi, degli uomini di cui si è circondato il presidente per gestire il club. E che, nella quasi totalità dei casi, si sono rivelati inadeguati. Alla stregua di chi in questo momento governa il calcio locale.

Dopo l’ultimo pastrocchio, Canonico si è rifugiato dietro il bislacco tentativo di indirizzare il club verso quell’autogestione che sa tanto di menefreghismo e di un sempre più distaccato: “Me ne lavo le mani”.

Ennesimo gravissimo errore di valutazione che dovrà portare il numero uno del club rossonero in tutta fretta ad un repentino dietrofront per non incappare nell’ennesimo grave autogol della sua scellerata gestione.

Per ritornare sui suoi passi c’è sempre spazio e tempo, per il momento però bisogna portare a termine la stagione in corso, restando al bastone di comando, e possibilmente evitando ulteriori figuracce.

Canonico, che aveva già individuato in Lorenzo Giunta il traghettatore di questo ultimo scorcio di campionato, dovrà suo malgrado inventarsi qualcos’altro. Perché il regolamento non gli consente di ricorrere a una soluzione interna e di promuovere il vice di Gallo. Anche perché sembrerebbe che il diretto interessato abbia manifestato la volontà di non gradire particolarmente il nuovo incarico.

Servirà, quindi, correre ai ripari: dopo la deroga ottenuta da Antonio Gentile in occasione del derby di Taranto (e dopo l’esonero di Boscaglia), solo per domenica prossima sarà consentito a Giunta (o chi per lui) di accomodarsi in panchina ricoprendo il ruolo di primo allenatore. Dopo di che servirà tesserare un tecnico Uefa A. Anche a minimo federale, purché in possesso di regolare patentino.

In un primo momento si era pensato di affidarsi all’allenatore della Primavera 3 Franco Delli Santi, ma poiché la sua squadra sarà impegnata a breve nella fase dei playoff si è preferito orientarsi in altra maniera. Mentre Canonico sfoglia la margherita, ieri il Foggia (che per punizione si era ritrovato fin da domenica per la ripresa dopo il ko con il Monterosi), si è allenato in un clima quasi irreale.

La squadra è a pezzi e con il morale sotto i tacchi. L’ultimo ko ha lasciato il segno. Non c’era nessuno presente dei vertici societari: non c’era ovviamente Canonico (che pare in serata abbia ricevuto la visita dei tifosi), né il dg Milillo, né tanto meno il ds Sapio. Erano tutti a casa a godersi il giorno di libertà.

Aria pesantissima dalle parti dello Zaccheria, e soprattutto poca voglia di parlare. Sarà durissima venirne fuori in un ambiente che è ormai apertamente ostile nei riguardi della proprietà. Il futuro del calcio a Foggia si tinge sempre più a tinte fosche. Sul piano tecnico. Ma anche, e soprattutto, su quello societario.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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