Lecco freme. Sono ore di trepidante attesa in casa blu-celeste, domani la Covisoc si pronuncia e tutti sono con il fiato sospeso in casa lecchese. Fatto sta che il club ha commesso un errore imperdonabile in sede d’iscrizione. Perché se da un lato la promozione è arrivata del tutto inattesa, dall’altro la società avrebbe dovuto tutelarsi prima, avviando l’iter per la certificazione della struttura sportiva in precedenza: un pò come fatto dallo stesso Foggia che ha presentato tutta la documentazione per un’eventuale iscrizione anche in Serie B.
Il Lecco, una volta centrata la promozione, avrebbe anche potuto chiedere a mezzo pec una deroga alla Federazione per avere qualche ora in più necessaria a presentare i relativi incartamenti per lo stadio. Un’opzione a cui, secondo la Lega B, i lombardi non avrebbero ricorso. Anche se da Lecco sostengono che la pec sarebbe stata inviata il 16 giugno scorso, due giorni prima della finale di ritorno. Avrebbe cioè richiesto alla Lega A, alla Lega B e alla Lega Pro un’eccezione per poter presentare la domanda di iscrizione al successivo torneo (che al 16 giugno non era ancora stato definito). Il successivo 20 giugno, quindi, avrebbe presentato la domanda direttamente alla Lega B.
Tuttavia il Prefetto di Padova, dopo aver discusso con la questura, ha approvato l’uso dello stadio veneto a partire dal 21 giugno, un giorno dopo la scadenza; è importante notare che, nello stesso modulo inviato alla Lega, il Prefetto ha riconosciuto di aver ricevuto tutto il necessario dal Lecco il 19 giugno, un giorno prima della scadenza per le iscrizioni. La Lega di B, invece, sostiene di aver ricevuto solo il 22 giugno la mail sulla propria posta e non nei giorni precedenti, come comunicato al club. Un bell’intrigo.
Purtroppo per il Lecco, però, le cose potrebbero addirittura andare anche peggio. Se dovesse esser confermata l’esclusione dal campionato di Serie B, il club lombardo si ritroverà escluso anche dalla Serie C in quanto sono scaduti i termini per presentare la domanda di iscrizione. E quindi sarebbe costretto a ripartire dalla D.
Ora, non essendoci deroghe ma solo termini perentori la speranza è che la legge venga ancora una volta applicata senza discriminazioni, soprattutto sui suddetti termini che, in passato, sono costate le esclusioni di più club tra fideiussioni o accordi con l’Agenzia delle Entrate. Anche se non è da escludere che la Federazione possa tener conto anche degli slittamenti, come avvenuti con i playoff di Lega Pro, ritardati di una settimana per questioni burocratiche, prevedendo un margine di tempo più ampio per garantire l’iscrizione alle società interessante. Un timido mea culpa lo ha fatto anche Mario Balata, presidente della Lega B, che ha detto: ”Forse si doveva valutare una proroga”.
Ora al Lecco non resta che sperare o nell’ammissione in Serie B, nonostante lo sforamento di 24 ore, o l’ammissione in sovrannumero in Lega Pro. Due soluzioni che comporterebbero due precedenti, e la Federazione difficilmente potrà fare favoritismi. La situazione è intricata: se verrà reputata la buona fede del Lecco si potrebbe ipotizzare che la Lega possa chiudere un occhio concedendo l’iscrizione al club lombardo; dall’altra parte, però, questi termini perentori, in passato, sono sempre costati cari ad altri club.
Bisogna far valere il rispetto delle norme, la legge si applica non si interpreta.
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