Stallo Foggia, ma è calma piatta apparente: troppe le “poste” in gioco in questo frangente per sbilanciarsi

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Stallo Foggia. Più apparente che reale. A una settimana dalla doccia gelida della mancata promozione in B, tutto tace a viale Ofanto. Uffici semideserti, se non addirittura chiusi, così ha voluto patron Nicola Canonico, tutti in ferie (o quasi) in attesa che la matassa si dipani e se ne sappia qualcosa di più sul futuro del club rossonero. Che è sospeso a metà fra la segreta speranza di riprendersi per i capelli la promozione dopo che l’esclusione del Lecco appare scontata e i sospiri dell’imprenditore di Palo del Colle, che è atteso al varco per sciogliere la riserva legata ad una possibilità (remota?) di passare la mano.

“Se il presidente in questi giorni è praticamente irreperibile, gatta ci cova”, si lascia sfuggire una gola profonda dell’entourage: devono essere ore frenetiche per Canonico, che formalmente avrebbe dato mandato a un emissario di trovare un possibile acquirente, ma che in realtà sarebbe pronto a rilanciare, soprattutto dopo aver verificato che per la B il discorso sarebbe tutt’altro che chiuso.

Forse anche per questo mercoledì scorso era in sede per approntare la strategia da mettere in campo in una battaglia che giura di voler portare avanti fino all’ultimo grado di giudizio. E i contatti e i confronti che in questi giorni sta avendo con gli esperti in materia lo starebbero invogliando sempre più a non desistere. 

Canonico in un primo momento, dopo l’addio improvviso di Delio Rossi, avrebbe dovuto tenere una conferenza-stampa già in questa settimana per sciogliere i primi dubbi e dare le prime risposte, ma il susseguirsi degli eventi gli hanno consigliato di tergiversare e di attendere. Quanto? Probabilmente almeno un’altra settimana e comunque non prima del prossimo 27 giugno. Che è una data che il patron e il socio di minoranza Maria Assunta Pintus hanno segnato in rosso sul calendario: martedì prossimo infatti il Tribunale di Cagliari potrebbe (il condizionale è sempre d’obbligo quando di mezzo ci sono i tempi biblici della giustizia italiana) emettere la sentenza definitiva sulla controversia tra i due soci nella vicenda che parte il 3 dicembre ‘21 allorquando la Map Consulting depositava un atto di citazione nei confronti di Canonico con richiesta di adempimento contrattuale e a seguito del quale l’acquirente accettava l’annullamento o la risoluzione del contratto stesso.

Pintus ha fra le mani un’arma letale contro Nicola Canonico, potrebbe infatti accettare la “risoluzione del contratto” ed esercitare la sua prelazione, evitando di incassare la cifra che dovrebbe ricevere per la vendita del 51% ritornando così in possesso delle quote societarie che le consentirebbero di avere due alternative: rimanere maggior azionista e quindi al vertice del Calcio Foggia 1920, oppure vendere la totalità delle quote della Corporate Investments.

Si spiegherebbe dunque anche così il tergiversare del patron del Foggia, anche perché sul tavolo ci sono diverse “poste” in gioco e servono dunque giochi di equilibrismo per evitare eventuali passi falsi: quello che è certo è che attorno al Foggia in questo frangente la calma piatta è solo apparente, in realtà i vertici societari sono alla ricerca della strada che può rendere plausibile la possibilità di arrivare anche davanti al Consiglio di Stato, ma alla fine di avere partita vinta.

In ballo ci sono circa 9 milioni di euro è questa la fetta che spetterebbe al club di viale Ofanto da dividere principalmente sui diritti televisivi, Canonico che è in stretto contatto con l’avvocato Chiacchio (che sulla vicenda gli starà dando sicuramente le dritte giuste), non ci ha pensato su due volte a fiondarsi su una opportunità che solo 7 giorni fa pareva definitivamente svanita. Con la B in tasca, ovviamente, il prezzo di cessione del Foggia (eventualmente) lieviterebbe a dismisura e l’affare da mettere in piedi sarebbe notevole. Anche se la sensazione è che l’imprenditore barese non abbia fatto i conti con l’oste (la Pintus nella fattispecie) e che dunque altri clamorosi colpi di scena sono tutt’altro che da escludere.

Intanto, e non potrebbe essere diversamente, tutto tace sul fronte programmazione e al 24 giugno il Foggia si ritrova senza un allenatore e un direttore sportivo. Senza dimenticare che anche il dg Milillo viene dato per prossimo a concludere la sua parentesi in seno al club.

A Lecco, al seguito della squadra, dopo qualche tempo si sono rivisti al fianco del presidente Bellisario Masi (che esattamente un anno fa aveva deciso di abdicare) e l’ex ds Emanuele Belviso, uscito di scena dopo l’esonero di Boscaglia. Si tratterebbe di presenze occasionali, dettate dal fatto che i due dirigenti comunque hanno nel frattempo ripristinato i loro rapporti con la proprietà. Anche se i più maliziosi sostengono che il nome di Belviso potrebbe tornare di attualità per la prossima stagione visto anche l’epilogo dell’ultima, che in qualche misura lo riabiliterebbe.

Peccato che sfugga il particolare che fa la differenza: Belviso aveva scelto giocatori per un sistema di gioco che si è rivelato impraticabile proprio per le caratteristiche dei singoli. Gallo e Lauriola, poi, avrebbero rimesso i tasselli al loro posto. Ma questo, probabilmente, a qualcuno sfugge.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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