“Rifiuto e vado avanti”. Rispedita al mittente proposta di acquisto del Foggia avanzata da imprenditori locali

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Canonico non vende. Perché ritiene offensiva e irricevibile la proposta degli imprenditori locali. Ma intanto da Foggia e dal Foggia stanno scappando tutti. Anche chi opera dietro le quinte, in quella squadra invisibile e preziosa troppo spesso lontana dalle luci dei riflettori.

Saluta anche il responsabile della comunicazione Daniel Miulli, che in un post ha motivato le ragioni di una scelta meditata almeno quanto sofferta. Un altro segno tangibile della smobilitazione in atto a viale Ofanto e che va nella direzione della disgregazione di un progetto che strada facendo va perdendo i pezzi.

Così, in una situazione di totale incertezza, i primi a battere in ritirata sono i protagonisti dell'ultima cavalcata che solo per una serie di avverse circostanze non si è conclusa con la promozione in B: dopo il capitano Davide Di Pasquale che ha preferito l’Arezzo alle tribolazioni di Foggia, tocca anche al suo vice Davide Petermann chiudere anzitempo la sua fortunata parentesi in rossonero, che in un biennio gli ha fatto sommare 65 presenze condite anche da 11 gol. Il play passa all'Entella di Gozzi, operazione chiusa sulla base di 70mila euro che sarà ufficializzata nelle prossime ore.

Il Foggia continua a sfaldarsi sotto i colpi della Restaurazione, i pezzi pregiati e più rappresentativi prendono la strada verso altri lidi, con patron Canonico in tutt'altro faccende affaccendato in questo frangente che non fa nulla per trattenere i più recalcitranti. Di Pasquale e Petermann non saranno gli unici, presto ne seguiranno altri, i prossimi sul piede di partenza sono Frigerio e Garattoni, per i quali c'è la fila dietro la porta.

"Il parco calciatori del Foggia è di prima scelta, il che rende meno pesante di quanto si possa credere la situazione debitoria del club - diceva ieri l'avvocato Vincenzo Todaro, in procinto a più riprese di rivestire una carica ufficiale nel team di Canonico, e che poi per propria volontà ha fatto un passo indietro -. Di recente uno dei soggetti interessati a rilevare il Foggia (Matteo La Torre, ndr) mi ha chiesto lumi sullo stato di salute del sodalizio, e non ho avuto difficoltà a invogliarlo a portare avanti la trattativa in quanto ci sono tutte le condizioni per intraprendere un progetto ambizioso. Smentisco però di aver preso parte alla cena dei giorni scorsi con gli imprenditori che stanno manifestando un interesse concreto verso le sorti del club semplicemente perché non invitatovi".

Il randez-vous di lunedì sera che aveva al centro dell'attenzione il Foggia (ma non solo) aveva partorito la auspicata manifestazione d'interesse, con tanto di relativa proposta economica di acquisizione del 100% delle quote, che puntuale martedì sera è arrivata sul tavolo di Nicola Canonico. Proposta ben strutturata ed anche congrua, è trapelato, in cui Antonio Salandra in prima persona (per conto della Fortore Energia) si sarebbe attivato a formularla e sottoscriverla.

E questa in qualche misura finiva con il rappresentare la novità dell'ultima ora che consegnava nelle mani dell’imprenditore di Biccari l'imprimatur dell'operazione: 2 milioni sull'unghia da riconoscere all'attuale proprietà con l'accollo della debitoria, ma con il contestuale impegno di Canonico a risolvere la controversia in essere con il socio di minoranza Maria Assunta Pintus, queste le condizioni. Con un limite temporale di due settimane per accettare o meno l’offerta.

Era dunque mutata in corso d'opera la strategia messa in campo per tentare la scalata al Foggia, con un unico referente in lizza (Salandra), ma con una larga intesa con un pool di imprenditori dei quali solo alcuni sarebbero diventati soci (De Finis e Felleca), mentre tutti gli altri (almeno una dozzina) avrebbero partecipato in qualità di sponsor. Alla fine, cioè, sarebbe stato Salandra a decidere con chi imparentarsi nella suddivisione del 51% del pacchetto azionario, questo il sunto. Quella di ieri sembrava dovesse essere una giornata di riflessione e di ordinaria routine, dopo che Pintus nelle ultime ore era tornata a farsi sentire minacciando impugnative di ogni ordine e tipo laddove fossero lesi i suoi interessi. Ammettendo però anche sottovoce dell'esistenza di un'altra trattativa condotta direttamente dai propri legali già in stato avanzato con un soggetto assai solido.

Di converso Canonico, per tutta risposta, martedì sera attraverso una nota aveva ufficializzato di aver depositato la domanda di ripescaggio (per un esborso complessivo di 2,8 milioni fra fideiussioni e contributo a fondo perduto, da versare però solo in caso di ripescaggio). Mossa strategica, quella del patron, arrivata proprio alla vigilia della formalizzazione della proposta di acquisto del Foggia, un modo anche per acclarare la propria solidità economica.

E infatti appena il patron ha metabolizzato l’offerta ricevuta, come un fiume in piena è tornato pesantemente all’attacco: “Tra la richiesta e l’offerta c’è un abisso. Non solo è irricevibile - ha detto in tono sprezzante - è offensiva nei confronti del Foggia e della piazza. Mai vista un’offerta in cui chi vuole comprare chiede i soldi al proprietario, è fuori dal mondo. Ma che imprenditori sono questi. Ieri (martedì, ndr) ho staccato dai miei conti quasi tre milioni di euro per la battaglia del ripescaggio… Questa è serietà”.

Attacco diretto e frontale quello di Canonico, che non le ha mandate a dire chiudendo di fatto la partita ancora prima che cominciasse. E ora? Matassa sempre più ingarbugliata, all’orizzonte non si intravedono margini per poter riprendere una trattativa che in realtà non è mai decollata. Il pallino resta dunque nelle mani dell’imprenditore barese, che adesso però deve dare immediatamente corso alla programmazione. Allestendo una formazione in grado di lottare per il vertice. Canonico è stato avvisato per tempo...

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