Foggia-Lecco, finale infinita: Consiglio Federale si pronuncerà su regolarità iscrizione dei lombardi

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Foggia-Lecco, la tanto discussa doppia finale playoff di Lega Pro che ha sollevato un infinito polverone mediatico, si appresta oggi a vivere una sorta di extra-time. Una coda velenosa che rischia di avere ripercussioni sul regolare svolgimento della prossima stagione di B e di C.

Il pallino ora è nelle mani del Consiglio Federale, chiamato a stabilire se il club di patron Di Nunno alla fine riuscirà a riemergere dalle forche caudine della mancata iscrizione e dopo 50 anni potrà finalmente brindare alla rentrée nel torneo cadetto o se dovrà ripartire addirittura dai dilettanti. Dall’esito dell’assise di stamane dipende ovviamente anche il futuro del Foggia, che sinora se ne è stato quatto quatto in silenzio, in attesa degli eventi. Ma che è pronto a scendere in campo se ce ne saranno i margini. 

Tutti con il fiato sospeso a partire dalle ore 10, in bilico anche la posizione della Reggina, con Brescia e Perugia che in prima battuta rivendicano il diritto di essere riammesse in B. Ma anche il Foggia vuole essere della partita fino in fondo ed è pronto a giocarsi le sue chance senza dar fiato alle trombe. 

Tra gli argomenti all’ordine del giorno del CF figurano le comunicazioni del presidente con l’informativa del segretario generale, la elezione dei consiglieri della divisione Serie B Femminile di competenza del Consiglio Federale e l’esame ricorsi avverso i provvedimenti di non ammissione al Campionato di Serie B organizzato dalla divisione Serie B Femminile per la stagione sportiva ‘23-24 con i provvedimenti conseguenti, modifiche regolamentari, nomine di competenza e varie ed eventuali.

Ma è soprattutto il punto 3 all’o.d.g. che terrà alta l’attenzione, ovvero l’esame ricorsi avverso la non concessione delle licenze nazionali per l’ammissione ai campionati professionistici ‘23-24 con i conseguenti provvedimenti che ne deriveranno. E’ qui che la seduta rischia di surriscaldarsi, perché in gioco ci sono interessi forti, ritrovarsi fuori dalla serie B significherebbe infatti dover rinunciare a una fetta della torta che si aggira attorno ai 9 milioni di euro.

Ieri, intanto, potrebbe essere stato il giorno della verità per Lecco e Reggina, in attesa del verdetto del CF: completate le memorie difensive i due club sono infatti ripassati sotto la lente d’ingrandimento della Covisoc dopo la prima bocciatura. Il Lecco insiste nella propria strategia difensiva che si poggia sullo slittamento della finale di ritorno playoff, poi vinta contro il Foggia, dall’11 al 18 di giugno per via del ricorso del Siena al termine della regular season. Il club lombardo, attraverso i legali di fiducia di patron Di Nunno, ha giustificato il mancato rispetto del termine perentorio del 20 giugno per il rilascio delle licenze nazionali, ribadendo l’impossibilità di ottenere la disponibilità di un nuovo terreno di gioco per le gare casalinghe in soli due giorni non essendo a norma il Rigamonti-Ceppi.

L’istanza risulta essere stata presentata il 23 giugno, vale a dire lo stesso giorno in cui il comune di Padova ha concesso l’utilizzo dell’Euganeo per la prossima stagione. Gli organi tecnici ieri hanno completato i pareri ed oggi si attende la decisione della Figc. Impossibile fare previsioni, perché non esistono precedenti equiparabili a quello del Lecco e risulta pertanto di difficile lettura quello che potrà essere l’orientamento del Consiglio Federale. Ciò che è certo è che prima della partenza ufficiale, sarà una lunga e calda estate. Che non è detto non possa portare anche ad un clamoroso rinvio dei campionati.

La situazione è intricatissima, soprattutto alla luce delle varie battaglie legali che si preannunciano da più parti. Campionato a rischio, in Serie B e non solo, il Lecco e la Reggina son pronti a dare battaglia nel caso in cui oggi venisse confermata la loro esclusione. Del Lecco si è detto, la Reggina si ritrova out invece per il mancato pagamento di 780mila euro dovuti all’Erario.

E allora l’iter legale che i due club porteranno avanti potrebbe bloccare il via del campionato cadetto, come ha spiegato nelle ultime ore l’avvocato Matteo Sperduti, esperto di diritto sportivo: “L’ordinamento sportivo ancora oggi non si è adeguato alle riforme statali per questioni di crisi societarie, quanto alla vicenda della Reggina. C’è incongruenza tra gli ordinamenti, il ricorso dei calabresi si baserà sull’accoglimento da parte del Tribunale di Reggio Calabria del piano di ristrutturazione economica del club. L’esito è incerto. Il caso del Lecco è paradossale, l’esclusione è formalmente corretta ma in passato erano state concesse dilazioni dei termini per la presentazione delle documentazioni. Cosa succederà in caso di vittoria del ricorso? Si vuole evitare campionati a squadre dispari, l’iter comunque potrebbe arrivare fino al ricorso al Consiglio di Stato del 29 agosto facendo slittare i campionati”.

Sulla vicenda si registra anche l’intervento dell’ex presidente dell’Avellino Walter Taccone, che è tornato sull’esclusione dal campionato di Serie B nella stagione 18/19 degli irpini: “Fummo esclusi per una situazione molto simile a quella del Lecco - ha evidenziato -. Anzi nel nostro caso, a mio avviso, la nostra mancata iscrizione fu ancora più paradossale perché venimmo estromessi sulla base del principio della ‘perentorietà dei termini’ legato alla fideiussione accessoria alla domanda d’iscrizione che entrava in vigore il 16 giugno ‘18, come esplicitamente descritto nella polizza, ma che venne vidimata il giorno successivo poiché dopo le 18 gli uffici erano chiusi. Una motivazione che fu sostenuta in ogni grado di giudizio, tanto che io sono convinto che ci sia stata una lunga mano dietro a quella decisione. Esprimo la mia più viva solidarietà al presidente Paolo Di Nunno perché so cosa sta provando in questo momento, ma se il principio della perentorietà dei termini è ancora attivo credo ci sia una sola via. Queste sono le norme e vanno rispettate anche se la giustizia è errata”.

Intanto si registra tensione a Lecco alla vigilia della decisione del Consiglio federale Figc, che stamane dovrà esprimersi sul ricorso presentato a Roma dalla società contro la bocciatura della Commissioni stadi. La città è stata tappezzata di striscioni di protesta e uno di questi è apparso anche sulla facciata del Municipio con toni particolarmente perentori: “O serie B...o violenza”. Un altro, invece, è apparso addirittura a Milano, in via Rossellini, dove ha sede la Lega Calcio.

E alla vigilia dell’atteso verdetto una nuova variabile si aggiunge al complicatissimo risiko con il Perugia che, difeso dall’avvocatessa Giani, ha presentato alla Figc una diffida ufficiale contro la partecipazione del Lecco al prossimo campionato di Serie B. Il club biancorosso aveva annunciato che avrebbe dato battaglia e il presidente Santopadre ha deciso di andare fino in fondo.

A prescindere da quello che oggi accadrà, è evidente come la vicenda-iscrizioni stia ritardando la programmazione in casa Foggia, è un tira e molla che ormai si sta protraendo stancamente da circa 20 giorni, e che si porterà dietro inevitabilmente strascichi negativi. Club ancora al palo in attesa di conoscere il suo destino, ma è quanto meno singolare che a poco meno di un mese dall’inizio della stagione ufficiale si continui ad assistere a un preoccupante immobilismo.

Lunedì prossimo potrebbe essere il giorno giusto per tornare ad ascoltare la voce della proprietà e di patron Nicola Canonico. Salvo, ovviamente, ulteriori rinvii.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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