Scusi Zeman, ma con chi ce l’aveva? La sortita ficcante del tecnico boemo scatena la rivolta mediatica

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“A Foggia ci sono pochi giornalisti”. Apriti cielo, si è scatenato il finimondo... Zeman aspettava da un po’ l’imbeccata per bacchettare la stampa locale, anche se al boemo verrebbe quasi da dire che si sbaglia, perché di giornalisti qui ce ne sono anche troppi, visto che per esempio domenica sera per la semifinale di andata dei playoff dello Zaccheria addirittura 73 erano regolarmente accreditati in tribuna stampa prima e sala stampa poi.

Di questi una ventina abbondanti sono arrivati direttamente da Pescara, tutti gli altri sono locali, impegnati quotidianamente (si fa per dire) a seguire le vicende rossonere. Un piccolo esercito, insomma, che domenica sera è stato squarciato dalle parole raggelanti del boemo, che nel post-partita ha preso di mira la stampa sportiva locale con quella frase sibillina che ha scatenato un inevitabile polverone mediatico. E che, nell’immediato ha portato i più ad abbandonare la sala-stampa Fesce e poi a prendere le distanze da una affermazione circostanziata.

Sull’argomento, ovviamente, è intervenuto (molto tempestivamente!) l’Ussi con una nota: “I giornalisti dell’Unione Stampa Sportiva Italiana – Ussi Puglia, aderente al sindacato dei giornalisti pugliesi Assostampa - si legge -, esprimono solidarietà ai cronisti sportivi di Foggia e denunciano l’attacco ingiustificato e fuori luogo da parte del tecnico del Pescara, Zdenek Zeman, il quale nel corso della conferenza stampa post gara Foggia-Pescara ha usato espressioni gravi e lesive nei confronti dei colleghi foggiani. Dire ‘a Foggia ci sono pochi giornalisti’ significa tradire un passato fatto di lealtà, etica, moralità e rispetto delle regole da parte di un tecnico molto amato da tutti i foggiani. Da Zeman ci si sarebbe aspettato un comportamento più rispettoso nei confronti di una categoria che quotidianamente, con impegno e professionalità, lavora per informare il pubblico dei tifosi e ha sempre dato voce a chi, come Zeman, attraverso i media si è impegnato a divulgare concetti etici o a denunciare storture di sistema. Nell’auspicio si sia trattato solo di un equivoco, l’Ussi Puglia auspica una repentina precisazione sul caso da parte del tecnico boemo, per rispetto nei confronti degli operatori dell’informazione foggiana e di tutta la cittadinanza che, grazie a loro, viene quotidianamente informata”.

Il rimbrotto di Zeman arriva tardivo e probabilmente ha le sue radici nella coda velenosa della passata stagione, quando il suo addio passò quasi inosservato fra gli organi di informazione che, anziché alimentare la discussione e aprire il fronte sui possibili e controversi scenari societari che si sarebbero delineati di lì a breve, colpevolmente glissarono. Zeman ha detto la sua senza giri di parole, cercando probabilmente anche il contraddittorio da parte di chi anziché incalzare il boemo per avere ulteriori elementi di valutazione che dovrebbe essere norma per chi sceglie di provare a fare informazione, ha preferito invece defilarsi.

Il fatto singolare è che chi ha deciso di disertare la sala-stampa è lo stesso che solo qualche mese fa accettava passivamente (e supinamente) gli eccessi di patron Canonico che inveiva contro la categoria definendola composta da “giornalai” senza batter ciglio, oppure che restava totalmente indifferente di fronte al sopruso di un accredito tolto impunemente a un collega.

E allora: scusi Zeman, visto che domenica sera nessuno ha osato porgergliela la domanda, gliela giriamo noi: “Ci dice con chi ce l’aveva? Mica per caso con quelli che solitamente scagliano la pietra e poi nascondono la mano?

La prossima volta, se mai capiterà, faccia uno sforzo e pronunci anche i nomi e cognomi degli interessati, sia più diretto e non spari nel mucchio così non urterà la suscettibilità di nessuno. Anzi no, a pensarci bene non ci sarà bisogno di farlo: a chi di dovere staranno già fischiando le orecchie...

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testatina dillo al direttore WEB

 

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